Influenza nella blogsfera. Cos’è, una malattia?
19 settembre 2007, scritto da Matteo
La polemica, che sia genuina o strumentale, genera discussioni e traffico. Non è una novità, così come non lo è l’idea che la blogsfera italiana sia vista un po’ come una casta, con i suoi santoni e i suoi adepti. L’articolo di Gigi in proposito, qualche giorno fa, ha provocato dunque diverse reazioni, positive e negative.
Premetto che concordo solo in parte con quello che dice Gigi, quando parla di utilizzo dei blog, classifiche e trucchetti per scalarle più facilmente: diciamo che l’argomento è trattato come in un calderone, è più uno sfogo che un approfondimento, ma sono convinto che l’intento sia propositivo, quindi va bene così. Va detto che la definizione di “geek che ha un Mac e parla male di Windows” mi si addice alla perfezione, con la sottile differenza che sul mio mac c’è Linux, cosa che potrebbe essere considerata un’aggravante.

Le reazioni non si sono fatte attendere: Sergio Longoni vede la blogsfera come un grande gioco in cui tutti cercano di arrivare in cima alle classifiche, considerando anche la loro importanza in termini di monetizzazione dei contenuti, visto che non tutti fanno i blogger solamente come hobby. Sergio dà anche qualche opinione sugli strumenti da usare: non solo blog, quindi, ma anche wiki e forum: io aggiungerei anche chat, ma ne parlerò nei prossimi giorni. La risposta di Samuele Silva è più stizzita: si sente parte di questa “casta” ma non la considera tale. Chi ha capito tutto della vita, invece, è Dario Salvelli: lui si che sa riconoscere la vera casta!
Dal mio punto di vista, il blog mi serve principalmente a organizzare quello che penso e leggo. Potrei utilizzare un normalissimo diario, ma Internet mi dà la possibilità di avere conversazioni, che scrivendo solo per me stesso non avrei, e mi costringe in qualche modo a scrivere in modo decente, se non altro perché al mio ingombrante ego non piacciono molto le figure di merda. C’è la pubblicità, è vero, ma non avendo ancora raggiunto la soglia dei 3 euro posso dire tranquillamente che sono più un esperimento che altro. Non mi dispiacerebbe vivere di queste cose, sia chiaro, ma sono ben consapevole di essere un pessimo commerciante, soprattutto quando si tratta di vendere me stesso.
Ci saranno sicuramente altre occasioni per parlare di queste cose, a cominciare dal Ghirada Barcamp del prossimo fine settimana. Sarà il primo evento del genere a cui parteciperò, quindi non so di preciso cosa aspettarmi. Il fatto di aver seguito diverse manifestazioni del genere da spettatore, grazie ai servigi di Robin Good, mi rende un po’ più tranquillo sull’atmosfera che penso di trovare e questo è già un bene.
E tu perchè hai (o non hai) un blog? Come vedi la blogsfera italiana e i suoi frequentatori?
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l’articolo di GIGI è stato sicuramente uno sfogo, ma come dici tu propositivo: ricco cioè di interessanti e oggettivi spunti di riflessione…
alcune cose sono vere e condivisibili, altre meno…
secondo me , la casta c’è…
ma non è una cosa di cui scandalizzarsi tanto…loro “la casta” ci sono semplicemente prima di noi sulla blogsfera e magari hanno avuto maggiori possibilità di socializzare etc etc…
è una ruota che gira ?
e poi c’è quella che ieri hanno bannato da twitter…come si chiama…cate qualcosa…che scrive di blog e ortaggi in proposito…
forse casta è una definizione sbagliata
ma che ci siano un certo numero di blog e blogger che quando respirano sono venerati dalla maggiorparte degli altri è vero…
a volte capita anche a me