Carta stampata, alternative e libertà: il “caso” Ergo Sum
6 Maggio 2007, scritto da Matteo
Leggo l’invito di dat a commentare/riportare la notizia della chiusura del periodico genovese “Ergo Sum“, dopo le pesanti critiche pubblicate su “Il Giornale“ nel suoi confronti.
Prima di fare qualsiasi commento, però, vorrei capire cos’è successo: la piccola redazione genovese pubblica il numero di aprile, tra l’altro comodamente scaricabile sulle pagine web del periodico. I contenuti possono essere più o meno condivisibili ed eleganti nella forma, ma da una lettura veloce dell’ultimo numero non mi sembrano, francamente, offensivi per nessuno.
Siccome però le opinioni sono come le palle (ognuno ha le sue), l’”Astrofisico e Giullare di Dio” Andrea Macco non la pensa come me e commenta l’ultimo numero di Ergo Sum iniziando con incoraggianti richiami al codice penale.
La prima conseguenza, in periodo di elezioni amministrative che a fine mese coinvolgeranno anche la provincia e il comune di Genova, è stata quella di tagliare i fondi al periodico (ben 2.500 euro, alla faccia dei finanziamenti milionari di cui raccontava un’interessante puntata di Report di qualche tempo fa).

Alcuni presupposti:
- Il direttore Belpietro non mi sta simpatico, per niente;
- Non conoscendolo per nulla se non per l’articolo in questione e da una letta veloce delle sue pagine web, non ho intenzione di giudicare la persona di Andrea Macco, ma solo le sue parole in questa situazione;
- Non conoscendo per nulla neanche la redazione di “Ergo Sum”, non ho intenzione nemmeno di giudicare loro come persone, ma solo le loro parole incriminate (e incriminabili, a sentire Macco).
Detto questo, cosa ne penso della vicenda?
Penso che, come succede sempre più spesso, è difficile discutere di un argomento senza tirare in ballo insinuazioni più o meno fondate (“[...] Poi ci si domanda a chi possa mai venire in mente di andare a scrivere certe scritte sui muri di Genova… Forse non occorrerebbe guardare lontano, basterebbe sfogliare Ergo Sum [...]“).
Penso che nel momento in cui, con evidente intento polemico/satirico, si pubblica una foto che tanto scandalosa non mi sembra, è bene sottolineare questo fatto e non cercare giustificazioni ridicole (“[...] la statua riprodotta è fasciata nel cellophane perché la chiesa nella quale è custodita era in restauro; la scritta Anche io mi proteggo allude ovviamente al proteggersi in qualunque situazione di rischio.”).
Penso che, alla fin fine, tutta questa polemica sia fondamentalmente inutile e che con i mezzi tecnologici che al giorno d’oggi sono a disposizione di tutti, non serva un contributo di 2500 euro per tenere in vita un piccolo progetto editoriale come Ergo Sum, indipendentemente dalla sua validità.
Se da un lato è ridicolo che l’amministrazione provinciale di Genova ritiri i fondi in periodo di elezioni per paura di un’eventuale reazione dell’elettorato cattolico, è ridicolo anche, da parte della redazione del periodico in questione, dichiarare chiuso il giornale.
FONTI:
- Pagine web di Ergo Sum, da cui scaricare il periodico;
- Comunicato stampa integrale (purtroppo in un disdicevole formato MS Word…) della redazione di Ergo Sum;
- L’articolo incriminato de “Il Giornale”;
- RAI 3 - Report: “Il finanziamento quotidiano”, puntata del 23 aprile 2006.
OPINIONI E APPROFONDIMENTI:
- dat: Vergogna
- Egon Bianchet: Finanziamenti all’editoria
- UAAR - Una vergogna italiana, la chiusura di Ergo Sum
- Radicali.it: Ergo Sum… Genova
- Radio Radicale: Clericali, Vergogna!
Ti è piaciuto l'articolo, eh? OFFRIMI UNA BIRRA! (è sufficiente essere iscritti a Paypal o avere una carta di credito, anche Postepay)














Newsletter
RSS articoli
RSS commenti





Argomento interessante. Se in serata sono a casa, mi leggo gli approfondimenti e provo a buttare giù due righe anche io.