IBM Lotus Symphony: attenzione!
14 Novembre 2007, scritto da Matteo
In questi giorni mi è capitato di leggere dell’esistenza di Lotus Symphony, suite per l’ufficio marchiata IBM che andrà a sostituire SmartSuite e gli strumenti integrati in Lotus Notes. Lo slogan “be free, work smart” e il supporto ai formati OpenDocument mi ha fatto ben sperare ma, documentandomi un po’, la speranza si è trasformata prima in delusione e poi in preoccupazione.
La delusione è nata dal fatto che il software si basa su OpenOffice 1.1, una versione ormai vecchia dell’ottima suite libera per l’ufficio: perchè non partire dalla 2.x non ci è dato saperlo, saranno le solite scelte commerciali. La preoccupazione è iniziata leggendo prima qualche messaggio sul forum di supporto e poi la licenza con cui viene distribuito il prodotto, attualmente in vesione Beta2.

Quali sono dunque gli inghippi di questo prodotto?
- Si presenta parlando di libertà, ma non ne concede poi molta. In inglese, “free” è un doppio senso abbastanza subdolo: magari intendevano pubblicizzarne solo la gratuità.
- Si basa su una vecchia versione di qualcosa che è software libero e non fornisce i sorgenti. Non sono un legale, ma mi sa di violazione della GPL. Qualcuno, sul forum, chiede dove siano i sorgenti: nessuna risposta.
- Le risposte arrivano, invece, quando un utente chiede se sia vero che può redistribuire il prodotto (in formato binario): una trionfale “YES”. OpenOffice, per la cronaca, permette le stesse cose e anche qualcuna in più.
- Definisce “IBM Lotus Symphony native format” i formati che sono nativi di OpenOffice 1.x, non suoi.
- La licenza consente la sua distribuzione solo in formato binario: nessuna delle eventuali migliorie apportate sarà quindi a vantaggio della comunità che contribuisce allo sviluppo di OpenOffice.
La mia impressione è che si tratti di un OpenOffice rimarchiato, a cui viene aggiunto il supporto per i formati proprietari di SmartSuite e l’immagine di solidità che IBM ha nei confronti della clientela aziendale: detto in altri termini, un mezzo furto ai danni di OpenOffice, senza nessun contributo. Spero di sbagliarmi.
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Openoffice non è licenziato con la GPL, ma con la LGPL. La caratteristica di questa versione attenuata della GPL è che consente di creare software complessi (combined works), che inglobano quello licenzato (Library), e distribuirli con la licenza che si vuole. Questo ad alcune condizioni: quella più importante è che la parte del programma corrispondente a quella licenziata con LGPL deve rimanere libera.
V. in particolare la sez. 4 della LGPL:
http://www.gnu.org/licenses/lgpl.html
Magari se leggi il seguente articolo:
http://www.openoffice.org/press/ibm_press_release.html
forse il furto non si realizza, visto che IBM ha portato la tecnologia Lotus e 35 tecnici allo sviluppo di OOo.
Sappiamo tutti che Symphony è una versione leggermente differente da OOo, ma in più tra le varie cose ha un apparato di assistenza che a te sembra inutile ma per le aziende è indispensabile.
Poi è ovvio che IBM non è una associazione filantropica, comunque credo che l’apporto sia sicuramente interessante per un miglioramento qualitativo della suite OOo.
Poi non mi pare che alla OpenOffice.org ci siano dei cretini che si lascino “acquistare” da IBM, forse bisognerà chiedere a loro se sono fedeli al progetto più che alla IBM.