Alla fine il presunto blog di Pier Ferdinando Casini si è rivelato essere una bufala. Ci ero cascato pure io (ma se ci ha quasi creduto anche Paul TWG, mi sento meno in colpa per questo), ma verso le 18 gli autori sono usciti allo scoperto, dopo essere riusciti a fare un bel po’ di rumore.

Un bello scherzo – diranno in molti – che però, secondo me, nasconde qualche rischio: non mi riferisco ai problemi legali che potrebbero avere gli autori, visto che il buon Pierferdy ha già mosso la Polizia Postale nei loro confronti, quanto a quelli mediatici, che sarà la rete a subire.
Nelle prime agenzie già si leggono cose strane:
- Rai News 24: “questo primo falso blog di un politico italiano mostra anche la forza e la debolezza di internet, dove il rumore della comunicazione è molto forte e lo spazio per le bufale o – peggio – la diffamazione e la gogna mediatica, è illimitato e a buon mercato“
- Reuters Italia: “Il blog ha raccolto già tantissimi commenti (non si sa, a questo punto, se veri o falsi pure quelli), la maggior parte dei quali contiene insulti nei confronti del leader dell’Udc“
Non vorrei che i media tradizionali, che hanno una notevole potenza di fuoco nei confronti dell’italiano medio e hanno tutto l’interesse a lasciare alla rete un ruolo di secondo piano, lanciassero proprio il messaggio che avevo indicato nei miei appunti: “L’avevamo detto noi, che Internet è piena di cazzate! Restate al sicuro, incollati alla poltrona con il telecomando in mano e ascoltate noi, veri professionisti dell’informazione“. Tutto questo con l’appoggio del mondo politico, che non mancherà di esprimere solidarietà al povero diffamato.




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Non preoccuparti, il popolo di internet se ne infischia dei messaggi (più o meno) subliminari dei “veri” giornalisti. Qui la bufala è un rischio calcolato, lì è una certezza incalcolabile.
(non ricordo se ti ho mai commentato, ma ti tengo nei feeds da un po’)
@Uyulala:
Il problema non è il “popolo di internet”, quanto l’italiano medio che guarda il telegiornale e dice “ecco, visto che allora sono tutte cazzate quelle?”
@ Matteo:
non so come sia in altri Paesi, ma ho potuto constatare che da noi ci sono 2 posizioni (“tertium non datur” ahimè):
1. chi usa internet e ovviamente lo conosce
2. chi non lo usa e non lo conosce. Questi ultimi ne pensano male “a prescindere”. Qualunque notizia negativa si possa divulgare su internet è usata da queste persone per confermare la propria idea demoniaca sul cosiddetto “mondo virtuale” (ma virtuale de che?). Pensa a come hanno risalto le notizie di “Tal dei tali incontra persona conosciuta in chat e viene violentata”. Che poi le ragazze vengano violentate soprattutto indipendentemente dalle chat è un particolare del tutto irrilevante. Ma l’idea preconcetta sulla rete e sul suo uso esiste da prima, chi non conosce qualcuno o qualcosa è tentato facilmente di demonizzare piuttosto che cercare di informarsi o di imparare. Certamente è più facile
@Uyulala:
Esiste anche la terza categoria, composta da quelli che “usano Internet”, volutamente tra virgolette, credendo di esserne profondi conoscitori pur non sapendo nulla o quasi delle sue dinamiche. Questi sono i più pericolosi, in quanto tendono ad avere un certo carisma nei confronti di chi si affaccia alla rete consapevole di non saperne nulla.