Come diventare nostri reporter: perchè i vostri reporter lavorano gratis, vero?
15 Gennaio 2008, scritto da Matteo
“Curiosità, fiuto per le notizie, una telecamera o un videofonino. Basta questo per entrare nel progetto 120 Secondi e diventare un Reporter di strada. Gira la tua inchiesta di due minuti e potresti finire sul Tgcom e in televisione“.

Dopo aver visto la pubblicità dell’iniziativa “120 secondi” e averla ritrovata sul Tumblelog Dario Salvelli, ho letto con un po’ di calma le condizioni previste dalla liberatoria necessaria affinché i filmati inviati possano essere trasmessi nelle edizioni televisive di Tgcom: in realtà, le condizioni sono le stesse a cui bisogna acconsentire per la pubblicazione sul web.
Innanzitutto la cessione è gratuita: già il fatto che non ci chiedano loro dei soldi in cambio della remota possibilità che anche un solo fotogramma del nostro insulso filmato venga trasmesso in qualche trasmissione che sarà sicuramente di altissimo livello dovrebbe renderci felici. Figuriamoci poi avere un compenso, anche solo nel caso in cui venisse trasmesso.
Oltre che gratis, autorizziamo Mediaset a trasmettere il nostro filmato attraverso ogni tipo, modo, mezzo e sistema di utilizzazione attualmente conosciuti o che verranno inventati in futuro: immagino i promipoti di Confalonieri, mentre utilizzeranno proprio il nostro filmato come prima trasmissione della nuovissima tecnologia televisiva a razzo missile con circuiti di mille valvole. Beh, anche in quel caso saranno autorizzati a farlo.
Il nostro filmato potrà essere ri-editato prima della messa in onda: quindi potranno farmi dire, con la mia autorizzazione, che sono il figlio illegittimo di Bin Laden e nel giro di 5 minuti mi troverò la polizia a casa. Molto bene!
Naturalmente dobbiamo garantire di aver già provveduto a pagare tutte le spese relative alle persone che compaiono nel filmato o che hanno partecipato alla sua realizzazione. Se non pagano noi, perchè mai dovrebbero pagare qualcun’altro?
Se poi qualcuno avesse qualcosa da ridire, vedendo il nostro filmato in televisione? Cazzi nostri, ovviamente: è tra le condizioni che abbiamo accettato per avere l’onore di questa straordinaria possibilità, no?
E’ vietato anche inserire pubblicità di qualsiasi tipo nel filmato, Mediaset può invece farcirlo come meglio crede. Non pensavamo mica di fare i furbetti e guadagnarci qualcosa?
Se tutto questo non fosse sufficiente, i dati personali che forniamo insieme alla liberatoria potranno essere trattati con ogni possibile software, all’interno o all’esterno di società collegate al gruppo Mediaset, in Italia o all’estero. Gli stessi dati, però, potranno essere riutilizzati anche per l’eventuale partecipazione dell’interessato ad altri programmi realizzati o fatti realizzare da R.T.I. S.p.A. e dalle altre società del gruppo Mediaset. Eh beh, se posso comparire per 30 secondi a fianco di Emilio Fede a raccontare come sono riuscito a filmare un comunista proprio mentre sta mangiando un bambino, dei miei dati non me ne può fregare di meno…
Ma se invece di regalare il nostro video a questa gente l’avessimo pubblicato su uno dei mille servizi gratuiti di video sharing, non sarebbe stato meglio?
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>>Il nostro filmato potrà essere ri-editato prima della messa in onda: quindi potranno farmi dire, con la mia autorizzazione, che sono il figlio illegittimo di Bin Laden e nel giro di 5 minuti mi troverò la polizia a casa. Molto bene!
LOL! Sono dei geni!! Non solo fanno lavorare la gente gratis, ma questa deve spendere dei soldi per mandargli i filmati e firmargli anche la liberatoria per lasciarli fare cio’ che vogliono con il materiale. Bisogna ammettere che la gente in Italia nutre una certa ambizione per l’essere fatta fessa!