La scorsa settimana, in Friuli Venezia Giulia, si sono svolte le elezioni regionali, con un sistema elettorale complesso ma abbastanza ben spiegato su Wikipedia.
Semplificando molto, il sistema adottato:
- garantisce alla coalizione del presidente eletto la maggioranza in consiglio regionale
- garantisce alle minoranze un certo numero di seggi in consiglio regionale (se anche il vincitore prendesse il 100% dei voti, non avrebbe comunque il 100% del consiglio)
- garantisce un numero fissato di seggi in consiglio regionale ad ognuna delle 5 circoscrizioni in cui la regione è suddivisa
- garantisce almeno un seggio alla minoranza slovena
Di fatto, assegnando la maggioranza dei seggi alla coalizione del presidente eletto, la legge elettorale garantisce la governabilità. Per ottenere questo risultato, però, l’assegnazione dei seggi non sempre corrisponde alla volontà espressa dagli elettori attraverso le preferenze. Come ho già scritto diverse volte, l’obiettivo di una legge elettorale dovrebbe essere quello di restituire un parlamento (o un consiglio regionale, in questo caso) il più possibile conforme alla volontà espressa dall’elettorato. La governabilità, al contrario, dovrebbe essere un problema degli eletti, trovando accordi per ottenere la maggioranza sui provvedimenti da approvare.

Seguendo le mie convinzioni del 2008 (a distanza di 5 anni mi trovo ancora, incredibilmente, d’accordo con me stesso), vediamo come potrebbe essere composto il consiglio regionale FVG, basandoci sui dati forniti dalle pagine web della regione.
Il post è pieno di numeri: potrebbe essere noioso e contenere qualche errore. Nel primo caso è sufficiente smettere di leggerlo. Nel secondo, segnalateli nei commenti (farete un favore a me e agli altri lettori).
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