Forze dell’ordine
16 Novembre 2005, scritto da Matteo
Stamattina, essendo STRANAMENTE in ritardo per andare al lavoro, decido di prendere l’autostrada. Tutto bene fino al casello, dove invece vedo un po’ di coda e una pattuglia della polizia che ferma sistematicamente tutte le macchine in uscita.
“Chisssà cos’è successo”, penso quando mi mostrano la paletta. A quel punto mi si avvicina una tizia (che chiamerò $TIZIA) sorridente.
$TIZIA: “Buongiorno”
$IO: “Buongiorno”
$TIZIA: “Stiamo facendo un questionario sul traffico per conto della regione”
$IO: “…”
$TIZIA: “Risponde a qualche domanda?”
$IO: “Basta che sia una cosa rapida, che sono in ritardo”
$TIZIA: “Da dove è partito?”
$IO: “$paese”
$TIZIA: “Quindi ha preso l’autostrada al casello di $paese?”
$IO (e dove dovrei averla presa, visto che è il casello precedente?): “Uhm… si”
$TIZIA: “Quanto ci ha messo?”
$IO (uhm, 9 minuti correndo come un disperato): “Un quarto d’ora, a occhio”
$TIZIA: “E dove va?”
$IO: “Periferia di $città”
$TIZIA: “Con che frequenza percorre questo tragitto?”
$IO: “Ogni santo giorno”
$TIZIA: “Per che motivo?”
$IO (Uno che fa ogni giorno la stessa strada con una valigetta o è un contrabbandiere o lavora…): “Per lavoro”
$TIZIA: “Ah, ok, la ringrazio”
$IO: “Arrivederci”
Adesso capisco per cosa paghiamo le forze dell’ordine…
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