Costi di ricarica, addio?
5 Marzo 2007, scritto da Matteo
Scatta oggi il secondo decreto Bersani sulle liberalizzazioni che, tra le altre cose, azzera i costi di ricarica per gli utenti della telefonia mobile. Ne hanno parlato un po’ tutti, vediamo come si comporteranno veramente i gestori.
Dando una rapida occhiata ai siti di Tim, 3, Vodafone e Wind (in rigoroso ordine alfabetico), si vede come Tim e Vodafone presentino la cosa in modo abbastanza formale, con una serie di FAQ sull’argomento.E’ curioso notare come le domande siano uguali ![]()
Wind è altrettanto formale, ma interpreta il decreto a modo suo. L’azzeramento dei costi di ricarica ci sarà solo per i nuovi clienti o per coloro che decideranno di passare alle nuove tariffe. Curioso, mi sembra in leggero contrasto con l’articolo 1.1 del decreto che, tra le altre cose, dice: “Ogni eventuale clausola difforme e’ nulla ai sensi dell’articolo 1418 del codice civile”. Wind inoltre non manca di ricordare, come leggo dall’Ansa, che “questo provvedimento non potra’ non avere impatti negativi sugli assetti concorrenziali del settore”. Il motivo un giorno me lo spiegheranno…
Da 3, invece, una scarna paginetta pseudo-pubblicitaria. Cercano di girare la cosa a proprio vantaggio, con un bel “Caro signor ministro, meglio cambiare no?”, come se l’ideona fosse loro, e propongono un 50% in piu’ di ricarica sul taglio da 20 euro, contestualmente all’attivazione di una nuova SIM.
Già dai titoli delle rispettive pagine, comunque, si capisce lo stato d’animo dei gestori: Wind non parla neanche di azzeramento e si affretta, già dal titolo, a spiegare come si adeguerà al decreto; Tim parla invece di un generico “azzeramento dei costi di ricarica”; Vodafone se ne attribuisce il merito mettendo se stessa come seggetto; 3 si spinge oltre, rivendicando quasi la paternità dell’idea.
Fatto sta che da oggi per me non cambia niente. Ho Wind, non ho nessuna intenzione di abbandonare la mia Sempre Light (e se mi costringeranno a farlo cambierò gestore) e continuerò a non pagare il costo di ricarica usando il bancomat a colpi di 50euro.
Oltre ai costi di ricarica, però, ci sono altre norme “tecnologiche” nel decreto: l’articolo 1.2 dice che “l’offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l’effettivo costo del traffico telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto”. Addio quindi ai TOT eurocent al minuto con mille piccoli asterischi che senza rendercene conto ci spiegano che a questa cifra vanno aggiunti altri X eurocent di scatto alla risposta, cazzi e mazzi vari.
L’articolo 1.3 è ancora più interessante: “I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facolta’ del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi”. Niente più contratti ADSL della durata minima di un anno, niente pay-tv da cui non si può recedere se non aspettando quella data, nè prima nè dopo. Peccato che poi ci sia un “(vincoli temporali o ritardi) non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell’operatore”.
Apro ufficialmente le scommesse: quanto ci metteranno i gestori (di telefonia mobile, di connettività, di tv a pagamento) a trovare queste fantomatiche esigenze tecniche?
AGGIORNAMENTO (06/03/2007): pare che Wind abbia ceduto e che non ci siano costi di ricarica neanche per i vecchi clienti, anche per le ricariche di taglio inferiore a 50 euro.
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Altra news: sembrerebbe che lo scatto possa essere eliminato entro l’anno… fonte tgcom e altri
scatto alla risposta intendevo..