Televisione via Internet, cosa cambia? Idee e riflessioni sull’evoluzione delle piccole TV della rete
6 Luglio 2007, scritto da Matteo
Dall’articolo di un paio di settimane fa, in cui introducevo i nuovi servizi che permettono di creare un canale televisivo sul web, ho continuato a seguire, tempo permettendo, le evoluzioni dei piccoli canali televisivi italiani presenti su Internet.
In particolare, ultimamente, sto seguendo con assiduità la trasmissione “Night on NetTV” di Tommaso Tessarolo e ho avuto modo, da utente, di riflettere su quali siano i punti di contatto e quali le differenze fra la televisione tradizionale e i canali liberamente fruibili via web.
Ecco dunque quali sono gli argomenti che cercherò di trattare in questo articolo:
- Struttura e problematiche di una trasmissione via web
- Copertura di eventi non necessariamente di massa
- Collegamenti di eventi appartenenti alla stessa area tematica
- Interattività
- Interazione fra broadcaster e spettatori
- Interazione fra gli utenti
- NetTV, un esperimento sul campo
- Conclusioni
STRUTTURA E PROBLEMATICHE DI UNA TRASMISSIONE VIA WEB:
La TV tradizionale ha dalla sua parte, sicuramente, gli anni di esperienza sul campo e la tipologia di trasmissione, che rende praticamente infiniti i possibili utenti senza pregiudicare la qualità dell’immagine. Su internet invece, nonostante il numero di potenziali utenti sia molto maggiore, ci si scontra con la questione della banda. Un numero maggiore di utenti collegati implica una maggiore quantità di banda disponibile da parte di chi trasmette, pena un decadimento del flusso video tale da impedire una fruizione anche solo decente della trasmissione. E’ un problema non da poco, e i servizi di cui ho parlato nell’articolo precedente aiutano molto in questo senso, mettendo a disposizione infrastrutture che una persona comune non si potrebbe permettere, abbassando di molto le barriere di ingresso.

Superato il problema tecnico della banda, ci si trova di fronte al dover organizzare una trasmissione e, a meno che non si intenda trasmettere un monologo piazzandosi davanti a una telecamera, ci si renderà contro che non si può fare tutto da soli. Per comodità, è bene che nello “studio centrale” ci siano almeno due persone: una che si occupi della regia e del contatto con il pubblico (in un mondo ideale sarebbe bene avere una persona per la regia e una per gestire gli interventi degli utenti, ma potrebbe bastarne anche una sola) e una che stia in onda, una figura di presentatore/narratore. In questo modo ognuno potrà concentrarsi sul suo compito, evitando situazioni imbarazzanti in cui il presentatore sparisce dietro la telecamera per aggiustare l’inquadratura o per passare la linea agli eventuali ospiti esterni.
Dalla regia ci si occuperà quindi, oltre alle inquadrature e alle questioni tecniche di vario genere, anche di passare la parola (e il video) agli ospiti collegati da remoto: può essere il salotto di casa come una postazione in esterno, l’importante è che gli ospiti abbiano a disposizione una telecamera e una connessione decente a internet per rimanere in contatto audio/video con la regia. Nel mondo ideale di cui parlavo prima, ogni ospite potrebbe avere un suo cameraman che si occupi delle inquadrature e dei collegamenti con la regia, ma trattandosi di piccole trasmissioni questo non è strettamente necessario e ci si arrangia benissimo anche da soli, in questi casi.
Arrivati a questo punto, si riescono a emulare tutte le potenzialità di una TV tradizionale. Quello che mi chiedo (e chiedo anche a te, lettore timido che non ti azzardi a scrivere un commento neanche per sbaglio!) è abbastanza semplice: qual’è il valore aggiunto di una trasmissione di questo tipo rispetto alla TV tradizionale? Nella mia testa ci sono un paio di risposte, ma mi piacerebbe capire cosa ne pensano gli altri al di là delle questioni filosofiche sulla comunicazione dal basso.
COPERTURA DI EVENTI NON NECESSARIAMENTE DI MASSA:
La televisione tradizionale, vivendo di pubblicità e non avendo problemi tecnici all’aumentare del numero di telespettatori, manda necessariamente in onda trasmissioni che garantiscano una certa quantità di audience. Esiste quindi una grande quantità di manifestazioni che, non essendo interessanti per una massa critica di persone, non finiranno mai in televisione. Un esempio concreto è rappresentato dai Barcamp, che Robin Good trasmette spesso e volentieri sulla sua Robin Good TV con un seguito che per una trasmissione di questo tipo è notevole (arriva anche a 100 contatti contemporanei) ma che per una televisione tradizionale è meno che irrisorio.
In situazioni come queste, trattandosi di eventi spesso di nicchia, ci sono persone che non possono partecipare direttamente all’evento ma a cui interesserebbe seguirlo, e le nuove TV su Web possono essere una soluzione.
COLLEGAMENTO DI EVENTI APPARTENENTI ALLA STESSA AREA TEMATICA:
Oltre a raccontare al pubblico quello che sta succedendo ad una manifestazione, è possibile senza troppi sforzi raccontarne due o più appartenenti in qualche modo alla stessa area tematica. Una regia centrale si occuperà di organizzare gli interventi e il pubblico potrà seguire le fasi salienti di tutte le manifestazioni collegate. Un caso concreto di questo tipo di situazione può essere rappresentato, sempre per restare in tema di eventi graditi ai blogger, di due Barcamp che si svolgono contemporaneamente in luoghi diversi. Grazie a questo genere di collegamenti, sarà possibile per i partecipanti a uno dei due seguire l’altro e viceversa, ma anche per chi è rimasto a casa seguirli entrambi. Naturalmente, all’aumentare del numero di manifestazioni collegate aumenta la complessità del lavoro di regia, ma questo non è un problema che dipende dalla piattaforma, le cose non cambierebbero anche se si avesse a disposizione un costoso link satellitare per la trasmissione. ![]()
INTERATTIVITA’:
L’interattività dovrebbe essere il punto di forza delle trasmissioni su Internet. La rete è di per sè un luogo interattivo: se a questo aggiungiamo il fatto che gli utenti che guardano una trasmissione sono relativamente pochi e difficilmente ci si trovano per caso, vediamo subito come il pubblico a cui una trasmissione via web si rivolge appartiene alla classica categoria del “pochi ma buoni”. Si tratta di persone interessate a quello di cui si parla, talmente interessate che per seguire la trasmissione hanno acceso il loro PC, hanno attivato il collegamento a Internet e si sono collegate al nostro canale TV. Una serie di azioni molto più complesse rispetto al premere un pulsante su un telecomando e cercare fra qualche decina di canali a caso qualcosa che possa attirare il loro interesse.
Il punto non è più, dunque, attirare l’interesse del telespettatore con nani e ballerine perchè il telespettatore del web è per definizione interessato a quello che sta guardando. Il vero problema è fornirgli degli strumenti per intervenire nelle nostre trasmissioni e da questo punto di vista la rete è avvantaggiata rispetto ai media tradizionali, sia come tecnologie che come tipo di utenza.
Oltre al modello classico in cui lo spettatore pone domande agli ospiti o interviene in trasmissione attraverso commenti e interventi, esiste anche un altro livello di interazione: quella fra gli spettatori dello stesso programma, che essendo in rete possono discutere fra di loro parallelamente allo svolgimento della trasmissione. Questa è, secondo me, la vera potenzialità aggiuntiva del web rispetto ai media tradizionali.
INTERAZIONE FRA BROADCASTER E SPETTATORI:
Il modello televisivo tradizionale prevede che la maggior parte dei contenuti viaggino da un centro verso una periferia vasta e frammentata, composta dai salotti in cui le persone guardano il programma. Quella piccola parte di feedback che i telespettatori possono dare difficilmente trova ascolto, sia perchè si tratta potenzialmente di una grande quantità di informazioni che devono essere gestite in poco tempo, sia perchè spesso è il modello stesso di comunicazione che è poco interessato a ricevere e ripubblicare ciò che arriva dal pubblico. Il pubblico, dal suo punto di vista, considera quasi naturale il fatto che una sua domanda o un suo intervento non vengano presi in considerazione, nella convinzione di essere solo uno dei tanti. L’essere presi in considerazione diventa quindi solo un colpo di fortuna, 5 minuti di gloria di cui approfittare per farsi belli con amici e conoscenti.
La televisione su web, proprio per le premesse fatte prima, utilizza un modello di comunicazione diverso. Trovandosi di fronte a un numero minore di utenti (utenti, non telespettatori) ha la possibilità di gestire meglio il feedback ed essendo generalmente gli utenti più interessati a partecipare e consapevoli delle possibilità offerte dal mezzo, il non essere presi in considerazione diventa una cosa innaturale e sgradita. Il flusso di contenuti viaggia quindi alla pari nelle due direzioni, o almeno così dovrebbe essere.
INTERAZIONE FRA GLI UTENTI:
La rete, oltre alla comunicazione fra centro e periferie, prevede in modo estremamente naturale anche il flusso di informazioni fra le periferie stesse. In questo modo possono nascere conversazioni parallele alle trasmissioni, come se ci si trovasse tutti nello stesso salotto a discutere di quello che sta succedendo.
Questo tipo di interazione è completamente assente nel modello televisivo tradizionale e diventa una marcia in più per favorire lo scambio di idee e opinioni fra persone che si interessano degli stessi argomenti e probabilmente non avrebbero avuto modo di conoscersi attraverso altri canali.
NetTV, UN ESPERIMENTO SUL CAMPO:
Tra le (poche) trasmissioni televisive sul web che seguo, quella in cui ho visto più potenzialità è NetTV di Tommaso Tessarolo. Oltre a una squadra di ospiti fissi ben affiatata, ho potuto vedere in Tommaso una persona disponibile al dialogo (per quel poco che ci ho avuto a che fare) e agli esperimenti. In questi giorni sono in contatto con Saverio Cannito per provare a razionalizzare l’interfaccia della NetTV di Tommaso in base alle riflessioni di cui ho parlato nell’articolo. Ad ogni puntata di “Night on NetTV” sto proponendo ad alcuni dei partecipanti una nuova versione (parallela, per ora, a quella ufficiale) per capire quale possa essere la strada giusta da seguire. Magari non ne verrà fuori niente di buono, ma provare non costa niente e si impara sempre qualcosa, no? ![]()
CONCLUSIONI:
Alla fine di tutto questo discorso, quello che ho capito è che la televisione via web è più complicata di quella tradizionale. Più complicata dal punto di vista dell’utente, e non per questioni tecniche. L’utente di una televisione così interattiva può porsi su due piani diversi: utilizzarla come una TV tradizionale, sedendosi e guardando passivamente quello che viene mandato in onda. La seconda modalità di utilizzo, assente nel modello classico, prevede flussi di informazione multipli e contemporanei, dal broadcaster all’utente, dall’utente al broadcaster e fra gli utenti. Gestire questi flussi, per un’utenza abituata a fare il telespettatore, può essere difficile ma apre la porta e possibilità di scambio che fino ad oggi, televisivamente parlando, erano del tutto assenti.
A questo punto, mi interessa anche conoscere le impressioni di chi ha letto questo articolo. Come sempre, i commenti sono lì che aspettano, mi raccomando. ![]()
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In aggiunta allo streaming live, esiste anche il buon vecchio podcast video, o Videocast o come si chiama. Cioè un feed di file torrent, con possibilità di distribuire video ad alta qualità, ecc. vedi http://www.getdemocracy.com/ : un aggregatore + player + tracker.
Mah forse sono un po’ “old style” ma sinceramente non mi ha entusiasmato molto Night on NetTV della scorsa sera boh, sicuramente interessante l’idea ma secondo me c’è ancora molto da lavorare sulla questione…
@Egon:
Ottimo, lo metto nella todo-list. Non solo, gli assegno anche un posto privilegiato.
@diablo666:
C’è moltissimo da lavorare, considerando però che questo genere di servizi (quelli tipo Mogulus che permettono a un pirla qualunque di aprire una tv online, intendo) esistono da pochi mesi, direi che i risultati già non sono malaccio.
ottimo post, molto interessante. Mi piacerebbe conoscere le idee che hai in testa. L’interazione con gli spettatori è il tema centrale. La chat, pur funzionando per alcuni versi, smette di funzionare quando si sommano troppi spettatori…
@Tommaso Tessarolo:
Per quanto riguarda le idee che ho in testa, ci sarà sicuramente l’occasione per parlarne, ma sono fondamentalmente quelle che ho espresso nell’articolo e che trovi, in parte, applicate nella pagina che Saverio ti ha mostrato oggi.
Ce ne sono ancora un paio, niente di sconvolgente, che riguardano più l’organizzazione pre e post trasmissione che la trasmissione in sè, ne parleremo sicuramente.
Per quanto riguarda la chat, invece, bisognerà fare sicuramente qualche prova in più, il tutto era solo una bozza.
ciao.
Matteo
ti commento un vecchio post (tanto wp ti manda la mail) per chiederti se questa la conoscevi? http://www.poloict.fvg.it/webTV.asp
ciao
cavolo io col 56k non posso vederla però se mi dici che ne pensi magari mi sforzo (a me sinceramente interessava l’intervento di miculan
dat
@dat:
Non conoscevo, ma mi fa piacere vedere che esistono realtà locali che utilizzano cose come Mogulus. In questo momento vedo in onda un intervento di Steve Jobs, ma penso che vadano in rotazione i video indicati sotto.
Peccato che non trovo un palinsesto, o un Feed RSS relativo a quello che trasmettono. Ho appena mandato una mail per questo, vediamo se/cosa rispondono.
@Matteo
li ho scovati da questa pagina http://www.ialweb.it/int_news_formaz.asp?RecordID=6541 e a dire il vero l’intervento di miculan sulle licenze open source mi interessava. Purtroppo come te non ho trovato un archivio vecchie trasmissioni o qualcosa del genere …
Devo ancora capire l’utilità di una web tv che manda contenuti a rotazione che potrebbero tranquillamente stare su youtube (eccezion fatta per le dirette ovviamente)
ciao
dat
@dat:
Onestamente è una cosa che non capisco nemmeno io, secondo me l’unica spiegazione logica è il fatto di dover riempire gli spazi vuoti.
Trovare video a rotazione (con link a youtube, perchè se voglio vederli/scaricarli per i cazzi miei dovrei poterlo fare) mi potrebbe al limite interessare se, in sovraimpressione, mi scrivono informazioni utili tipo: “La prossima diretta su $argomento andrà in onda il xx/xx/xxxx alle ore yy:yy”. Tutte cose risolvibili con un feed RSS o con un calendario su google ed eventualmente complementari ed essi, giusto per non fornire un canale vuoto per 23,5 ore al giorno