Oggi pomeriggio, nell’area di servizio di Badia di Pino (Arezzo), c’è stato uno scontro fra gruppi laziali e juventini: non li chiamo tifosi, sono delinquenti. Alla fine c’è scappato il morto, ucciso da un colpo di pistola sparato per errore da un agente della Polizia Stradale e i media hanno trovato l’argomento del giorno. “Autosole: tifoso laziale ucciso da un agente” e “Agente spara, muore tifoso della Lazio “, questi i titoli sulle homepage di Repubblica e del Corriere della Sera: solo in piccolo, nei sottotitoli, si parla degli scontri avvenuti prima del fatto, ma sono dettagli. La curiosa analogia è il cambio di titolo quando si arriva agli articoli collegati, che diventano rispettivamente “Scontri tra tifosi in autogrill di Arezzo: agente spara e uccide un laziale” e “Scontro tra tifosi, muore un laziale“.
Succede, di conseguenza, che la partita fra Inter e Lazio venga sospesa e quelli che normalmente si sarebbero, nel migliore dei casi, insultati dentro lo stadio diventano amici per la pelle e raggiungono in corteo il vicino commissariato di Polizia, non trovando niente di meglio da fare che prenderlo a sassate. Sulla loro strada lasciano dei “falò” (così li chiama il Corriere, che ha una visione piuttosto romantica della cosa) e qualche poliziotto e giornalista contuso. A Bergamo, i tifosi atalantini pensano bene di attaccare la polizia fuori dallo stadio: per non essere da meno, i milanisti cercano di uscire dall’impianto per fare altrettanto, ma vengono respinti da una carica delle forze dell’ordine: partita sospesa e rinviata a data da destinarsi.
Nel frattempo, da Roma arriva un bel po’ di gente all’autogrill dove si sono verificati i primi scontri, per agevolare il lavoro di polizia e sanitari e qualche sito ultras chiude temporaneamente per lutto, lasciando messaggi di dubbio gusto: chi riesce a capire la strana “etica della curva” (che mi ricorda molto da vicino quella della mafia, nelle sue varie forme) mi faccia la cortesia di spiegarmela, perché io questa gente la prenderei solo a calci in culo. Belli forti, anche.
Se poi anche il presidente di una società di calcio fa dichiarazioni come queste (”Il messaggio che è stato trasmesso dai media, confonde i fatti rispetto a quelli realmente accaduti. Qualcuno ha parlato di scontri tra tifoserie e polizia. La verità è che c’è un morto, è che c’è stato un colpo accidentale sparato dalla polizia, ma non ci sono stati scontri tra tifosi e polizia“), siamo a posto.

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Questo è l’ennesimo effetto del garantismo che c’è qui in Italia, garantismo a mio avviso fortemente sostenuto anche se indirettamente dal governo attualmente in carica.
Mi sembra proprio che ad ogni incidente/scontro le forze di polizia vengano accusate a priori, “lapidate” dai media e che a volte, successivamente si cerchi di capire cosa sia effettivamente successo e purtroppo non vale solo per il calcio…
Ti sintetizzo qualche mia idea sul fatto:
1) il poliziotto che ha sparato non sapeva si trattasse di “tifosi”, ha visto una rissa ma era troppo lontano per capirne i motivi;
2) ha sparato, e la versione di oggi (mentre correva è partito un colpo) è già diversa dalla prima (ha sparato due colpi intimidatori in aria);
3) il calcio non c’entra ma fa comodo che sia coinvolto: un poliziotto ha evidentemente tenuto una condotta (per qualsiasi motivo, non si sa ancora) non corretta, perchè ha messo a repentaglio la vita di chiunque passasse li in quel momento utilizzando l’arma in un modo non perfetto, poichè non si tira fuori la pistola se sei a 60 metri e non sai cosa sta succedendo…
Fa comodo che si parli di tifosi perché cosi questo poliziotto avrà qualche attenuante in più… Lo stadio e tutto ciò che è legato ai tifosi gode di una certa impunità, da entrambe le parti, per quei “tifosi” violenti in primis…
4) Sono sempre contro la violenza, ma contro coloro che sfruttano la morte di un giovane per avere un pretesto e attaccare le forze dell’ordine credo sia necessario il pugno di ferro, chiamiamolo cosi.
L’irragionevole ragion di stato.
Io distinguerei i due fatti che fra loro non hanno assolutamente alcuna relazione.
Il poliziotto, secondo me, ha fatto un grave errore sparando da una notevole distanza su pochissimi ragazzi che, da quel che risulta, si stavano un po’ “azzuffando a parole” aggiungendoci solo qualche spintone. Non ho capito, ma forse non è stato neppure detto, l’età del poliziotto. Presumo che sia stato giovane ed inesperto per arrivare a fare una cosa simile, ma purtroppo… aveva una pistola in mano. I colpi sono stati due: uno in aria e uno ad altezza d’uomo.
Per quanto riguarda invece i delinquenti degli stadi (non chiamiamoli tifosi per cortesia) riporto le parole di Ivy che mi trovano perfettamente d’accordo: “contro coloro che sfruttano la morte di un giovane per avere un pretesto e attaccare le forze dell’ordine credo sia necessario il pugno di ferro, chiamiamolo cosi.”
@Ceci
inesperto di sicuro, giovane direi proprio di no visto che il nostro gunman ha 30 anni, non si può certo dire che sia di primo pelo, se me lo avessero chiesto avrei pensato ad un appena ventenne ed invece …
ciao
dat
Banale, ma “chi sbaglia deve pagare”. Ci deve essere una “normale” inchiesta su quello che ha fatto il poliziotto e dare una bella “lezione” a gente che non ha meglio da fare che andare in giro a distruggere le roba d’altri
Penso che l’omicidio del laziale non abbia nulla a che fare con il calcio, l’ errore è stato come al solito dei media che tutto fanno tranne che vera informazione. Il nostro pensiero va senza dubbio al giovane morto senza un motivo, ma permettetemi di dire che l’aggressione compiuto dagli pseudo ultras alle nostre forze dell’ ordine è stato un vero attentato terroristico alle istituzioni, non possiamo e non dobbiamo far si che passi inosservato, non si vedevano cose del genere dagli anni di piombo. E permettete ancora una parola, quando leggo 10, 100, 1000 RACITI mi viene voglia di allagare le curve di benzina e farle esplodere forse sarebbe meglio. Questi uomini che gli pseudo tifosi identificano come loro nemici non fanno altro che svolgere il loro lavoro per scarsi 1200€ al mese e non penso che valgano una vita. ritornando a quella scritta indecente non penso che se qualcuno scrivesse 10, 100, 1000 CARLO GIULIANI farebbe piacere. RIFLETTETE!!!! e non fatevi chiamare tifosi, perchè quelli veri sono coloro che incitano la squadra fino al novantesimo non chi cerca il contatto con la polizia.
mi spiace ma non concordo sul tuo articolo, sparare per sedare una rissa non si può sentire, e i fatti dopo sono il solito schifo italiano, ma le colpe del poliziotto e dei colleghi che con lui hanno mentito devono essere pagate…
Val3ri0:
Il poliziotto ha commesso un errore gravissimo, si è rovinato vita e carriera e viene crocifisso ogni santo giorno su televisioni e giornali. Quello che mi preoccupa è l’atteggiamento nei confronti del morto, che è immediatamente diventato un santo e la scusa ideale da parte di delinquenti di ogni genere per attaccare la polizia “pensando” di avere tutte le ragioni per farlo.
Nel momento in cui i grandi media descrivono la rete (YouTube, in questi giorni) come la causa di ogni male, dovrebbero iniziare a riflettere sulle conseguenze dei loro articoli e servizi su una popolazione la cui intelligenza media è, purtroppo, sempre più bassa.
guarda non dico che hai torto per carità, sui media la pensiamo in modo simile, ma il fatto di Gabriele (abitava vicino a me e lo conoscevo) è un fatto molto grave ,i fatti che ci sono stati dopo sono legati a parte del tifo e alle sopracitate strumentalizzazioni dei media, però va ribadito secondo me che i poliziotti sono cittadini e se sbagliano devono pagare, non come è successo a genaova o come rischia di succedere per i fatti di ferrara (Federico Aldrovandi).