Vittimismo e marketing
26 Marzo 2008, scritto da Matteo
Nell’ultima settimana, la (millantata?) chiusura di BlogBabel ha quasi monopolizzato le discussioni in una parte della parte abitata della rete italiana: bambinate, servizio utile e gratuito, le spiegazioni sono state le più varie. Dopo qualche giorno di riflessione, in cui mi ero ripromesso di non parlarne (la mia coerenza perde colpi), mi trovo sempre più d’accordo con l’idea di Daniel: marketing. Scrivendo queste righe faccio il gioco di chi questa strategia l’ha studiata, ma onestamente non mi interessa più di tanto.

Non si è mai parlato così tanto di BlogBabel come nell’ultima settimana, e oggi è arrivata la ciliegina sulla torta, condita da una certa dose di presunzione: un servizio del GRR che introduce la questione descrivendo un sistema che “stilava la classifica dei blog più autorevoli della rete“, ma soprattutto “dava un servizio impagabile, permettendo di seguire le discussioni“. La causa della chiusura, secondo il giornalista, sarebbe che “qualcuno avrebbe minacciato di rivolgersi agli avvocati“: peccato che le cose non stiano così, a meno di non stravolgere il significato delle parole. A poco servono, secondo me, i bei discorsi di Ludovico Magnocavallo nel resto dell’intervista: un’introduzione di questo genere vale più di un milione di parole dette dopo.
La colpa è dei facinorosi che hanno voluto distruggere un servizio “gratuito, libero e aperto“. Così è deciso, l’udienza è tolta.
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Devo ancora sentire l’intervista, c’ho provato ieri sera ma con il gprs è un’impresa, ma penso mi farò molte risata. Il brutto è che c’è pure più di qualcuno che continua a dire che hanno fatto bene visto che sono stati minacciati di cause legali…ma leggere tutti i messaggi su google.groups prima di parlare?!
Se quelli di blogbabel possedessero un minimo di dignità (ma veramente un minimo), dopo un sparata del genere non dovrebbero più riaprire. E non parlo tanto del creatore Ludo su cui ormai dubito fortemente, ma soprattutto degli altri editor (sempre che contino realmente qualcosa, visto che basta il colpo di testa di un sol uomo in una discussione animata con un paio di persone e qualche critca precedente per chiudere un servizio usato da migliaia o centinaia di migliaia di utenti).