Vaffanculo, stupido software proprietario!

Oggi, a Casalecchio di Reno, c’è il Creative Camp. Su Twitter c’è un po’ di dibattito per la scelta dello streaming, non basato su qualche applicazione flash (UStream o Mogulus) ma su Windows Media Player. A realizzare questa colossale merdata è il Cineca, consorzio interuniversitario e principale centro di calcolo italiano che, stando a quello che si trova sul sito, “partecipa ai progetti dell’Unione Europea con numerose iniziative di promozione, sviluppo e diffusione delle più evolute tecnologie informatiche“. Fatto sta che, grazie alle loro evolute tecnologie informatiche ho dovuto ricostruirmi l’indirizzo del filmato che fortunatamente ha poi funzionato con Totem.

E’ mai possibile che uno sfigato utente Linux debba sempre impazzire perchè chi fa le cose non pensa? Nell’ultimo periodo mi ero inconsapevolmente illuso che le cose fossero migliorate, visto che raramente avevo problemi derivanti da formati strani e cose del genere. Quello che è successo oggi mi ha portato a riflettere: non è il mondo che è migliorato, è Linux che ha cercato di adattarsi, come è sempre stato, alle schifezze degli altri. Questo dimostra, secondo me, due cose: che Linux, come capacità di adattamento alle situazioni più strane, è tecnicamente superiore a qualunque altro sistema attualmente esistente sul mercato e che gli sviluppatori di strumenti “per tutti” provano le cose sul proprio PC seguendo la filosofia del “se funziona a me, funzionerà per forza a tutti.

Succede con le Skype-chat, sempre più utilizzate ma che con Linux danno un sacco di problemi: chi le crea probabilmente non sa che Skype per Linux è fermo a una misera versione 1.4, oppure semplicemente se ne frega della cosa, ma una chat IRC fa tanto schifo? Non poter usare stupide faccine grafiche è un grosso problema?

E’ successo anche con Mogulus, che per un certo periodo sosteneva che avevo una vecchia versione di Flash o Javascript disattivato. Se però Adobe, quando distribuisce il plugin Flash per Linux, resta indietro di un paio di sotto-versioni rispetto a Windows cosa ci posso fare? Questi cazzo di sviluppatori non potrebbero essere un po’ più attenti e fare in modo che le applicazioni funzionino con le ultime versioni disponibili su ogni piattaforma?

Per non parlare di alcuni driver proprietari. Ieri ho aggiornato alla nuova versione di Ubuntu e ho provato a installare i driver NVidia, che fino a qualche versione fa funzionavano anche con la mia vecchia GeForce4. Con mia somma sorpresa scopro che i nuovi driver non supportano più la mia scheda. Le alternative sono due: utilizzare driver vecchi (pregando che non diano problemi con i nuovi kernel) o stare senza accelerazione 3D: io però la scheda l’ho pagata allo stesso prezzo di un Windows-user, mica meno! Non pretendo che scrivano driver per la mia scheda fino al 2030, ma almeno che permettano ad altri di farlo, almeno per le vecchie schede.

La mia conclusione di oggi è: stupido software proprietario, vaffanculo!

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28 Responses to Vaffanculo, stupido software proprietario!

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  2. Uriele says:

    Guarda uso linux (debian->ubuntu e da poco gentoo), quindi sono un po’ di parte. E’ tutt’oggi che smadonno su una chiavetta usb-mp3 samsung U3 che non ne vuol proprio sapere di funzionare, tutto questo per mancanza di driver. Nonostante questo capisco perché, sotto il piano software, le case proprietarie trascurino il pinguino. Ora come ora linux, un po’ per moda, un po’ per progressiva maturazione della comunità e delle varie distribuioni, sta incominciando a far sentire la sua voce, ma Windows rimane ancora in posizione di dominio sul mercato dei sistemi operativi (seguito a ruota da apple che per un bel periodo è stata foraggiata dalla casa dello zio Bill). Mi sembra quindi ovvio che per ottenere la fetta di mercato più ampia una multinazionale o anche solo una piccola azienda, punti a creare del software per il sistema operativo più diffuso!
    Ora con Vista si sono dati una bella mazzata sui piedi, vediamo come andranno le cose

  3. artgatt says:

    Concordo in pieno su quel che hai detto, anche se resto utente Windows XP as oltranza :)

  4. Pasquale says:

    Secondo me il problema principale di linux è l’installazione dei driver dell’hardware, non user-friendly, come per MAC o WIN. Ricordo che con la Mandrake 10.0 ho avuto immensi problemi ad installare i driver nvidia per la FX5600 i quali continuavano a chiedere di accedere alla modalità provvisoria del S.O. , ma non c’era modo di capire come si faceva a far partire tale modalità, a quel tempo è stata la ragione che mi ha fatto abbandonare linux.
    Ora l’ho re-installata solo perchè la faccio girare sotto virtual machine e non mi importa più dell’accelerazione 3d.

    Ciao

    PS.: Cosa bisogna fare per avviare la modalità provvisoria della Mandrake 10.0… ovviamente con la sola modalità testo i driver non mi si installano e continua a dire “voglio modalità provvisoria”!

  5. Axell says:

    Lascia perdere oppure rassegnati, verranno sempre prima i sistemi operativi che “pagano” chi fa le applicazioni piuttosto che quelli free. E’ nella normalità del mercato che devi trovare le risposte.

  6. Matteo says:

    @Axell:

    Se per Skype posso anche capire la situazione (anche se, non essendo una società con la sede in un garage, potrebbe sforzarsi un po’ di più) i produttori di hardware non li giustificherò mai. Non vuoi sviluppare driver (o li sviluppi male)? Rilascia le specifiche dei tuoi prodotti, ci penserà qualcun’altro a sviluppare driver ben fatti per Linux. Il risultato? Nessun problema su piattaforme diverse, gente che lavora gratis per te e che ti fa pubblicità, sempre gratis. Sono anni che sostengo che, se NVidia avesse rilasciato le specifiche anzichè scrivere essa stessa dei (pessimi) driver per Linux, avrebbe avuto un doppio guadagno.
    Per Adobe/Macromedia la questione è ancora più grottesca: il formato SWF (Flash) è ben documentato, ma ha una licenza assurda che consente di usare le specifiche per esportare in SWF ma non per crearsi un player. Risultato? Sull’iBook, se voglio usare Linux, mi attacco al cazzo o uso GNash che, con tutta la buona volontà, non è la stessa cosa.

  7. thumbria says:

    Se scegli strade differenti devi accettare difficoltà maggiori. É nella logica del cambiamento.
    Inoltre conta anche la logica opposta, perché se il 90% delle persone ha la possibilità di usare un servizio migliore/più facilmente deve restare ad uno vecchio/più povero perché il 10% ha fatto un’altra scelta ?

    Peraltro molte delle colpe le hanno anche gli sviluppatori linux, ad esempio con poche distribuzioni (almeno qualche mese fa) il WPA su WLAN con IP statici e DNS predefiniti, funzionava out-of-the-box, non perché non ci fossero driver o software, ma perché non c’era nessuno che unisse i puntini (cioè unisse le varie componenti in modo intelligente). Una rete che non funziona non è un’inezia.
    Peraltro sulla questione dei driver fatti in casa sarei più cauto, le complicazioni si sposterebbero a valle con compatibilità, rischi e minori perfomance. Sarebbe pessima pubblicità per produttori e linux.

  8. Matteo says:

    @thumbria:

    Se scegli strade differenti devi accettare difficoltà maggiori. É nella logica del cambiamento. Inoltre conta anche la logica opposta, perché se il 90% delle persone ha la possibilità di usare un servizio migliore/più facilmente deve restare ad uno vecchio/più povero perché il 10% ha fatto un’altra scelta ?

    Linux esiste dal 1991, sono passati 16 anni da allora e i progressi sono notevoli. Giusto ieri ho avuto il “piacere” di provare per la prima volta Windows Vista e tutto mi sembra tranne qualcosa di migliore, più facile, nuovo o più ricco. Tra servizi di controllo delle licenze (senza cui il sistema “potrebbe essere avviato in modalità con funzionalità ridotte“), una configurazione che definire cervellotica è poco e l’enorme uso di risorse hardware anche con tutti gli effetti disabilitati e senza programmi aperti, se questo è il progresso preferisco un sistema povero e vecchio. Detto questo, il fatto di avere driver a disposizione per Linux (il 10% sfigato) non implica il fatto di non averne per Windows (il 90% figo).

    Peraltro molte delle colpe le hanno anche gli sviluppatori linux, ad esempio con poche distribuzioni (almeno qualche mese fa) il WPA su WLAN con IP statici e DNS predefiniti, funzionava out-of-the-box, non perché non ci fossero driver o software, ma perché non c’era nessuno che unisse i puntini (cioè unisse le varie componenti in modo intelligente). Una rete che non funziona non è un’inezia.

    Non escludo certo che nel software libero ci siano cose che non funzionano, ma i ragionamenti del tipo “io faccio una cazzata, ma tu fai cazzate quindi la mia va benissimo” non portano da nessuna parte.

    Peraltro sulla questione dei driver fatti in casa sarei più cauto, le complicazioni si sposterebbero a valle con compatibilità, rischi e minori perfomance. Sarebbe pessima pubblicità per produttori e linux.

    Nel momento in cui le specifiche di una certa periferica fossero aperte e, di conseguenza, il codice sorgente dei driver fosse disponibile, la situazione potrebbe solo che migliorare. Rischi e minori performance sarebbero, nel peggiore dei casi, uguali al caso in cui i driver siano chiusi. La pessima pubblicità per i produttori sono i driver inesistenti o scritti male (ATI/Nvidia), non certo quelli con il sorgente disponibile (HP).

  9. thumbria says:

    Detto questo, il fatto di avere driver a disposizione per Linux (il 10% sfigato) non implica il fatto di non averne per Windows (il 90% figo)

    In un sistema economico (nel senso tecnico di avente risorse limitate) invece può implicarlo, ovvero può non essere vantaggioso dal punto di vista costi/benefici.

    Non escludo certo che nel software libero ci siano cose che non funzionano, ma i ragionamenti del tipo “io faccio una cazzata, ma tu fai cazzate quindi la mia va benissimo” non portano da nessuna parte.

    Veramente il mio esempio si riferiva più al fatto che io penserei prima a risolvere i problemi aperti e risolvibili, cioè far funzionare le cose che possono già funzionare invece di pensare ad altri problemi. Che peraltro sono, in parte almeno, aggirati sfruttando i driver windows.
    Questo è, secondo me, uno dei maggiori problemi di alcune distribuzioni linux, la libertà diventa confusione e mancanza di un progetto coordinato. L’esempio del WPA, peraltro eclatante se pensi alla diffusione di reti wireless ed alla questione sicurezza, è solo uno dei tanti. Anche Firefox recentemente ha avuto problemi in tal senso, è proprio il modello opensource che richiederebbe un’evoluzione, funziona benissimo per partire, ma una volta che un progetto si è stabilizzato mostra qualche crepa.

    Nel momento in cui le specifiche di una certa periferica fossero aperte e, di conseguenza, il codice sorgente dei driver fosse disponibile, la situazione potrebbe solo che migliorare. Rischi e minori performance sarebbero, nel peggiore dei casi, uguali al caso in cui i driver siano chiusi. La pessima pubblicità per i produttori sono i driver inesistenti o scritti male (ATI/Nvidia), non certo quelli con il sorgente disponibile (HP).

    Questo è essenzialmente vero se parliamo di gente che mangia pane e silicio, ma se si vuole aumentare il bacino di utenza di linux, come spesso si ripete, allora non va bene. Io sono affascinato dall’idea di veder crescere il supporto ad ogni caratteristica e vedere anche la matematica che c’è dietro, ma una persona normale vuole che le cose funzionino, completamente e subito. Windows è complicato, ma generalmente poi fa tutto da solo (va anche in crash da solo…) e questo è un vantaggio per le persone comuni.

  10. Matteo says:

    In un sistema economico (nel senso tecnico di avente risorse limitate) invece può implicarlo, ovvero può non essere vantaggioso dal punto di vista costi/benefici.

    Proprio per questo dico che sarebbe bene che le aziende, più che sviluppare driver proprietari, aprissero le specifiche dei prodotti. Come dicevo nell’articolo, “non pretendo che scrivano driver per la mia scheda fino al 2030, ma almeno che permettano ad altri di farlo, almeno per le vecchie schede“.

    Veramente il mio esempio si riferiva più al fatto che io penserei prima a risolvere i problemi aperti e risolvibili, cioè far funzionare le cose che possono già funzionare invece di pensare ad altri problemi. Che peraltro sono, in parte almeno, aggirati sfruttando i driver windows.

    I problemi aperti vengono risolti, infatti, un po’ alla volta. Quelli che restano in piedi da anni sono solitamente (non mi sento di dire “sempre”, perchè non sarebbe vero) quelli legati a periferiche di cui non si conoscono le specifiche o ad applicazioni di cui non si dispone del codice sorgente.

    Questo è, secondo me, uno dei maggiori problemi di alcune distribuzioni linux, la libertà diventa confusione e mancanza di un progetto coordinato. L’esempio del WPA, peraltro eclatante se pensi alla diffusione di reti wireless ed alla questione sicurezza, è solo uno dei tanti. Anche Firefox recentemente ha avuto problemi in tal senso, è proprio il modello opensource che richiederebbe un’evoluzione, funziona benissimo per partire, ma una volta che un progetto si è stabilizzato mostra qualche crepa.

    La diffusione delle reti wireless è qualcosa di relativamente recente, e a tutt’oggi ci sono un sacco di schede non supportate o supportate male (Broadcom su tutti). Il problema oggi sembra risolto abbastanza bene (hardware permettendo), almeno per quanto riguarda le distribuzioni che utilizzo normalmente (Debian e Ubuntu). Per quanto riguarda le altre, onestamente non lo so.

    Questo è essenzialmente vero se parliamo di gente che mangia pane e silicio, ma se si vuole aumentare il bacino di utenza di linux, come spesso si ripete, allora non va bene. Io sono affascinato dall’idea di veder crescere il supporto ad ogni caratteristica e vedere anche la matematica che c’è dietro, ma una persona normale vuole che le cose funzionino, completamente e subito. Windows è complicato, ma generalmente poi fa tutto da solo (va anche in crash da solo…) e questo è un vantaggio per le persone comuni.

    Funzionare completamente e subito è quello che succede, ad esempio, con le stampanti HP. Qualche giorno fa ho avuto modo di installare sul mio PC la nuova Ubuntu e, una volta completata l’installazione, ho collegato i cavi USB delle mie due stampanti (una HP multifunzione a getto d’inchiostro e una Laserjet 1200). Dopo una decina di secondi, senza che io facessi nulla, mi è comparsa una finestrella che mi informava dell’avvenuta installazione di entrambe le stampanti e dello scanner.
    Questo non è successo con i driver NVidia, con cui ho dovuto combattere un bel po’. Certo, la mia scheda è vecchia e non è supportata dai nuovi driver, ma se io fossi un “utente qualunque” non l’avrei mai saputo e avrei solamente detto “che driver di merda” o, peggio, “che sistema di merda” senza sapere che la colpa era di altri.

    Windows, oltretutto, non fa tutto da solo. Quando colleghi una periferica di cui non ha i driver si apre una finestrella che dice sostanzialmente “ehi, hai collegato qualcosa ma non so cosa sia, sai dove hai i driver, vero?“. Se sei fortunato basta inserire il CD nel lettore, pregare che non partano auto-installazioni e che i driver siano già scompattati. L’alternativa è (leggendo il manuale) inserire il CD autoinstallante rigorosamente prima di collagare la periferica. Proprio tutto automatico non è…

  11. artgatt says:

    “non pretendo che scrivano driver per la mia scheda fino al 2030, ma almeno che permettano ad altri di farlo, almeno per le vecchie schede”

    In questo modo il mercato si fermerebbe. Il loro scopo non è quello di farti riutilizzare la tua vecchia scheda, ma di indurti a comprarne una nuova. Il loro guadagno sta tutto li !

  12. Tommaso says:

    Purtroppo non uso linux proprio perché non ho voglia di avere troppi problemi, già ce ne sono con windows, ma non se ne parla di stare ore ed ore a cercare di far funzionare una chiavetta usb!
    Quello che non capisco è come mai gli sviluppatori di linux, potendo fare un sistema operativo come vogliono, non lo hanno creato semplice come windows.
    Nel momento in cui linux diventerà facile da usare come windows quest’ultimo finirà di essere usato.
    Nei centri commerciali ci sono offerte di pc con windows preinstallato, sembra che nessuno faccia lo stesso con linux….

    Speriamo che le cose miglioreranno, ciao :)

  13. artgatt says:

    Bhè Tommaso, la situazione reale non è proprio come la dipingi tu. :)

  14. Tommaso says:

    Mi rendo conto di essere stato impreciso, ad ogni modo specifico che non voglio schierarmi dalla parte di windows o di linux, secondo me ognuno ha i suoi lati positivi e negativi, purtroppo quando c’è di mezzo l’economia le cose non vanno sempre come si vorrebbe…

  15. Pasquale says:

    Ciao
    Io invece sono d’accordo su Tommaso sul fatto che linux, per chi non è un esperto di pc, lo trova difficile da usare. Ho conosciuto diverse realtà lavorative nelle quali l’utente medio (per non dire l’italiano medio) sa a malapena dove si infila una chiavetta usb.
    Non bisogna credere che siamo tutti esperti. Io stesso ho dei problemi con liunx che non ho proprio il tempo (lavoro per + di 9 ore al giorno) di risolvere e per questo non riesco a sostituirlo a windows o quanto meno ad equipararlo nelle mie attività (ovviamente)

    Ciao

    PS.: Cosa bisogna fare per avviare la modalità provvisoria della Mandrake 10.0… ovviamente con la sola modalità testo i driver non mi si installano e continua a dire “voglio modalità provvisoria”!

  16. Matteo says:

    Io invece sono d’accordo su Tommaso sul fatto che linux, per chi non è un esperto di pc, lo trova difficile da usare. Ho conosciuto diverse realtà lavorative nelle quali l’utente medio (per non dire l’italiano medio) sa a malapena dove si infila una chiavetta usb.

    “Linux difficile da usare” è una leggenda metropolitana da sfatare assolutamente. Bisogna anche fare attenzione a non confondere “configurare” con “usare”. L’utente deve usare il PC, non configurarlo. Quando ci sono problemi di configurazione, sfido l’utente medio a risolverli, indipendentemente dal fatto che stia usando windows o linux. Detto questo, dalla mia esperienza posso dire che un sistema Linux ben configurato è più semplice da usare di un sistema Windows ben configurato. E anche sulle difficoltà di configurazione si potrebbe discutere per ore… :)

    PS.: Cosa bisogna fare per avviare la modalità provvisoria della Mandrake 10.0… ovviamente con la sola modalità testo i driver non mi si installano e continua a dire “voglio modalità provvisoria”!

    Non saprei, non uso Mandrake dalla versione 8, e anche quella l’ho usata poco. La “modalità provvisoria” è comunque qualcosa che appartiene al mondo Windows, quindi o è un modo strano che Mandrake usa(va) per chiamare la console oppure non so di cosa si tratti.

  17. Tommaso says:

    Quello che non capisco riguardo Linux è proprio questo: se io, programmatore, ho la possibilità di fare un sistema operativo mio, perchè non lo faccio in modo che sia anche facile da configurare?
    Io farei in modo che si possa configurare completamente grazie ad interfacce grafiche, non inventando un sistema in cui ci sono dei comandi tipo dos.
    Eventualmente, se la legge lo permette userei proprio gli stessi comandi dos.
    A proposito di questo spero che “Cls” ovvero “Clear Screen” si possa usare anche da una eventuale distrubuzione di linux. Anche il comando “CD” (se non ricordo male Change Directory”) è piuttosto intuitivo, come gli altri semplici comandi relativi alla creazione di cartelle. Tutto questo facendo presente che si dovrebbe in ogni caso minimizzare l’uso di comandi scritti.

  18. Matteo says:

    @Tommaso:

    Quello che non capisco riguardo Linux è proprio questo: se io, programmatore, ho la possibilità di fare un sistema operativo mio, perchè non lo faccio in modo che sia anche facile da configurare?

    Quali difficoltà di configurazione hai trovato (con una distribuzione moderna ed escluse le periferiche che, spesso per colpa dei produttori, sono mal supportate)? Dalla mia esperienza, installare Ubuntu è decisamente più semplice che installare Windows.

    Io farei in modo che si possa configurare completamente grazie ad interfacce grafiche, non inventando un sistema in cui ci sono dei comandi tipo dos.

    Sempre supponendo di usare una distribuzione moderna e continuando a escludere le periferiche mal supportate, cosa hai dovuto configurare dal terminale?

    Eventualmente, se la legge lo permette userei proprio gli stessi comandi dos.
    A proposito di questo spero che “Cls” ovvero “Clear Screen” si possa usare anche da una eventuale distrubuzione di linux. Anche il comando “CD” (se non ricordo male Change Directory”) è piuttosto intuitivo, come gli altri semplici comandi relativi alla creazione di cartelle.

    Se vuoi usare comandi DOS, installati MS-DOS (o equivalente). Unix (e i suoi comandi) esistono da diversi anni prima che MS-DOS fosse stato anche solo pensato. Detto questo, “cls” non funziona, perchè c’è il ben più intuitivo “clear”. Inoltre la shell Linux (bash, o altre a tua scelta) è decisamente più potente di quella ciofeca di “prompt dei comandi” a cui DOS e Windows ti hanno abituato.

    Tutto questo facendo presente che si dovrebbe in ogni caso minimizzare l’uso di comandi scritti.

    Questo lo dici tu. Io penso invece che sia bene poter scegliere quello che si preferisce, al contrario di sistemi che ti obbligano a fare le cose come vogliono loro. De gustibus…

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  21. Paolo says:

    Bella discussione. Io però sono dalla parte di Matteo e di Ubuntu… o, melgio, Kubuntu :)

    Non sono troppo esperto, ma ultimamente uso quasi solo Linux seppur in maniera non troppo avanzata. Ritengo, però, che chi impara ad usare Linux non torna più indietro… per una miriade di motivi… Ero scettico anche io riguardo la semplicità di Linux… ma con Apt per i pacchetti software, il file system decisamente più gestibile (magari non intuitivo ma ben pensato), il supporto a tutti i protoccoli web, applet e configrazioni personalizzabili all’estremo, supporto a tutti i linguaggi di programmazione in maniera pressochè nativa…
    Insomma, dopo che si ha una reale anteprima delle potenzialità dei due sistemi uno ci pensa su…

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  27. Antonello says:

    Scusa, vado un po’ OT.. hai citato ustream e mogulus (ora “livestreaming”) per il live streaming.. ne conosci altri? dobbiamo realizzare delle conferenze via web e stiamo appunto cercando una soluzione..

    tra l’altro ustream sulla ubuntu non mi funzionava…

  28. federico says:

    sono in una scuola e cerco di far usare sw libero nonostante ci sia gente che usa win “perchè il mondo va cosi” e mi sono incaxxato tante tante volte

    nonostante questo è una settimana che non riesco a configurare la rete di un ubuntu