Legge elettorale: qualche semplice proposta
28 Gennaio 2008, scritto da Matteo
Visto che in questo periodo si parla molto di legge elettorale in termini di “modello proporzionale alla tedesca“, “modello maggioritario alla francese” e altre formule del genere, abbastanza incomprensibili per chi (me compreso) non è un addetto ai lavori, vorrei fare qualche proposta semplice per una eventuale legge elettorale. Non penso sia niente di strano, ma ad ascoltare le parole dei nostri parlamentari sembra che decidere le regole di un’elezione democratica sia un problema da premio Nobel. Io, invece, penso che le regole debbano essere semplici, in modo che votando un candidato io possa essere certo che le sue possibilità di essere eletto aumentino: non sempre, purtroppo, è così.

Ecco le mie proposte:
- Rappresentanza equamente distribuita delle regioni: l’Italia è già suddivisa in venti zone, la mia proposta è di assegnare un numero di parlamentari ad ogni regione, proporzionale al numero di votanti della regione stessa. Votanti, non “aventi diritto al voto”, perchè chi non va alle urne evidentemente non è interessato e, dal mio punto di vista, non deve avere peso nella composizione del parlamento. Esempio: alle prossime elezioni politiche si recheranno al voto 20 milioni di persone. In Friuli-Venezia Giulia saranno 500mila: gli eletti dal FVG dovranno essere 2,5% dei parlamentari (500mila su 20milioni).
- Votare persone e non liste: voglio avere la possibilità di dare un voto ad una persona, non a una lista decisa da altri. Se il candidato che vorrei che andasse in parlamento si trova ultimo nella lista di un certo partito, so già che le probabilità che venga eletto saranno pari a zero, quindi il mio voto alla lista finirebbe per non rispecchiare la mia volontà. Voto alla persona, quindi.
- Ogni candidato si deve presentare in una sola regione: non ho mai capito la logica secondo cui i candidati fossero presenti nelle liste di regioni diverse, se non per avere maggiori possibilità di essere eletti. Penso che ogni candidato debba essere presente in una sola regione: se sarà eletto buon per lui, altrimenti starà a casa.
- Elezione dei candidati con il maggior numero di preferenze: dovendo votare persone e non liste, dovrebbero essere eletti, in ogni regione, i candidati che abbiano ricevuto il maggior numero di preferenze indipendentemente dalla lista in cui sono inseriti.
- Dare peso alle schede bianche/nulle: la scheda bianca, o nulla, è un voto a tutti gli effetti e come tale dovrebbe avere un peso. In ogni regione, la percentuale di schede bianche e nulle corrisponderà ad un certo numero di posti vuoti in parlamento. Gli altri posti disponibili per quella regione verranno occupati dai candidati che avranno totalizzato più voti di preferenza. Se, ad esempio, il 30% dei votanti avrà annullato la scheda (o l’avrà lasciata bianca) in una regione che ha diritto ad eleggere 30 parlamentari, 10 posti saranno lasciati vuoti e i restanti 20 saranno assegnati ai candidati più votati.
Allora? Cosa ne pensate?
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Ringrazio il web master per la censura applicata !!
Da quando cancelli i post?
@Alessandro:
Uhm, di cosa stai parlando?
@Matteo
nel post precedente nel quale riproponevi la domanda “voto subito oppure governo di transizione”, avevo risposto , in base ad una mia convinzione, sul perchè certa gente vuole subito andare a votare.
Evidentemente ho turbato qualcuno oppure hai avuto problemi nel db server…
@Alessandro:
Propendo per la seconda ipotesi. Prima di fare polemiche, però, mandare una mail non costa niente…