Il telegiornale che vorrei

Negli ultimi tempi, la RAI ha fatto un bel salto in avanti per quanto riguarda l’utilizzo della rete: la creazione di un account su YouTube e l’apertura del portale Rai.tv rappresentano di fatto una novità in Italia, soprattutto in relazione alle politiche messe in atto dal più diretto concorrente, Mediaset. Niente puntate di squallidi telefilm messe in vendita a 2 euro l’una, niente diffide (per ora, e spero di non essere smentito) a quei sistemi che facilitano agli utenti la visione dei propri programmi, un’offerta in rete tutto sommato buona.

Non intendo parlare, in questo articolo, della qualità dei contenuti: quello che mi interessa è ragionare su quanto le aziende televisive, in questo caso la RAI, stiano iniziando a capire che Internet non rappresenta un concorrente ma che, una volta comprese le logiche che stanno alla base di un mezzo così diverso dalla TV, può essere utilizzata con profitto per distribuire e promuovere i propri contenuti.

Vorrei ragionare su un particolare tipo di trasmissione televisiva che, meglio di altre, si presta ad essere distribuita senza grossi sforzi via Internet: il telegiornale. Sul portale Rai.tv è possibile guardare in streaming le ultime edizioni dei telegiornali RAI e avere a disposizione anche un piccolo archivio delle puntate precedenti.

TG-Tube

I problemi, a mio avviso, sono principalmente quattro:

  • Il formato con cui il video viene distribuito: attualmente lo streaming è visualizzabile in formato Windows Media, non proprio libero e che prevede costi di licenza sia lato-server che lato-client. In realtà, dal punto di vista dell’utente, il problema è spesso aggirabile (lo vedo abbastanza tranquillamente su Linux-x86, ma se usassi l’iBook o una distribuzione a 64bit non sarebbe la stessa cosa) ma ritengo che la RAI potrebbe risparmiare ben più di qualche euro solamente cambiando il formato di distribuzione.
  • Essendo la trasmissione in streaming, non è possibile saltare da un punto all’altro della trasmissione: in questo modo, se fossi interessato solo a un servizio che si trova alla fine del telegiornale, dovrei sorbirmi mezzora di trasmissione per guardare un servizio di due minuti.
  • Come logica conseguenza dei punti precedenti, non è possibile cercare notizie per argomento essendo i telegiornali archiviati semplicemente per canale e data. Se qualcuno volesse seguire l’evoluzione di una notizia nel tempo, non può farlo se non guardando tutti i telegiornali per intero e prendendo appunti.
  • Non è possibile ri-pubblicare i servizi: sempre nell’ottica del vedere la rete come un alleato e non come un concorrente, sarebbe bello poter inserire un servizio del telegiornale in un articolo del proprio blog. Se invece guardo il TG e vedo qualcosa che mi interessa, l’unica cosa che posso fare è scriverne e rimandare il lettore al portale della Rai, magari indicandogli in quale edizione del telegiornale c’è questo servizio così interessante. Anche il lettore, non potendo saltare da un punto all’altro del video, dovrà sorbirsi tutta la trasmissione, sperando di aver trovato quella giusta.

Ho pensato a come vorrei che fosse il telegiornale in rete e ho fatto un piccolo esperimento. Grazie a Faucet, a YouTube e al buon YouTube Batch Uploader, ho registrato il TG1 di ieri sera e ho separato i servizi. Li ho caricati sul mio account YouTube e raggruppati in una playlist (con relativo player personalizzato) in modo da rendere semplice sia la pubblicazione dell’intero telegiornale che il salto da un servizio all’altro. Tutto il lavoro (esclusi lo scaricamento da Faucet e l’upload su YouTube) mi ha impegnato per meno di un’ora: non mi sembra dunque un’impresa impossibile per un’azienda che ha un sacco di dipendenti a disposizione.

Il risultato è a disposizione qua sotto. Passando con il mouse sopra il filmato, è possibile guardare a uno qualunque dei servizi o, semplicemente, “passare al prossimo” se quello che stiamo vedendo non ci interessa. Se invece non si fa nulla, i servizi verranno proposti in sequenza, come se si guardasse il TG per intero.

Se la RAI mettesse in piedi qualcosa del genere, non sarebbe un gran bel passo avanti?



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6 commenti per questo articolo

  1. 17/11/2007, 19:15gigicogo (permalink)

    Bravissimo Matteo
    Questi sono fatti, non ciccioli.

  2. 18/11/2007, 13:03dema (permalink)

    Bravo Matteo , complimenti !

  3. 18/11/2007, 23:02Marto (permalink)

    io voglio mBG che declama le notizie in abito adamitico :p

  4. 18/11/2007, 23:17Matteo (permalink)

    @Marto:

    Esiste già naked-news, e le loro conduttrici fanno decisamente più bella figura di me :)

  5. 19/11/2007, 18:35g10co (permalink)

    Sono d’accordo, anch’io la vedo così:
    http://g10co.wordpress.com/2007/10/08/il-misterioso-caso-dei-video-spariti-da-youtube/
    e temo che quei video avranno vita breve su YouTube.

    Il mio blog sarebbe più accattivante se potessi inserire i video dei “servizi inutili”. Invece mi tocca trascrivere il testo e sperare che i miei lettori abbiano visto il servizio: è difficile fare umorismo su qualcosa che i lettori potrebbero non aver visto. Dei servizi di cui mi occupo, guardacaso, non vengono pubblicati i video sul sito del TG1 (vergogna, pudore..? :) ), così è necessario andare a cercarli nel video integrale del TG. E io non posso mica vedermi tutte le edizioni di tutti i TG!

    A tal proposito ti segnalo che per saltare da un punto all’altro del video puoi fare il dump del video con mplayer e poi vederlo come vuoi. Ad esempio per il TG1 delle 13:30 di oggi:
    mplayer -dumpstream mms://media.fastweb.it/WM9/raiclick/FMVRAI04000001087808.wmv
    man mplayer per dettagli.

    Il problema, credo, non è che la RAI non possa o non abbia i mezzi per fare quello che proponi (e che anch’io auspico venga fatto). Ma che non voglia. Perchè offrire un servizio (sobbarcarsi un lavoro) dal quale non si guadagna nulla?
    Il punto chiave secondo me è la licenza. Se i video fossero rilasciati con una licenza che ne permetta la condivisione senza scopo di lucro (es: Creative Commons) il problema sarebbe risolto. Ognuno potrebbe registrarsi/scaricarsi/pubblicare i video da solo e la RAI non dovrebbe fare nulla di più.
    E’ legittimo chiedere che un servizio pubblico offra servizi adeguati. Dovremmo poter pubblicare i video RAI, che noi stessi contribuiamo a realizzare con il canone (circa il 50% degli introiti RAI).

  6. 19/11/2007, 22:39Matteo (permalink)

    g10co:

    Riguardo alla vita breve dei miei video su YouTube potresti avere ragione: la mia però voleva essere un’idea, più che un “furto”. Non sono d’accordo invece con la questione del non-guadagno di un servizio del genere: il sistema che utilizzano ora non è in grado di generare introiti, mentre una cosa in stile YouTube (se non la pubblicazione su YouTube stesso, avendo la RAI un account) potrebbe portare a qualche sviluppo anche economico, lavorando un po’ sulle pubblicità contestuali. La possibilità (futura, ma non troppo) di inserire brevi spot all’interno, dei filmati o di pubblicare annunci sulle pagine del sito RAI che ospiterebbero i video, potrebbe essere un’interessante forma di sperimentazione da parte di una grossa azienda e (forse) garantire anche qualche entrata ulteriore. Magari mi sbaglio, ma io la penso così. Tutto questo senza considerare la pubblicità indiretta e praticamente gratuita che la RAI farebbe ai propri programmi.

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  1. 17/11/2007, 19:13diggita.it (permalink)

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