FON e il ministero delle comunicazioni, come la mettiamo?
7 agosto 2007, scritto da Matteo
Leggo da Dema e Pandemia che sul nuovo sito del Ministero delle Comunicazioni si può trovare un elenco degli hotspot wi-fi italiani. In fondo all’elenco c’è una nota, interessante, che riguarda la rete FON, ormai molto diffusa anche in Italia.
Una nota a parte merita la “FON Community” i cui Hotspots non sono stati riportati ma sono individuabili all’indirizzo http://maps.fon.com/. Nato in Spagna il progetto nel tempo ha attraversato notevoli cambiamenti diventando una iniziativa commerciale su scala mondiale. Mira ad una copertura del territorio in banda larga wireless su base collaborativa trasformando ogni associato in un “hot spot” Wi-Fi condividendo parte della propria connessione ADSL flat e ottenendo accesso gratis nei FON spots della Community nel mondo.
ATTENZIONE però, il “Codice delle Comunicazioni Elettroniche” meglio noto come “Legge Gasparri” stabilisce che le tecnologie wireless, ed in particolare le IEEE 802.11a/b/g, meglio note con il nome commerciale di “WiFi”, possano essere usate solo in ambienti privati, e non devono essere utilizzate od anche solo attraversare suolo pubblico. Inoltre per fornire accesso commerciale a terzi è necessario essere a tutti gli effetti degli ISP. Un “Fonero”, così vengono chiamati gli appartenenti alla “FON Community”, viola con certezza, se non tutti e due i punti, senz’altro il primo inoltre molti contratti ADSL vietano la rivendita e la cessione a terzi del servizio.
C’è poi il “Decreto Pisanu” che obbliga, chiunque fornisca accesso pubblico a reti telematiche, ad identificare gli utenti ed a conservare registrazione degli accessi. Stando a quanto dichiarato da FON la Community si è molto ampliata ma a tutt’oggi non risultano precisate, in Italia, né lo status legale di Fon né le relative responsabilità legali dei “Foneros” italiani.
Il Ministero è dunque a conoscenza dell’iniziativa di FON, ma non si capisce bene se intenda regolarizzarla in qualche modo. Fosse un sito informativo creato da privati cittadini capirei l’atteggiamento, ma da chi ha il compito di prendere le decisioni no. Hanno intenzione di fare qualcosa per eliminare queste leggi ridicole?
Detto questo, ho notato un paio di cose che mi hanno infastidito, nella pagina in questione:
- “larga banda” è uno schifo: si dice banda larga!
- Le parole straniere entrate nell’uso comune della lingua italiana non si declinano: quindi il plurale di “hotspot” è ancora “hotspot” e non “hotspots“;
- “Excel” vuole una sola elle;
- Per rappresentare una pagina html, un documento di testo e un foglio elettronico, in fondo alla pagina, mi infastidisce vedere le icone di tre programmi proprietari sviluppati da un’azienda con sede fuori dalla comunità europea. Si decideranno prima o poi a cambiare questo andazzo?
- Nello schema a centro pagina si vedono due Windows e un Mac. Linux forse non va più bene neanche come server?
Si vede che è il Ministero delle Comunicazioni e non della Comunicazione, è mai possibile che per una volta non si riescano a fare le cose per bene? Se hanno bisogno di un consulente io sono sempre qua
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Bah, mi pare tutto abbastanza confuso, pare evidente che così come è la legge, in accoppiata con il decreto Pisanu, sia una terribile martellata nei gioielli di famiglia. Rethink