Analisi dei visitatori: sapere chi ci legge e cosa legge per migliorare il blog
4 ottobre 2007, scritto da Matteo
Le classifiche di Blogbabel e simili, il fatto che i nostri amici e conoscenti dicano che il nostro blog è veramente figo e la quantità smodata di commenti ad ogni articolo non bastano per capire se stiamo andando nella direzione giusta. Una buona analisi delle visite è quello che serve per capire da dove arrivano i nostri utenti, che parole chiave usano per raggiungere il nostro blog e quindi, di riflesso, il posizionamento che abbiamo raggiunto sui motori di ricerca.
Anche il narcisismo fa la sua parte e vedere che un gran numero di persone leggono le nostre cazzate ci riempie di orgoglio e ci spinge a capire cosa abbiano letto e come ci siano arrivati. Per un paio d’anni, avendo il blog ospitato sul mio server casalingo, ho utilizzato il buon Webalizer per fare il lavoro sporco e mettermi a disposizione i dati di accesso. Negli ultimi mesi, giocando in anticipo sullo spostamento del blog, mi sono iscritto a Google Analytics per capire se facesse al caso mio, ed è effettivamente ottimo: l’unico difetto consiste nel fatto che le statistiche non sono in tempo reale, ma arrivano al giorno precedente. Poco male, ma per un malato di mente come me è una mancanza da non sottovalutare. Ho quindi recuperato un invito per Lloogg.com, che si autodefinisce “your web2.0 tail -f access.log” ed è esattamente quello che cercavo per quanto riguarda le ultime 24 ore.
Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che, nell’ultimo mese, Webalizer mi ha dato più problemi che benefici, ho deciso di affidarmi definitivamente all’accoppiata Analytics/Lloogg.
Google Analytics è il sistema di statistiche fornito gratuitamente da Google. Si basa sul codice di Urchin, acquistato nel 2005 da BigG. E’ sufficiente inserire un pezzo di codice Javascript nelle proprie pagine e fornisce una quantità veramente notevole di dati. Dal semplice grafico dei visitatori giornalieri, ai percorsi seguiti dagli utenti all’interno del blog. Come dicevo prima, ha il difetto di non essere aggiornato in tempo reale, ma fornire dati fino al giorno precedente.
Lloogg.com mi serve proprio a colmare questa lacuna. Anche in questo caso è sufficiente inserire un pezzo di codice Javascript nelle proprie pagine il cui effetto sarà quello di vedere, in tempo reale sul sito di Lloogg, gli accessi al blog. Una sofisticata interfaccia Ajax fa comparire i visitatori, insieme a tutta una serie di altri dati, proprio nello stesso modo in cui lo farebbe un bel “tail -f” sui log del webserver. Il servizio è in beta privata, per cui è necessario avere un invito per attivare un account. Ne ho a disposizione dieci, chi ne vuole uno si faccia sentire nei commenti. Come consiglia Elena, pare sia meglio non utilizzare account GMail per ricevere l’invito.
Rispetto a Webalizer (e, in generale, i sistemi di statistiche che si basano sull’analisi dei log del webserver), hanno lo svantaggio di appesantire leggermente il caricamento delle pagine e di non rilevare le visite da parte degli spider, che non interpretano Javascript. D’altro canto, però, i vantaggi sono evidenti: evitano di dover gestire uno strumento a parte per le statistiche, permettendo di delegare il tutto alle potendi macchine di Google e Lloogg e facendoci risparmiare tempo e fatica.
ALTRI INVITI PER LLOOGG.COM:
- Silvio Ottanelli, 03/10/2007: “Lloogg Web 2.0 – Dieci inviti a disposizione“
- Giuseppe D’Alessio, 03/10/2007: “Altri 10 Inviti per il servizio di statistiche LLOOGG“
- Simone Rodriguez, 03/10/2007: “Vuoi invito per la beta di LLOOGG?“
APPROFONDIMENTI:
- Antirez, 07/05/2007: “LLOOGG: Cos’e’ e a cosa serve veramente“
- TagliaBlog, 18/06/2007: “LLOOGG : statistiche web… all’italiana“
- Parlo io, 10/09/2007: “lloogg, la mia esperienza“
- Guadagnare-Online.info, 23/09/2007: “Tracking dei visitatori: perché usare Analytics“
- Geeketto.com, 28/09/2007: “Google Analytics“
PRESENTAZIONE VIDEO DI GOOGLE ANALYTICS:
(via ictv.it)
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