Sabato a State of the Net

Venerdì non ce l’ho fatta e, tra le altre cose, mi sono perso un Quintarelli in versione Marty McFly: sabato però mi sono alzato di buon’ora e, dopo un’ottima colazione dai coniugi Londero, ho passato la giornata al Visionario.

La giornata inizia nel migliore dei modi, con l’intervento di un Gaspar Torriero ispirato: forse un po’ troppo intransigente sul finale (“non leggo i blog che contengono pubblicità” mi è sembrata più che altro una provocazione, ma non escludo al 100% che possa essere vero), ma pochi come lui sono in grado di dire tante cose intelligenti facendosi capire da tutti. Purtroppo non riesco a trovare un video dell’intervento, sarebbe interessante da rivedere e confido nel sito ufficiale, dove stanno iniziando ad organizzare il materiale raccolto durante le conferenze. Nel frattempo, si può dare un’occhiata alla sua presentazione, poco sensata al di fuori del contesto e soprattutto senza le parole di sottofondo.

La prima sessione, che dal mio punto di vista è stata la più interessante della giornata, ha visto sul palco Luca De Biase e Mario Tedeschini discutere del rapporto fra giornali e rete. In parte si è cercato di dare una risposta enterprise-oriented all’intervento di Gaspar, perchè indubbiamente un’impresa editoriale ha bisogno di un modello di business e di entrate per mantenere le sue attività e pagare i collaboratori: mi è sembrata interessante anche l’alternativa, un’informazione di mutuo soccorso in cui le persone comunicano fra di loro le cose che ritengono importanti senza vincoli legati alla raccolta pubblicitaria o agli interessi di un editore. E’ un po’ quello che succede, o dovrebbe succedere, nella blogosfera o comunque nella comunicazione mediata dalla rete Internet: non so se rappresenti “la soluzione” per un’informazione di qualità, ma sicuramente è una delle alternative possibili.

Nel resto della mattinata, dopo la giusta e necessaria pausa caffè, Antonio Sofi ha moderato un dibattito multi-linguistico fra Joshua Levy, Giuseppe Granieri e Antonella Napolitano sull’utilizzo della rete da parte della politica, con particolare attenzione sulle primarie americane. Non ho potuto fare a meno di notare che, se oltreoceano si usa molto YouTube per comunicare con gli elettori, in Italia sarei costretto a installare un plugin per Internet Explorer (Silverlight, ndr) se volessi guardare “Democratica.tv“: una bella differenza. :)

Gli interventi del pomeriggio, per i miei interessi, sono stati decisamente meno interessanti, ma durante la pausa pranzo ho avuto il piacere di conoscere alcune di quelle persone che “leggi ma non hai mai visto in faccia. A parte il buon Marco Bardus (con cui da mesi progetto di organizzare una Twitter-beer friulana che non si è mai messa in pratica) e LaLui (con cui ho scambiato anche qualche twit in sala, al mattino, tanto per non smentire la mia fama da socialmente disadattato) ho avuto modo di fare due chiacchiere con Vincenzo e Annalisa: in fondo il bello di queste conferenze è proprio il fatto di discutere senza un monitor di mezzo, oltre agli interventi veri e propri.

Non poteva mancare, nel corso della giornata, la mia famosa faccia da pirla: a parte questo, però, è andato tutto bene. :)

Faccia da pirla #1 Faccia da pirla #2

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15 Responses to Sabato a State of the Net

  1. Pingback: upnews.it

  2. dema says:

    Ma insomma è emerso lo stato della rete ?
    Malata , stazionaria o in piena salute ?

  3. Gaspar says:

    Ciao Matteo, è stato un piacere salutarti a Udine. Guarda che è vero che non leggo blog con pubblicità, perché mi sembra come se, andando a casa di un amico a fare due chiacchiere, lo trovassi con in mano un megafono che mi grida “Bomboloni panini pizze calde! Caffè Caldo! Cocacola gelati acqua minerale!”
    ;-)

  4. Matteo says:

    @Gaspar:
    Questo però lo stai leggendo, anche se immagino che tu abbia (come me, d’altronde) la stringa “http://pub.oxado.com/ad?*” in AdBlock… :)

    A parte questo, se la pubblicità è invasiva dà fastidio anche a me, se invece è qualcosa che posso saltare comodamente e passare al contenuto non mi fa nè caldo nè freddo. Non nego che, al massimo un paio di volte, mi sia capitato di trovare pubblicità veramente contestuali e di cliccarci sopra, ma è veramente raro e a quel punto è come se l’autore mi avesse dato un consiglio.

    Se poi considero il rendimento che questo genere di pubblicità ha in un blog come il mio, potrei tranquillamente toglierla e lasciare solo Linklift (che almeno rende abbastanza da pagarmi l’hosting e credo infastidisca meno di adsense e simili, alla faccia di Google che mi ha abbassato il PR per questo :D ).

  5. Matteo says:

    @dema:

    A dire il vero non l’ho ben capito, ma il fatto di non vedere ambulanze in giro mi fa ben sperare… :)

  6. Matteo says:

    @Chiavix:
    La vera fortuna è che ho sistemato la barba: se adesso sono solo brutto, fino a qualche giorno fa ero indecente…

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  8. lalui says:

    … la mia intenzione però non era immortalarti con una faccia da pirla!! Semplicemente la tua :-)

  9. Matteo says:

    @lalui:
    E’ proprio questo il problema… :)

  10. Sonia says:

    adesso ho capito perché ti sei fatto la barba……. dovrebbero esserci queste cose ogni settimana… :)

  11. Vedo questo post solo ora e, oltre ai video ufficiali sull’intervento di Gaspar, lui lo potrai vedere anche nel mio video postato qui http://ideepercordenons.tumblr.com/post/28221943 , e forse ti sembrerà di essere a tu per tu. Magari fammi sapere se ti piace (girato in puro stile StateoftheNet). Ciao.

  12. Matteo says:

    Un po’ in ritardo… :)

  13. Credo comunque che testimonianze come questa non siano soggette a scadenza, ma forse io sono di un’altra generazione abituata più a “conservare” (ma non sono un conservatore) e a rivedere o a rileggere, piuttosto che a “consumare” velocemente. :-(

  14. Matteo says:

    “In ritardo” nel senso che esiste già un video dello stesso intervento, non perchè il contenuto vada buttato in quanto vecchio. Mi sono spiegato male… :)

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