Televisione e nuovi media: piccole grandi rivoluzioni in corso
21 Giugno 2007, scritto da Matteo
Da anni ormai si parla della TV via Internet come di una rivoluzione imminente, qualcosa che andrà a soppiantare la televisione tradizionale. Nella realtà questo non è mai successo e i motivi, secondo me sono tre:
- la TV via rete richiede una notevole quantità di banda, ma soprattutto banda di qualità. Anche le ADSL casalinghe, che non tutti tra l’altro hanno a disposizione, non sempre sono sufficienti a garantire un livello accettabile di servizio. Se poi consideriamo che ad oggi in ogni casa c’è spesso più di un apparecchio televisivo, la banda necessaria diventa veramente molta;
- i grandi player hanno cercato di riprodurre via Internet la TV tradizionale, il massimo che è riuscita a fare Rosso Alice è proporre eventi in Pay-per-View. Il tutto sempre basato sul binomio vincente calcio-cinema (più cinema che calcio, a dire il vero);
- gli stessi grandi player hanno visto, almeno in Italia, in Internet un rivale anzichè un formidabile alleato; per questo motivo, probabilmente, non si sono sforzati di comprendere le potenzialità del mezzo e non hanno cercato il modo giusto per integrare con esso la propria offerta, senza necessariamente sostituirla.
DAL WEB NUOVE OPPORTUNITA’ PER I VIDEO-CREATIVI:
Negli ultimi mesi si è assistito a un’esplosione di servizi che permettono a (quasi) chiunque di creare il proprio canale televisivo online, sfruttando spesso la tecnologia Flash Video e una normalissima Webcam. Tra FeedBeat, uStream, Operator11, BlogTV e Mogulus c’è solo l’imbarazzo della scelta per saltare dall’altra parte della barricata. Non è necessario installare nulla sul proprio PC e, a detta di chi ha provato, è veramente semplice: quello che serve è la creatività, voglia di sperimentare, idee e un sacco di faccia tosta.
Le funzionalità di questi servizi sono molte, e spesso abbastanza avanzate: si ha a disposizione una vera e propria cabina di regia in miniatura, con la possibilità di gestire flussi video multipli, in diretta o registrati, e di passare video dai maggiori servizi di hosting video (youtube e google video su tutti).
In Italia, fra gli altri, gli utilizzatori più famosi di questi servizi sono senza dubbio Robin Good (al secolo Luigi Canali De Rossi) e Tommaso Tessarolo, rispettivamente con RobinGood.tv e NetTV.
Robin ha iniziato i test trasmettendo la diretta di molti barcamp italiani e ha creato una trasmissione quotidiana provando molti di questi servizi, in modo da fare esperienza con il mezzo. In questi giorni ha messo in piedi un progetto più organico ed è in cerca di collaboratori. Ad oggi è tutto un esperimento, senza nessuna pretesa di fare concorrenza a nessuno, ma senza sperimentare non si arriva da nessuna parte.
Tommaso Tessarolo utilizza Mogulus e ha creato, nella sua NetTV, una trasmissione che va in onda ogni martedì e giovedì sera in cui discute con diversi ospiti (normalmente blogger italiani influenti) di un particolare argomento.
MOVIMENTI DEI GRANDI PLAYER:
In questo nuovo scenario, tutto da esplorare, come si muovono i grandi player? Nell’ultimo periodo, la RAI ha avuto il grande merito di creare un nuovo portale in cui iniziare un’attività sul web che sembra essere finalmente seria. E non è stato l’unico passo della televisione pubblica verso un web che vada ad integrarsi con la sua offerta. Da ieri, su Radio2, va in onda Versione Beta: una trasmissione di un’ora, in prima serata radiofonica, dedicata alle nuove tecnologie. E non è ancora finita: l’arrivo della versione italiana di YouTube ha portato un canale RAI ufficiale sul grande sito di video-hosting. Finalmente, a quanto pare, iniziano a spendere in modo intelligente i nostri soldi.
La7 inizia a seguire la stessa strada, creando un canale ufficiale su Youtube: non sarà moltissimo, ma è pur sempre un buon inizio.

E Mediaset? In che direzione si muove Mediaset? L’azienda del biscione sembra aver trovato il massimo dell’evoluzione nel digitale terrestre: ma l’idea geniale scaturita dai giovani discepoli del cavaliere è stata quella di partire da dove era partito lui, tornando indietro di quasi una 30ina d’anni: trasmettendo per alcune ore al giorno programmi di dubbia qualità da un network di canali locali (anche via satellite), hanno dato il via alla “TV della Libertà“. Midigo, midigo, mabaffanculova! ![]()
Ti è piaciuto l'articolo, eh? OFFRIMI UNA BIRRA! (è sufficiente essere iscritti a Paypal o avere una carta di credito, anche Postepay)






















Non tocchiamo la tv della libertà! Quando sono un po’ giù di corda mi bastano due minuti di tv della libertà per slogarmi la mandibola… Mi dicono che Luttazzi è ancora steso in terra dal ridere, dopo la presentazione ufficiale con ospite d’onore la brambillona-
Comunque, concordo pienamente con la tua analisi. Per me però la banda rimane il problema principale di questo paese.
@BlogLavoro.com:
Ad essere onesti ho passato anch’io un paio d’ore a guardarla prima di scrivere le mie cazzate, e devo dire che mi diverte. Un po’ come tutte le televisioni locali che le sparano grosse con la presunzione dell’autorevolezza e come il mal di testa appena alzato.