Servizi per petizioni online, miglioramenti possibili
21 Ottobre 2007, scritto da Matteo
Quando ho deciso di aprire una petizione online sul caso “Mediaset vs Faucet”, mi sono appoggiato al servizio Firmiamo.it in quanto italiano. Siccome l’argomento della petizione riguardava principalmente cittadini di lingua italiana, ho preferito utilizzare qualcosa che fosse più semplice da capire rispetto al PetitionOnline.com.
Dopo qualche giorno, ho ricevuto però diverse proteste da utenti che, avendo letto le clausole da accettare per poter firmare la petizione, lamentavano il fatto di non voler ricevere pubblicità nella loro casella di posta elettronica. In effetti, tra le condizioni necessarie per l’accettazione della firma, la prima dice anche:
Vi autorizzo al trattamento dei miei dati per ricevere informazioni promozionali mediante posta, telefono, posta elettronica, sms, mms, effettuare analisi statistiche, sondaggi d’opinione da parte di società esterne.
Parlo di pubblicità via e-mail perchè questo è l’unico dato che è necessario inserire, tra quelli citati nella liberatoria: se però qualcuno avesse voluto inserirne altri, si troverebbe ad accettare delle condizioni discutibili. Sono consapevole del fatto che il servizio sia gratuito e che in qualche modo si deve mantenere, ma le forme di sostentamento non dovrebbero essere tali da spingere gli utenti ad andarsene, anche nell’interesse del servizio stesso. Gli annunci AdSense (e l’eventuale vendita di spazi pubblicitari sul sito) sono invece un buon modo di procedere in questo senso.
A parte le clausole, ho notato anche la mancanza di alcuni strumenti, utili per chi le petizioni le crea e gestisce. Vediamo quali:
- Manca un modo per comunicare con chiha firmato la petizione: quando un domani vorrò far sapere ai firmatari che le loro “firme” sono finite sulla scrivania di un dirigente Mediaset (è un esempio, dubito che possa succedere veramente), non saprò come fare se non pubblicando un articolo sul mio blog e sperando che venga letto da più gente possibile. Un modulo che, una volta entrato nel sistema, mi permetta di mandare un messaggio a tutti i firmatari (magari permettendo all’atto della firma, di auto-escludersi da questi messaggi) sarebbe secondo me un’ottima funzionalità.
- Non si può scaricare l’elenco dei firmatari: nel momento in cui volessi presentare in formato cartaceo le firme raccolte, dovrei arrangiarmi alla meno peggio stampando le pagine web o lavorando di copia-incolla. Un sistema che permetta ai gestori delle petizioni di scaricare un file PDF ben impaginato con l’elenco delle firme sarebbe veramente utile.
Non conosco le funzionalità di PetitionOnline in questo senso, quindi magari non sono cose nuove e avrei potuto utilizzare un servizio migliore. Qualcuno mi sa dire se ci sono altri servizi per le petizioni che forniscano qualche funzione in più? Avete qualche idea su cosa manca a questo genere di servizi? Volete insultarmi (con classe) perchè non mi sono informato bene? I commenti sono, come sempre, qua sotto.
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Francamente, pur riconoscendo l’enorme audience della rete e quindi il vastissimo numero di utenti raggiungibili (=potenziali firmatari della petizione), al momento attuale non mi sembra che le petizioni online (così come sono strutturate ora, per lo meno) abbiano una credibilità ed un valore neppure lontanamente assimilabile a quella delle petizioni classiche. Basta crearsi un po’ di e-mail e tanti nomi fittizi per simulare gli interventi di tanti utenti differenti. O c’è qualcosa che mi sfugge???
@mutuo-perche:
Non c’è nulla che ti sfugge: nelle petizioni online non si può realmente controllare che chi firma non sia sempre la stessa persona. E’ anche vero che in una petizione cartacea, ogni firmatario può aggiungere le firme di nonni/zii/cugini/conoscenti senza troppa difficoltà, ma il valore di una petizione online è, secondo me, più simbolico che legale. Sapere che ci sono TOT persone che chiedono una certa cosa dovrebbe servire al destinatario della petizione che sta facendo qualcosa di sbagliato, o perlomeno qualcosa che un certo numero di persone percepisce come sbagliato. Che poi nessuna legge obblighi nessuno a fare qualcosa a fronte di una petizione (online o cartacea che sia) è un altro discorso.
Ecco in merito alle petizioni anche io sto cercando qualcosa di serio e mi sembra di capire che quello che hai usato tu non lo è un gran che…ma in merito alle petizioni online mi chiedo se poi alla fine hanno validità.
Se uno, per lo stesso motivo fa una petizione tradizionale con la classica raccolta firme e ne porta avanti anche una online per raggiungere tutto il target in questione la credibilità delle due è la stessa?…Io credo che ancora non ci sia niente online in grado di dare un vero valore!
Io sono firmataria di alcune petizioni che sono girate online, ma non conosco se le stesse hanno raggiunto i risultati voluti oppure no. Manca anche l’informazione di ritorno per quelli che firmano!
ciao
@Roberta:
Naturalemnte, non essendoci nessun tipo di controllo sull’identità di chi firma nè sull’unicità delle firme, una petizione online di questo genere non può avere nessun valore “legale”.
Sulla mancanza di informazioni di ritorno mi trovo d’accordo con te: ne ho parlato nell’articolo, quando cito la mancanza di strumenti per comunicare con i firmatari della petizione.