Internet, una rete di persone
14 Maggio 2007, scritto da Matteo
Internet ormai è uno strumento dal quale difficilmente riesco a staccarmi. Sia chiaro, Internet non è solo web: tra chat, instant messaging, feed RSS e Twitter vari ormai navigo veramente pochissimo in modo classico.
Internet è passata da semplice enciclopedia a vero e proprio mezzo di comunicazione fra persone. Su Internet discuto di argomenti che mi interessano, leggo opinioni, scrivo cazzate, mi tengo in contatto con persone.
Si, persone. Anni fa cercavi persone fisicamente vicine a te per condividere i tuoi hobby: questo è indubbiamente un bene perchè, oltre a sviluppare qualche capacità, si creavano rapporti interpersonali. D’altro canto, però, chi aveva interessi diversi dalla maggioranza della gente faticava a trovare vicino a sè persone con cui condividerli.
DAL TELEFONO A INTERNET
Poi è arrivata la tecnologia: prima quella povera, il telefono, che per quanti sms, mms, videochiamate possa supportare, difficilmente riesce a sostituire un incontro. Il telefono però, come ogni tipo di comunicazione uno a uno, ha dalla sua il fatto di essere semplice, alla portata di tutti. In più, il telefono te lo porti in tasca, sta sempre con te. Il telefono non risolve il problema: con il telefono comunichi con persone che conosci già, non ti metti a fare numeri a caso cercando chi ha interessi strampalati almeno quanto i tuoi.
Il telefono, però, ha avuto un enorme merito: fare da ossatura a una tecnologia più ricca. Internet arriva nelle case di tutti attraverso il telefono, dai primi collegamenti analogici alle adsl, dal gprs alla connettività mobile più moderna. Tra le grandi dorsali e case degli utenti, è il telefono che ci permette di collegarci alla grande rete.
DA INTERNET AL TELEFONO
Con l’arrivo di connessioni sempre più veloci (ma non per tutti, purtroppo), ma soprattutto always-on, in rete si sono sviluppati servizi sempre più evoluti e siamo arrivati ad un punto in cui è la rete a fare, a sua volta, da ossatura a servizi destinati a un’utenza di tipo telefonico. Un’utenza che oggi ha a disposizione terminali la cui potenza di calcolo è paragonabile a un personal computer di pochi anni fa e le cui possibilità di connessione vanno dal gprs al wifi, passando per bluetooth e 3g.
Grazie alla potenza delle connessioni a disposizione, è possibile scaricare, direttamente sul proprio terminale mobile, testi, immagini, suoni e filmati. Ma non solo. E’ relativamente recente l’introduzione delle tecnologie VoIP, che permettono di veicolare telefonate attraverso la rete dati. Il cerchio si chiude: l’utente usa il suo telefono cellulare per collegarsi alla rete e, attraverso il collegamento alla rete, telefonare.
Si torna all’esigenza iniziale, che è quella di comunicare con persone con cui in genere condividiamo interessi e scambiamo opinioni. Solo che grazie a internet è molto più facile trovarle, queste persone.
LE AZIENDE E IL MODELLO DELLA COMUNICAZIONE
In questo contesto, le aziende dovrebbero iniziare a capire che quello che in realtà sta cambiando non è lo strumento tecnologico in sè, ma il modello di comunicazione. Un poco alla volta inizia a diminuire la quantità di informazione di tipo broadcast dall’azienda al consumatore, quella che viene sparata dalla televisione e dai giornali tradizionali, quella che colpisce la massa nella speranza che in quella massa ci sia qualche potenziale cliente.
Le aziende devono iniziare a comunicare, ma in modo bidirezionale. Non più comunicati stampa in cui il manager/impiegato/cliente sempre felice ti racconta quanto figo è usare un certo prodotto o servizio, ma dialogo fra le aziende e i clienti, reali o potenziali. Come per la storia del telefono e della rete, si torna alle piccole botteghe di paese, in cui il rapporto fra commerciante e cliente è anche di fiducia.
La differenza è che le nuove botteghe di paese hanno 6 miliardi di potenziali clienti (molti meno, vista la penetrazione della rete Internet nel mondo, ma era per rendere l’idea) e che tutti questi potenziali clienti hanno milioni di botteghe di paese fra cui scegliere: ecco quindi l’importanza della fiducia fra il cliente e il commerciante.
DIFFICOLTA’ DA SUPERARE
In questo processo di cambiamento non ci sono solo note positive e, come ogni periodo di transizione, ci sono delle difficoltà da superare. Innanzitutto quelle di tipo tecnologico: va trovato un giusto equilibrio fra lo strumento piccolo, che posso portare sempre con me e quello comodo, che però è più difficile da spostare.
Lo scoglio più difficile da superare sarà però quello culturale: comprendere le potenzialità della tecnologia è sempre qualcosa di complicato da far capire a un grande pubblico che è sempre più abituato a rincoglionirsi davanti al Grande Fratello che a pensare. ![]()
APPROFONDIMENTi:
- Giancarlo Livraghi - Cultura e umanità della rete
- Sergio Maistrello - La parte abitata della rete
- Mauro Lupi - Internet è comunicazione, non tecnologia
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