Ricomincia la scuola, come la mettiamo con i libri?
12 Settembre 2007, scritto da Matteo
Avere una morosa che fa l’insegnante precaria (oltre a due genitori ex-insegnanti) può essere a volte molto educativo: non tanto per una questione di nozioni, quanto per capire come funziona il mondo della scuola e tutta la mafia che gli gira intorno.
Qualche giorno fa, essendo quasi all’inizio del nuovo anno scolastico, mi sono ritrovato a fare il tassista-facchino per Sonia, in giro per librerie specializzate (leggasi “squallidi magazzini affiliati varie case editrici“) alla ricerca di materiale didattico. Gli scaffali erano pieni di scintillanti, bellissimi e costosissimi libri per la scuola, dalle elementari (ops, scuola primaria) alle superiori (ops, scuola secondaria di secondo grado). Tutti nuovi, tutti aggiornatissimi ai nuovi programmi ministeriali: è ben noto, infatti, che discipline come la matematica e la storia cambino di giorno in giorno, rendendo necessari ogni anno aggiornamenti ai libri di testo che fanno diventare obsoleti quelli risalenti addirittura ad un anno prima.

Quello che mi chiedo da anni, però, è una cosa molto semplice: è mai possibile che uno studente, con tutta la tecnologia che si ritrova intorno e perfino addosso, non abbia la possibilità di collegarsi a Internet e trovare il materiale che i suoi professori utilizzano a scuola? E’ veramente necessario che 20 studenti per classe debbano comprarsi un libro da 400 pagine (e un sacco di euro) da portare avanti e indietro ogni giorno, del quale utilizzeranno si e no 1/10 del contenuto, al cui interno non trovano niente che non potrebbero trovare comodamente su Internet?
Posso capire che buona parte dei nostri insegnanti non abbia idea neanche di come si accenda un PC, figuriamoci preparare del materiale in formato digitale che non faccia troppo schifo. Posso anche capire che le scuole non mettano a disposizione infrastrutture decenti a studenti e insegnanti, per via del fatto che neanche i dirigenti abbiano la minima idea delle potenzialità e vengano quindi puntualmente inculati da “tecnici” di ogni genere. Non accetto però che chi fa un lavoro che richiede una presenza fisica sul posto per meno di 30 ore settimanali e uno stipendio superiore al mio non trovi il tempo per aggiornarsi, per imparare a utilizzare tecnologie che tornerebbero utili ai suoi studenti.
Non che sia un percorso facile, sia chiaro, visto che le case editrici hanno notevoli interessi in questa fetta di mercato e, come ben sappiamo, è difficile cambiare le cose se c’è di mezzo il vil denaro, ma mi chiedo come mai i vari ministri trovino sempre il tempo di cambiare i nomi alle cose ma non quello di fare riforme che incidano veramente sulla scuola.
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Beh, ti parlo da studente del quinto anno di liceo, e posso dirti che ogni anno è sempre più una guerra coi libri. A parte che cambiano edizioni ogni anno, con conseguente difficoltà a vendere i libri usati a classi inferiori, ma anche quasi totale impossibilità di acquistarne da classi superiori. La spesa di quest’ anno è enorme, ho letto per la mia classe circa 300 e più euro (non ricordo ora preciso), ma secondo me non è necessario comprare tutto : l’ anno scorso son passato con la media del 7.5 comprando nemmeno la metà dei libri importanti, studiando via internet e facendo qualche fotocopia.
Se si vuole, le soluzioni si trovano, ma non è giusto che un genitore per comprare i libri ai figli deve spendere un’ occhio della fronte.
io per far fronte a questo problema, per tutto il liceo, ho usato il sussidiario di mia nonna e sono stato promosso col 91 e con gran risparmio di pecunia.
p.s. per curiosità, chi ha vinto la seconda guerra mondiale?
ciao
dat
a parte il commento idiota di un secondo fa concordo con te sul fatto che la lobby dei libri di testo sia troppo forte in italia, io sarei mediamente favorevole ai materiali prodotti dagli insegnanti ma non dal singolo insegnante (che se te lo becchi scarso sei rovinato a vita su quella materia e non hai neanche il libro in cui controllare quello che ti viene detto); magari un team di prof., a livello ministeriale, potrebbero ben creare dispense per i vari corsi scolastici da rendere disponibili e stampabili dal sito del ministero.
ciao
dat
A parte questo pietoso commento “presenza fisica sul posto per meno di 30 ore settimanali e uno stipendio superiore al mio” [perchè saranno 30 ore sulla carta ma (penso lo sapranno i genitori della morosa) ti assicuro che a scuola gli insegnanti (certo, quelli onesti...anche in questa categoria ci sono coloro che fanno ciò che vogliono) ci stanno pure troppo per quello che vengono pagati (mia madre è insegnante elementare, e la paga, a differenza dei prof. delle superiori, è un vero schifo per tutto quello che fa) tra rientri, corsini, corsetti e ca**atine varie], mi trovo perfettamente d’accordo con ciò che dici…ho sempre pensato ad una scuola con un bel portatile al posto dei pesanti zaini che gravano sulle schiene di bambini che spesso pesano meno dello stesso carico che portano!
PS vogliamo parlare dei testi universitari? Praticamente ogni materia è composta da 2/3 libri che spesso parlano degli stessi argomenti, detti ovviamente, in modo diverso!
@didy:
Non mi sembra per niente pietoso. L’orario dell’insegnante è quello e lo stipendio è superiore al mio. Si è onesti anche lavorando le ore previste dal proprio contratto.
Che poi l’insegnante possa essere un lavoro faticoso, logorante e tutto quello che si vuole mi sta bene, ma ha un orario di lavoro che lascia tempo in abbondanza per aggiornarsi, cosa secondo me giusta visto il tipo di lavoro e dovuta da parte degli insegnanti: peccato che pochi lo facciano.
@dat:
Io invece penso che sarebbe buona cosa creare un sistema “tipo sourceforge”, in cui tutti gli insegnanti vengano forniti di account per caricare materiale che sia poi liberamente scaricabile e votabile da chiunque. In questo modo, il materiale scarso cadrebbe fisiologicamente nel dimenticatoio mentre ogni insegnante avrebbe una vasta scelta di materiale da proporre agli studenti che, a loro volta, potrebbero comunque utilizzare il sistema per documentarsi ulteriormente.
Qualche persona al ministero la assumerei, non per produrre il materiale ma per istruire in modo serio insegnanti e studenti sull’utilizzo del sistema e sulle sue potenzialità. In qualche modo sarebbero delle specie di insegnanti-nerd, o qualcosa del genere.
Trovo invece scandaloso che esistano sistemi come quello per la gestione del materiale didattico di UniUD, in cui l’accesso al materiale è subordinato all’iscrizione all’università. Questo è veramente uno schifo.
@diddy
le ore settimanali di un insegnante sono:
- scuola dell’infanzia(ex scuola materna o asilo): 25;
- scuola primaria: 24 (22 di lezione+2 di programmazione)
- scuole medie e superiori: 18.
La paga iniziale ministeriale per tutte e tre le categorie si aggira sui 1200€. Date queste premesse, da insegnante, ritengo la paga sia decisamente alta. Non conosco altri lavori che paghino uguale facendo lo stesso numero di ore. Ovviamente, il lavoro dell’insegnante non termina nel momento in cui quest’ultimo esce dall’edificio scolastico; a casa deve preparare il programma e materiale per il/i giorno/i successivi, correggere il/i quaderno/i e/o le verifiche, etc…
Riguardo al fatto che ci siano insegnanti che trascorrono più tempo del necessario a scuola, posso dire che capita spesso di trovare colleghi che si fermano anche ore a parlare di questioni che esulano il lavoro e la maggior parte delle volte, son proprio questi a lamentarsi.
Il lavoro dell’insegnate non è per nulla semplice, però rispetto ad altri lavori, ti permette di aver molto tempo libero e di gestirti i vari impegni.
@matteo
il tempo per aggiornarsi c’è, peccato che i corsi trattino argomenti diversi dall’informatica.
Il cambiamento dovrebbe e deve venir dal ministero.
@matteo
:*
P.S.: Grazie per avermi fatto da tassista-facchino
@Sonia:
Quello che io intendo per “aggiornamento” non sono necessariamente i corsi organizzati dal ministero. L’aggiornamento uno se lo può anche fare da sè: se vuole, ovviamente.
@matteo
“Trovo invece scandaloso che esistano sistemi come quello per la gestione del materiale didattico di UniUD, in cui l’accesso al materiale è subordinato all’iscrizione all’università. Questo è veramente uno schifo.”
Riguardo questo punto, voglio riportare un estratto della lettera che ha ricevuto ogni studente che sostenuto una prova di ammissione all’università di Udine:
“…Alla proposta didattica multidisciplinare si aggiungono i numerosi servizi per gli studenti che l’Ateneo ti propone ogni anno in una forma più ricca e articolata. Attraverso gli strumenti on line potrai consultare il materiale didattico per le Tue lezioni, iscriverTi agli esami, verificarne i risultati e contattare i Tuoi docenti.”
Sembra tutto rose e fiori, peccato il materiale didattico on line sia quasi inesistente o non aggiornato e non è sempre detto che uno studente possa verificare l’esito di un esame online; alcuni docenti espongono i risultati nell’albo o all’esterno della porta dell’aula.
Basta pensare che chi ha sostenuto la prova di ammissione, l’unico mezzo che ha per sapere se si è collocato in posizione utile, è recarsi presso la sede della facoltà.
W l’informatizzazione!
@Matteo
bah in fin dei conti in materialedidattico.uniud.it ci finiscono anche lavori dei prof come futuri libri e menate varie (sotto copyright), renderli world readable costringerebbe i prof a riflettere bene se renderli disponibili o meno e non so se questo sarebbe un bene.
@dat:
A parte il fatto che i loro futuri libri, secondo me, dovrebbero scriverseli al di fuori del loro orario di lavoro, che è già pagato, e utilizzando strutture proprie e non dell’università, penso che anche in questo modo si stia poco ad avere una “talpa” con un account e mettere il materiale su eMule (o simili). Alla fine è più una formalità che altro, e io odio le formalità…
Beh, io avrei la soluzione per il caro-libri e per le cartelle ultra pesanti dei nostri giovani: vendono a 10 Euro il DVD di Wikipedia…. Basterebbe un aula computer anche senza internet.. Ah, dimenticavo che a scuola non hanne nemmeno i soldi per stampare le dispense e fare le fotocopie…. Invece le famiglie ne hanno molti di più (si fa per dire…..)
@Matteo Moruzzi:
Io invece sono contrario all’eccessiva lettura su monitor e, contrariamente a molti, considero il PC uno strumento che dovrebbe integrare l’attività didattica e non sostituire i libri di testo. Se però esistesse un sistema come quello che descrivevo qualche commento fa, le famiglie risparmierebbero molto sui libri e potrebbero, con una frazione dello stesso denaro, acquistare PC e una stampante decente per stamparsi a casa il solo materiale necessario, quando è necessario. Le scuole non dovrebbero sostituirsi alle tipografie e non ci sarebbero, quindi, spese aggiuntive per istituti già a corto di fondi.
Si avrebbe inoltre il vantaggio di avere a disposizione del personale che dovrebbe andare a spiegare, ma spiegare veramente, come funziona questo tipo di sistema, a studenti e insegnanti, andando in questo modo a colmare parte delle lacune informatiche e tecnologiche che affliggono l’italiano medio.
Ciao!
Ho segnalato qui, nel mio blog un’iniziativa interessante che, andando contro gli interessi degli editori tradizionali, non viene pubblicata dai media…
Si tratta di testi digitali rilasciati con licenza d’uso e altro materiale con creative commons…
Per il resto… non commento lo stipendio degli insegnanti, visto che, come profia, sono persona interessata :D,
Voglio però sottolineare un’altra cosa: creare, come qualcuno propone, dei testi “ministeriali” da far scaricare o distribuire nelle scuole è molto pericoloso.
La pluralità delle idee andrebbe perduta a favore del “testo di stato”, con le conseguenze immaginabili che questo comporterebbe.
Per quanto riguarda creare un testo, da parte di un docente, questo è quasi impossibile: tutta la parte redazionale, i diritti delle immagini, i disegni illustrativi o le cartine storiche… tutta roba della quale non si potrebbe occupare. E poi chi garantirebbe la correttezza scientifica del testo? E se ci scrive delle bufale?
È bene che i libri scolastici rimangano agli editori, ma sarebbe bene che le cose cambiassero.
L’editore del quale parlo nel mio post ha dimostrato che è possibile, se altri seguissero l’esempio… Per questo vale la pena far girare la voce!
@gattopazzo:
Iniziativa sicuramente valida e da pubblicizzare. Spero però che non ti riferissi a me per la questione dei testi “ministeriali”. La mia proposta è ben diversa: se non mi sono spiegato bene, immagina Wikipedia, ma gestita tecnicamente da personale specializzato assunto dal ministero, con un accesso in scrittura per tutti gli insegnanti italiani e accesso in lettura a chiunque.
Immagina poi dell’altro personale, sempre specializzato, che spieghi queste cose a studenti e insegnanti.
Non dico che il libro liberamente stampabile non sia una buona idea: magari nell’immediato è anche ottima, essendo il libro più vicino al modo di pensare anche di chi dovrebbe essere “culturalmente superiore” alla media, ma sul medio-lungo periodo la vedo superata da uno strumento simile a quello che ho descritto.
@matteo


no, mi riferivo a dat, che proponeva un gruppo di docenti al servizio del ministero come autori di materiale didattico (e, non su questo blog, ne ho sentiti molti avanzare questa pericolosa proposta).
se invece mi parli di una roba wiki style su una piattaforma ministerale il discorso è diverso
per il libro liberamente stampabile, da quello che ho capito, è qualcosa di più: nel sito spiega che non è semplicemente un testo classico ribaltato su altro supporto, ma che è componibile, strutturato su livelli diversi e con parti da utilizzare a video o in rete… con integrazioni free e collegamenti in rete… ecc.. da approfondire però
se pensi di rilanciare la notizia fammelo sapere, che ti aggiungo nella lista
ciao!
@ matteo: dimenticavo… ma la tua fidanzata docente precaria pensa di sposarti ancora con quello che hai detto sullo stipendio degli insegnanti?
:D
:D

@gattopazzo:
Concordo con te sulla pericolosità dei testi ministeriali. Proprio per questo motivo la mia idea è in stile wiki. Non ho approfondito molto il discorso portato avanti dalla casa editrice di cui parli, ma sembra anch’esso interessante.
Non so se la mia fidanzata-docente-precaria abbia mai pensato di sposarmi, a dire il vero è un’idea che non mi entusiasma (il matrimonio come istituzione, intendo), ma condivide la mia idea sullo stipendio degli insegnanti.