Siamo proprio sicuri che le olimpiadi a Pechino siano una buona idea?
17 marzo 2008, scritto da Matteo
Ormai mancano pochi mesi alle Olimpiadi: che la Cina non sia proprio un paese libero penso sia noto a tutti. Stridono dunque un po’, sul sito ufficiale, i richiami al cosiddetto spirito olimpico, quel senso di fratellanza fra i popoli rappresentato dai cinque cerchi voluti da Coubertin più di un secolo fa.
La mia impressione è che le Olimpiadi siano solo un pretesto, da parte della dittatura cinese, per dare al mondo un’immagine falsata del paese. Tutto, per l’occasione, dovrà essere perfetto: persone sorridenti, impianti impeccabili, organizzazione ottimale. Peccato che tutto questo sfarzo venga realizzato sulla pelle di 1 miliardo di persone, in particolare quelli che per i motivi più diversi hanno il problema di trovarsi in disaccordo con il regime.
Le notizie degli ultimi giorni, sulle uccisioni dei monaci manifestanti nell’anniversario dell’invasione del Tibet, sono solo la punta dell’iceberg rispetto a tutti coloro che sono stati cacciati dalle loro case per fare spazio agli impianti olimpici, a tutti i dissidenti che si trovano in carcere in condizioni disumane per reati di opinione, a tutti coloro che vengono quotidianamente tenuti sotto controllo dalle autorità.
- Corriere.it: “Tibet: la repressione cinese continua“
- Repubblica.it: “Tibet, strage nelle vie Lhasa“
- Unita.it: “Cento morti tra i dimostranti in Tibet“
- LaStampa.it: “Tibet, il pugno duro di Pechino“
Gli ultimi giochi olimpici disputati in una dittatura in espansione furono quelli di Berlino, nel 1936: sappiamo tutti come andò a finire pochi anni dopo. Le analogie sono inquietanti, a cominciare dall’architetto che ha progettato la Pechino olimpica, città gemella di quella Berlino progettata da suo padre.
Negli anni ‘80, si sono boicottate due edizioni delle Olimpiadi (Mosca 1980 e Los Angeles 1984), è possibile che nel 2008 nessun paese occidentale abbia il coraggio di prendere una posizione? La forza economica della Cina ha davvero tutto questo potere sui paesi che si definiscono democratici? Mi spaventa l’atteggiamento delle federazioni sportive di Belgio, Nuova Zelanda e Inghilterra, che pare faranno firmare un contratto ai loro atleti in cui si vieta di parlare o scrivere di ciò che non sia sport (con particolare riferimento ai diritti umani e alla situazione del Tibet) pena l’esclusione dalle squadre nazionali.
- Repubblica.it, 10/02/2008: “Atleti, niente politica a Pechino: contratto-capestro per gli inglesi“
- Corriere.it, 10/02/2008: “All’Olimpiade non criticate la Cina: un impegno scritto per gli atleti inglesi“
Mi piacerebbe sapere, dai nostri futuri governanti, cosa ne pensano: cos’ha intenzione di fare Veltroni, cosa dice la Sinistra che vorrebbe portare a casa nostra la salma di Stalin. Mi piacerebbe soprattutto sapere cos’ha da dire Berlusconi su un paese, questo si, comunista che il suo amico Bush ha appena riabilitato sul fronte dei diritti umani e sul fatto che la democratica Gran Bretagna metta il bavaglio ai suoi atleti.
L’ho chiesto attraverso il sistema “10 domande“, se vi sembra un argomento interessante date un voto positivo.
Approfondimenti:
- Tibet: repressione, indifferenza, commercio e Olimpiadi
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- E questi signori dovrebbero ospitare le olimpiadi?
- Diritti Umani e olimpiadi: dopo la Birmania il Tibet
- Un mantello rosso porpora sul gradino più alto del podio di Pechino
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Hai ragione Matteo. Io spero negli atleti, che vadano a rompere gli schemi imposti dalle varie nazionali di tutto il mondo. Non so, mi viene da pensare al al braccio alzato a pugno chiuso o qualche gesto che crei clamore. Io credo che alle olimpiadi gli atleti saranno costretti a dire che la cina è un paese libero, che loro stano vivendo bene e quello che vedono è tutto bello. Sper nell’intelligenza degli atleti
Ho creato un forum dove vorrei che le voci si alzassero per combattere la tirannia di sporchi mercenari…. il mio nickname è Malboro su dadanet… il mio forum… libertà per tutti, boicottiamo le olimpiadi, boicottiamo i nazisti gialli