La migliore versione non si scorda mai…

Visto che dat è curioso, ecco cosa ho usato a partire dal lontanissimo 1985, quando arrivò a casa un (usato ma fiammante) Vic-20.

Avevo 7 anni e, da buon piccolo disadattato, sono passato dalla calcolatrice al nuovo giocattolo. Aveva addirittura il joystick (con due pulsanti), i giochi stavano su cassetta, ma soprattutto si poteva programmare. La mia abilità arrivava fino a copiare i programmi di esempio dal manualetto, che facevano scrivere una serie infinita di “Ciao” sullo schermo e tutto ciò mi rendeva fiero di me stesso. :)
Arrivo alle medie e, siccome io nella vita ho culo, vinco a una specie di lotteria un favoloso Commodore 64, che custodisco ancora in soffitta, perfettamente funzionante e dotato addirittura di modem! Inizio a scoprire le piccole gioie del Basic e scrivo programmi di alto livello, oltre ad accumulare un sacco di ore di gioco :)

Affascinato però dai 16 colori delle moderne schede VGA (a 640×480), all’età di 14 anni arriva il primo 386. Inizio a programmare in Pascal/Assembly, scrivendo applicazioni di altissimo livello! Sul pc passo da MS-DOS 4.0 al 6.0, a Windows 3.0/1/11, a Windows 95/98/2000.

Nel 1997 ho la malsana idea di iscrivermi all’università e, idea ancora più malsana, scelgo Informatica. A un primo anno di poche lezioni e pochissima vita universitaria (ma in cui ho dato un sacco di esami e ho applicato su un tavolo da biliardo le mie nozioni di fisica), ne seguono altri 6 abbondanti. Sempre poche lezioni, e stavolta anche pochi esami, ma divento uno dei principali utilizzatori della rete universitaria e scopro Linux. Erano i primi anni delle connessioni a Internet “gratuite”, con Libero a fare da pioniere, ma la rete universitaria è un’altra cosa rispetto al mio sfigatissimo 56k.

Il primo impatto con la shell di Unix (Solaris) mi fa pensare di essere tornato indietro di anni, ma appena scopro che qui, al contrario di MS-DOS, la pipe funziona (e bene!) capisco che sono avanti anni luce. Inizio ad apprezzare le gioie del vero multitasking e della multiutenza, di at, di wget e di tutta una serie di minchiatelle con cui mi diverto un sacco. Provo a installare a casa una vecchia RedHat, naturalmente con risultati scarsissimi.

Al terzo anno di università la svolta: faccio il concorso per diventare sistemista nei laboratori della facoltà e incredibilmente vengo preso: conosco un sacco di gente nuova, faccio esperienza e capisco che quello che voglio è Debian (non ringrazierò mai abbastanza questo tizio per avermelo fatto capire). Approfittando dell’imminente copertura ADSL a Gemona, recupero un vecchio Pentium 200, gli dò una bella ripulita e installo (stavolta con risultati decisamente migliori della prima) una fiammante Debian Potato. Diventerà il mio primo server casalingo, prima con lo sfigatissimo 56k poi con l’adsl.

Dopo qualche anno, sono passato a Ubuntu, da Hoary Hedgehog a oggi.

In mezzo a tutto questo ci sarebbero molte altre storie da raccontare, ma dat pareva interessato solo alla parte informatica della mia vita quindi per oggi mi fermo qui :)

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6 Responses to La migliore versione non si scorda mai…

  1. Marco says:

    Mi scendono lacrime di gioia… :°D

  2. dat says:

    ma sono l’unico sfigato ad aver avuto il primo computer in 4 liceo?
    io un commodore non l’ho neanche mai visto …

  3. Daniel says:

    Eh sì nel “Laboratorio Avanzato” (di sopra) nessuno ti toccava il pc ;-P

  4. Fed says:

    oh fratellone quanti ricordi..
    lo scalatore..
    bacteria..
    herr kong..
    ahhhh

    F.

  5. Matteo says:

    Giovane sorella, voglio sperare che fra i tuoi ricordi ci sia anche il mio spettacolare (e utilissimo, tra l’altro) editor di testo per il C64 che permetteva addirittuta di salvare i file su cassetta!

  6. Fed says:

    ?
    mmm
    certo che si’…

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