Blogger e pubblici esercizi: un rapporto difficile
9 luglio 2007, scritto da Matteo
Nell’ultimo mese, tra i blog che leggo, ho trovato ben tre lamentele riguardanti pubblici esercizi: bar, ristoranti, pizzerie, nessuno ne esce indenne. Che esistano persone maleducate non è una novità. Non lo è nemmeno che alcune di queste lavorino a contatto con il pubblico. La cosa che però mi colpisce in queste vicende è la reazione dei gestori, o presunti tali, dei locali interessati.
Tutto ha inizio l’11 giugno, quando il buon Nicola Mattina si lamenta sul suo blog del trattamento ricevuto in una pizzeria romana: non fanno in tempo a passare due giorni che il proprietario risponde nei commenti. Lecito, sia ben chiaro, se non fosse che “lei deve imparare a vivere” non sia tra le frasi più consigliabili da dire a un cliente. Il tutto si conclude il 14 con l’avvertimento del gestore a Nicola: “vedendo ancora questo suo post ho fatto dare una occhiata al mio avvocato che presto si mettera in contatto con lei“. Bravo! Così si fa!
Il primo luglio è il turno di Elena: raggiunge alcuni amici a cena in un locale della riviera romagnola e viene presa a male parole da una simpatica cassiera. Anche qui passa un giorno ed ecco la titolare all’attacco, con tanto di amichetti, a raccontare nei commenti quanto bello sia il locale, quante attenzioni abbiano verso i clienti, quanto cattiva sia Elena a permettersi addirittura di raccontare quello che le e’ successo. Oggi, come una ciliegina sulla torta, il secondo titolare del locale paventa azioni legali se l’articolo non verrà rimosso.
Ieri, infine, il buon Andrea Beggi racconta le abitudini del barista nel cui locale fa colazione ogni mattina. Non dice di chi si tratti, forse perchè ha visto com’è andata agli altri. Anche questo è web 2.0
E tu, utente scontento, cosa ne pensi di come ti tratto? Sono maleducato? Beh, tieni presente che questa è casa mia, non certo un locale pubblico!
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lungi da me l’idea di prendere le parti dei gestori di locali, ma che si pretende, che uno risponda “si hai ragione, ti ho trattato male nel mio locale il servizio fa schifo” ?
è chiaro che il gestore non troppo educato vive nella convinzione che quel determinato atteggiamento sia stato “dovuto” ed è chiaro che a leggere online del suo locale in modo negativo non sia per lui motivo di entusiasmo.
forse non palesarsi blogger potrebbe essere una soluzione
alla fine neanche ho risposto alla tua domanda.
ciao
riguardo ai primi 2 post che hai linkato: io li trovo molto diversi sia come toni sia come risposte. paradossalmente quello di elena che era più pacato e ragionato e meno “diffamatorio” ha ricevuto reazioni peggiori.
nicola, invece ha postato accuse ben più gravi (non si parla solo di una rispostaccia, si mette in discussione la qualità stessa del cibo.. che per un ristorante è ben peggio) e la risposta del ristoratore, sinceramente, non mi sembra così allucinante. io non conosco nicola. ma non si può partire per forza dal presupposto “è un blogger, ha ragione”.. magari si sono presi male ed è finita così.. però niente di ecclatante. il gestore, poi, non ha idea di come approcciarsi al media, ma il tentativo mi sembra meno goffo e ridicolo di quello del bagno wave… no?
@john doe:
Dire che il proprio servizio fa schifo no, ma scusarsi con un cliente insoddisfatto è più che sufficiente a fare bella figura anche se si pensa di aver ragione. Se non altro per opportunità economica…
@ced:
Indubbiamente. Al di là delle questioni in sè, quello che ho notato è la conclusione dei due gestori: “togli il post o vedrai il mio avvocato…”. Secondo me, al di là del fatto di avere ragione o meno, dal punto di vista di un gestore c’è sempre interesse a trattare con educazione anche un cliente maleducato, interesse economico e di immagine, almeno.
Solo in uno dei post citati vedo gli estremi di una querela fattibile ma non dirò quale, gli esercenti paghino gli avvocati e si divertano: sono causine da giudice di pace e capita che il giudice di pace almeno una volta sia stato vittima di qualche commesso o cameriere antipatico
In ogni caso… c’è gente che è ricorsa al giudice di pace per i feedback di ebay e non gli sono stati tolti; in molti casi trattandosi di commenti non offensivi su esercizi commerciali o su un servizio ricevuto, il giudice li ha ritenuti perfettamente leciti.
Io fossi in loro il post non lo toglierei in nessun caso e anzi, correrei per primo dal mio avvocato invocando minacce e atteggiamenti vessatori nei miei confronti. Se la piantano bene, altrimenti con la vittoria in tasca posso anche farmi un giro dal giudice di pace e intascare il disturbo…
@BlogLavoro.com:
Se devo essere onesto, nessuno dei due post mi sembra offensivo. In ogni caso, se fossi il gestore di un locale e mi trovassi in questo tipo di situazione, penserei se non altro alla “reputazione” del mio locale.
Proprio per salvaguardare la reputazione del locale (anche in rete) mi sarei sbrigato a scusarmi pubblicamente con il cliente insoddisfatto per gli eventuali (magari non direttamente mie) fraintendimenti, anche se fossi nella convinzione di essere nel giusto, Questo per una semplice questione di eleganza.
Naturalmente questa è la mia opinione, poi ognuno gestisce i suoi locali e le relative rogne come meglio crede.
Sul comportamento da tenere da parte degli esercenti sono completamente d’accordo con te.
Sono d’accordo anche sull’offesa: PERSONALMENTE non ne vedo. Il fatto è che LEGALMENTE in un post ci sono purtroppo gli estremi di una querela… dicevo solo che con un discreto avvocato anche di fronte a una querela di questo tipo si può vincere e intascare anche il disturbo. Quindi in ogni caso io non toglierei il post come richiesto