E’ di pochi giorni fa la notizia dell’accordo fra il Comune di Napoli e Microsoft per la fornitura di software: circa 1 milione di euro, in tre anni, passeranno dalle casse comunali a quelle della società di Redmond, alla faccia dell’ordine del giorno del consiglio comunale, datato 13 febbraio 2007, che “impegna sindaco e giunta a presisporre le opportune azioni e proposte per accedere al fondo per il sostegno agli investimenti per l’innovazione negli enti locali, attivando la sperimentazione delle applicazioni software a codice aperto; ad utilizzare le stesse per la digitalizzazione del Comune di Napoli“.


Microsoft e il Comune di Napoli

La giunta, per mano dell’assessore Donata Rizzo (titolare della delega per le reti telematiche e, a titolo di cronaca, esponente dell’Udeur di Mastella), ha approvato all’unanimità una delibera datata 19 luglio 2007 per l’accordo con Microsoft che, oltre ai suddetti esborsi, prevede un impegno di durata pluriennale e bonus (sotto forma di software) per i dipendenti comunali: tali bonus consistono nel fatto che potranno utilizzare legalmente anche a casa gli stessi software che usano in ufficio. Forse l’assessore non sa che con il software libero questo è sempre possibile, senza che sia necessario spendere 1 milione di euro da parte dell’amministrazione comunale.

In un’intervista al giornale “Il Mattino”, la Rizzo fa anche un po’ di sano FUD. All’obiezione del giornalista, secondo cui molti cittadini utilizzano già software libero, ecco la risposta: “Ma tanti altri no. Noi abbiamo anche un portale e per questo dobbiamo tener presente che gli utenti potrebbero aver problemi con gli open source. Sarebbe una scelta d’élite“.

Non capisco se intende dire che il loro “portale” funziona solo con Internet Explorer (il che, eventualmente, sarebbe solo un suo problema) o che utilizzando software libero potrebbero esserci problemi per chi decide di non usarlo. Nella seconda ipotesi, vorrei ricordare all’assessore che normalmente è il software proprietario a creare problemi di interoperabilità e non viceversa.

Sono parole al vento, lo so…


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7 commenti per questo articolo

  1. 28/11/2007, 12:02napoleone (permalink)

    che dire! Saluti.

  2. 28/11/2007, 19:12rimba (permalink)

    vorrei poter dire che al sud stanno messi peggio …
    il fatto che l’italia sia il sud d’europa non aiuta …

  3. 28/11/2007, 19:52Bloglavoro.com (permalink)

    Finché sarà lasciata la piena libertà di decidere alle amministrazioni locali, sarà inevitabile che a Bolzano scelgano l’open source e a Napoli spendano 1 milione di euro per Winzoz. Purtroppo.
    D’altra parte è necessario cogliere anche la parte patetica della vicenda: avete visto manifestazioni e sommosse davanti al comune di Napoli? Io no. Forse a volte dovrebbero muoversi un po’ di più per far rispettare i propri diritti, visto che di soldi dei cittadini si parla…
    ciao!
    Fede

  4. 29/11/2007, 15:30diablo666 (permalink)

    Ma tanto usano i soldi dei cittadini di noi poveri lavoratori, cosa vuoi che gli freghi ;)

  5. 29/11/2007, 16:58Massimo (permalink)

    Credo che sia giunto il momento di assumere personale che abbia capacità e non conosca solo il significato della parola “baggianata”. Credo che oltre ai dipendenti incapaci la motivazione sia anche che da quell’accordo ci hanno lucrato in molti…

  6. 01/12/2007, 22:49flashmotus (permalink)

    penso proprio che massimo abbia indovinato il motivo per cui è stata fatta questa scelta. Ad esempio a me risulta che per giungere all’accordo/contratto sia stato “necessario” organizzare una missione di dirigenti del comune partenopeo presso la sede microsoft a Redmond. Forse perchè quella di milano era troppo poco distante?

  7. 07/12/2007, 00:00Paolo (permalink)

    Sarebbe utile anche pensare se solo una minima parte dei soldi speso per software proprietario fosse devoluto come donazione a chi sviluppa software open source.
    Oltre al risparmio dovuto all’assunzione di software “economico”, quest’ultimo potrebbe subire una ulteriore impennata di qualità.
    Inoltre (mi allaccio all’articolo di Maxso citato qui sotto) non vedo cosa ci sia di difficle ad imparare ad usare Ubuntu (per dire una diffusa distribuzione di Linux) o Kubuntu (che, con KDE forse è più windows-like) per uno che non ha dimistichezza ad usare il pc. Obiettivamente per un uso “normale” non cambia nulla.

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