Apple iPhone, il non-sense al servizio del marketing

Che Steve Jobs sia un mago del marketing penso sia risaputo, ma gli episodi di isteria degli ultimi giorni, sia online che offline, hanno dell’incredibile, almeno secondo il mio modo di vedere le cose.

C’è gente che è stata due giorni in coda davanti all’Apple Store di New York pur di essere tra i primi acquirenti del nuovo, fantasmagorico cellofono di Cupertino, gente che ha trasmesso in streaming l’evento (la coda, non il lancio del prodotto) e gente che ha parlato della trasmissione in diretta dell’evento (sempre la coda, eh).

Che Apple abbia dei clienti che sono anche fan mi sta bene: ho anch’io un iBook e apprezzo i prodotti di casa Apple, hanno quel giusto mix di buona ingegnerizzazione, semplicità d’uso e figheria che li fa essere (o sembrare) sempre un gradino sopra alla concorrenza e che ne giustifica il prezzo superiore.

Mi sta bene anche che l’iPhone possa avere delle caratteristiche innovative. Non ho seguito molto la cosa, visto che comunque non sarà disponibile in Europa ancora per qualche mese (o qualche giorno, secondo le ultime voci) e visto che il prezzo non è dei più accessibili (si parla di 499-599$ che, vista la politica di Apple sui prezzi, verranno convertiti iin scala 1:1 in Euro…), ma questa storia che quando giri il telefono si gira anche la foto che stai visualizzando o tutte quelle fighetterie che si fanno con il touchscreen devo ammettere che mi hanno lasciato abbastanza a bocca aperta. Sia chiaro: iPhone non è la panacea di tutti i mali e ha anche lui dei difetti, da quelli già raccontati a quelli che verranno provando il prodotto.

Apple iPhone
(photo credits: www.plzalliance.com)

Non riesco a concepire, però, come si possano passare due giorni in coda davanti a un negozio per comprare un oggetto, neanche si fosse extracomunitari in attesa dei documenti per il permesso di soggiorno (non è un’osservazione razzista, è quello che succede ogni anno in Italia davanti agli uffici postali grazie alla legge Bossi-Fini…). Capisco il bullarsi con gli amici mostrando un oggetto che non potranno acquistare se non nei prossimi giorni, capisco chi vuole essere il primo a recensire l’oggetto del desiderio e a mostrare a tutti com’è fatto dentro, ma porco cane, è un oggetto… mi fa piacere non essere l’unico a cui tutto questo sembra surreale.

Questo dimostra ancora una volta la genialità di Steve Jobs e dei suoi uomini nel campo del marketing. Il punto non è cercare di vendere, ma convincere una grande massa di persone che hanno bisogno del tuo prodotto, che saranno più fighi quando ce l’avranno e che non sanno come hanno fatto fino ad ora a vivere senza. Tanto da spingerli a due giorni di campeggio in centro a NY pur di averlo il prima possibile, a far parlare i media della cosa e a far scrivere ai blogger (me compreso, noto proprio adesso che sto scrivendo) che c’è gente che riprende la gente che sta in coda per comprare il prodotto. Altro che marketing virale, quest’uomo è veramente un genio. :)

E tu (si, lettore, parlo proprio con te) cosa ne pensi di tutto il casino nato intorno all’iPhone? Non fare il timido, esprimiti!

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7 Responses to Apple iPhone, il non-sense al servizio del marketing

  1. Egon says:

    Ma che dire del fatto che una volta entrati nel negozio lo staff Apple ti accoglie con un applauso? E che acquistato il feticcio è tutto un hi-five e congratulazioni?

    Infine, perla letta sul Telegraph:

    Outside the computer company’s downtown SoHo store, the street was blocked to cars as hundreds of onlookers – many capturing the moment on cameras and phones held above their heads – cheered traffic as the first shoppers were allowed in.

    They emerged a few minutes later clutching the small black boxes containing the phones, many whooping for joy and punching the air in delight. “You’re all American heroes!,” shouted one onlooker, apparently sincerely.

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  4. Momo says:

    Per la cronaca ti dico che un certo Greg Packard era in fila davanti all’applestore di NY in 5th avenue già dalle 5 di mattina di lunedi 25 giugno, ben 4 giorni prima. Lo vedi qui con la maglia n. 1 indosso.
    http://www.macitynet.it/macity/aA28697/index.shtml
    La mela ha un fascino talmente elevato che non c’è bisogno di pubblicità.
    Think different

  5. Matteo says:

    @egon:

    Ci mancherebbe anche che non mi applaudissero dopo che passo N giorni in coda per lasciargli mezzo stipendio. Non vedo l’ora di vedere la reazione del primo a cui, dopo l’applauso, diranno: “Ci dispiace, sono finiti” :)

    @Momo:

    Anche a me piacciono i prodotti Apple, ma tu faresti N giorni di coda per comprarne uno? Se si, perchè?

  6. Momo says:

    No Matteo, non lo farei. Anche se ho fatto un pensierino per l’inaugurazione dell’Applestore romano per poter essere lì quel giorno. Ma sinceramente 4 giorni in coda non penso li farei per nulla al mondo.

  7. Alessandro says:

    Come ,giustamente, riporti nel tuo blog: Steve è un genio del marketing!

    Fare N giorni per acquistare un prodotto?? Nooo… non esiste, non siamo americani, siamo italiani! Piuttosto farei a pugni lo stesso giorno, che stare in campeggio ad aspettare

    Think italian!