Il download non è più di moda!
2 Giugno 2006, scritto da Matteo
Repubblica, in un articolo di Agnese Ananasso, racconta gli esilaranti contenuti di una ricerca svolta da Harris Interactive per conto della BSA (Business Software Alliance).
Nell’articolo di Repubblica, la BSA viene subito definita “organizzazione internazionale per la promozione della legalità e della sicurezza del mondo digitale”, quando si tratta in realtà di un’associazione di produttori di software che promuove (con mezzi che sono al limite, se non oltre, della pubblicità ingannevole) esclusivamente i propri interessi e che nulla ha a che fare con la sicurezza.
Tralasciando però questo fatto, si può leggere come tra i giovani americani vi sia stato un calo del 17% di coloro che dichiarano di scaricare illegalmente giochi, musica e software. Ma non solo! Sempre secondo la ricerca, questo (positivo) calo non è dovuto certo a scrupoli di coscienza ma bensì, nell’ordine, alla paura delle pene previste dalla legge e al terrore di scaricare virus o spyware. Andiamo bene…
Come chicca finale, BSA si permette di ricordare la “necessità di una maggiore sensibilizzazione dei genitori circa l’educazione che dovrebbero impartire ai figli sul pericolo del download illegale”, e lancia appositamente un sito in cui il piccolo eroe Gerret the Ferret “guiderà i ragazzi nell’esplorazione del cybermondo di giochi e attività mantenendo un comportamento corretto“.
Detto questo, visto il calo di download illegali sbandierato da BSA, è lecito aspettarsi che i prezzi di film/musica/software scendano di conseguenza, visto che sono anni che software house e case cinematografiche/discografiche ci smarronano con il fatto che la pirateria è la causa principale dei prezzi altissimi di questo tipo di prodotti, no?
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