Se già “Family Day” è un nome abbastanza ridicolo, visto che ormai qualunque cosa succeda in Italia la si chiama “Qualunquecosa Day”, anche “Coraggio Laico” non scherza, specie se letto come esortazione…
Fatto sta che fra qualche ora, in due piazze diverse di Roma, si svolgeranno due manifestazioni parallele. Da una parte i difensori della famiglia tradizionale, dall’altra quelli che vogliono garantire diritti anche alle famiglie che tradizionali non sono.
Sui due principali quotidiani italiani, Corriere della Sera e Repubblica, due articoli gemelli raccolgono le banalità dei nostri parlamentari, impegnati nel fare polemiche sterili e tenersi buona la propria fetta di elettorato. La chiesa cattolica, per non essere da meno, parla di terrorismo quando qualcuno osa criticare le sue indicazioni di voto, per poi smentire se stessa affermando di non fare politica. Non passa che qualche giorno, e il papa avverte chi ha firmato leggi a favore di aborto e divorzio che la scomunica esiste ancora. Bene!
Nel marasma di polemiche e slogan, oggi ho letto due articoli interessanti, firmati rispettivamente da Marco Travaglio e Vittorio Zucconi. Il primo, in forma di lettera aperta al cardinale Ruini, spiega come il Family Day potrebbe tranquillamente chiamarsi Multifamily Day se solo i parlamentari partecipanti decidessero di farsi accompagnare dalle loro molteplici famiglie, e non solo da quella attuale. Il secondo, in forma di editoriale, spiega come ogni giorno dovrebbe essere il giorno della famiglia, di qualunque famiglia si tratti.
E io da che parte sto? Io sto dalla parte di chi non fa del male a nessuno, e penso che ci sia bisogno di meno slogan, meno manifestazioni di piazza, meno polemiche inutili e un po’ piu’ di cervello. A tutti i livelli.
APPROFONDIMENTI:
- La Repubblica, 11/05/2007: Family Day, vigilia infuocata
- Corriere della Sera, 11/05/2007: Family Day, una vigilia incandescente
- Marco Travaglio, Lettera al Cardinale Ruini
- Vittorio Zucconi, Lasciate che i fanciulli




Il problema, a mio avviso, è sempre il solito. In Italia ci si diverte a farsi la guerra. Quello a cui assisteremo domani a Roma in occasione delle due manifestaziono pro/contro DICO, ad esempio, non sarà altro che la riproposizione in chiave moderna delle “amichevoli” diatribe tra Don Camillo e Peppone!
Come nei film, tra i parrocchiani di Don Camillo e i compagni di Partito di Peppone, alla fine non vincerà nessuno perchè in fondo sono tutti amici!!!! L’importante è farsi la guerra!!!
Domani in entrambe le manifesatazioni, l’attenzione snon sarà posta sulla famiglia, ma sullo scontro!!!
ps. anche io sto dalla parte di chi non fa del male a nessuno, e penso che ci sia bisogno di meno slogan, meno manifestazioni di piazza, meno polemiche inutili e un po’ piu’ di cervello.
Stò dalla stessa parte anch’io ma (forse sarò troppo pessimista in questo periodo?) con una preoccupazione. Finita l’era di Don camillo e Peppone che in fondo pensavano e dicevano le stesse cose, cominciano ad intravedersi rischi di sempre più forti divisioni nel paese che certo non aiutano la famiglia e i cittadini.
**Scusa per l’intervento assolutamente OT** ma fatto un giro su flicker ho capito perchè il tuo nome mi ricordava qualcosa.
Ora la domanda è: come caspio mi hai trovato su twitter?! O è una coincidenza? Mah..
@ZaaM IT:
Assolutamente una coincidenza, tant’è che non ho mica capito chi sei. Certo però che questo “Mi interesso di informatica in generale, di tutto ciò che è hi-tech rigorosamente targato Microsoft” fa perdere punti stima eh…
LMAO chiedo venia, sono sfacciatamente fanboy MS. Per il resto non è che ci conoscessimo, abbiamo solo scambiato qualche parola in uni e ricordo quando eri sistemista nei lab.
Curiosa coincidenza, caso risolto. Buon lavoro e complimenti per il blog
**fine OT**
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