Nei ricchi e liberi Stati Uniti d’America, modello di democrazia esportato (volenti o nolenti) in molte parti del mondo, si è ritenuto che il DMCA non fosse abbastanza.

Non è sufficiente rendere illegale l’aggiramento delle tecniche di protezione dei contenuti digitali, note come DRM, obbligando gli utenti ad acquistare apparecchiature certificate per vedere quello che hanno regolarmente comprato e i produttori di hardware a trovare costosi accordi con le società che realizzano queste tecniche, che oltretutto si sono sempre rivelate inefficaci.

Alberto Gonzales, capo del Dipartimento di Giustizia americano e uomo di fiducia del presidente Bush, ha avuto un’idea brillante: una proposta di legge, chiamata Intellectual Property Protection Act (IPPA), secondo la quale “ogni proprietà usata, o pensata per essere usata, in ogni maniera o parte di essa, per commettere o facilitare il reato” della violazione del DMCA può essere confiscata dalle forze dell’ordine“. Pensata! Quest’uomo deve aver immaginato una miscela esplosiva a base di psicopolizia e precrime. Il problema è che lo stesso uomo ha il potere di proporre leggi al parlamento americano, che già qualche anno fa rigettò un’iniziativa simile.

Sono proprio curioso di vedere, se mai questa legge dovesse essere approvata, a chi verrà affidato il delicato ruolo di precog.

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