A otto mesi di distanza dalla presentazione del progetto “pilota” nel comune di Sutrio, ST Telecomunicazioni porta la connettività senza fili anche ad Arta Terme, dopo che nei primi mesi del 2008 c’erano state le presentazioni del servizio anche a Caneva, Cercivento e Reana del Rojale.


Il progetto è analogo a quello visto ad agosto 2007, quando ho partecipato alla presentazione a Sutrio, ma ho avuto modo di capire un po’ meglio il funzionamento del servizio e farmi dunque un’idea un po’ più chiara. Dopo le presentazioni di rito e i primi interventi su obiettivi raggiunti e sviluppi futuri, si passa a questioni un po’ più tecniche: rispetto all’idea di copertura wireless che mi ero fatto a Sutrio (evidentemente sbagliata), sono emersi alcuni dettagli a cui inizialmente non avevo pensato e che si rivelano essere tutt’altro che secondari:

  • La copertura non è capillare, ma è punto-punto fra l’apparecchiatura che va installata sul tetto di casa e il “ripetitore” che copre la zona. Questo significa che non è possibile girare per il paese con il proprio portatile (o telefono cellulare) rimanendo connessi. Certo, una copertura di questo genere avrebbe richiesto ben altri sforzi e spese, ma sarebbe veramente eccezionale.
  • La connessione sarà possibile solo attraverso l’apparato fornito (in comodato d’uso) da ST: un router che si collega al ripetitore e che distribuisce la connessione alla rete casalinga. Il router ha un indirizzo pubblico e fisso, ma dal punto di vista dell’utente è completamente chiuso: questo significa che non è possibile aprire porte dall’esterno verso un nostro PC. Cose di poco conto per l’utente medio, ma è importante dirlo. Questa limitazione vale solo per gli abbonamenti destinati ai privati.
  • E’ possibile controllare lo stato e la qualità della connessione collegandosi all’antenna con un programma che, mi è sembrato di capire, funziona solo sotto Windows: questo non è certamente un bene, una normale interfaccia web sarebbe stata una scelta migliore.
  • Uno dei tecnici ST, rispondendo a una domanda dal pubblico, ha detto in modo piuttosto imbarazzato che le connessioni P2P non sono bloccate, ma che ci sono “politiche di accesso alla rete differenti per chi utilizza questo genere di software“. Un modo gentile per dire che utilizzano del traffic-shaping, ovvero “prova ad aprire eMule e vedrai la connessione crollare al livello di un modem 14.4kbps“, o qualcosa del genere.

Per quanto riguarda le prestazioni della connessione, quella destinata ai privati non ha nessun tipo di garanzia mentre per le aziende si parla di 2Mbit nominali con 64kbps garantiti: sempre per gli utenti aziendali, inoltre, vi è la possibilità di avere in comodato un router che fornisce anche un backup ISDN della linea, indubbiamente comodo in caso di guasti. Le velocità dichiarate durante la presentazione, prendendo come esempio gli utenti di Sutrio, si attestano tra 500kbps e 1,5Mbps: tutto sommato non è male, considerato che il prezzo per gli utenti domestici è intorno ai 25 euro mensili (IVA compresa).

Va detto anche che la realizzazione dell’impianto (compresa la sistemazione dell’antenna sul tetto e il suo puntamento, per quanto semplice possa essere) è a carico dell’utente: ST fornisce infatti solo l’apparato e le istruzioni per il montaggio e la configurazione. Un particolare non da poco, considerando il fatto che trattandosi di apparecchiature da montare in esterno da cui partiranno cavi che andranno a finire dentro casa è bene fare le cose a regola d’arte, rivolgendosi a un elettricista.

In definitiva, si tratta di una tipologia di collegamento molto simile all’ADSL, con la differenza non da poco della banda simmetrica e la possibilità di eliminare la linea telefonica. Resta l’incognita delle prestazioni, ma questo vale anche per la connettività sul tradizionale doppino di rame: il fatto però che il servizio sia fornito da una società presente sul territorio è indubbiamente un vantaggio.

Qualcuno ha provato questo genere di connessioni, magari proprio dalle zone interessate dalla connettività fornita da ST?


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2 commenti per questo articolo

  1. 24/04/2008, 09:24Daniel (permalink)

    Ciao Matteo, per il fatto che il collegamento sia punto-punto non ci sono alternative. La tecnologia hiperlan è così, c’è bisogno della base unit (antenna) per prendere il segnale dal “ripetitore” di zona (e per inviare i tuoi dati) e del router che termina la connessione pppoe. Quello a cui pensi tu è un progetto tipo Fon, se così si può dire, che è concettualmente e tecnologicamente diverso.
    Una cosa interessante da chiedere, e che potrebbe mettere in forte imbarazzo il tecnico di turno o il commerciale presente, è da che tipo di connettività parte il segnale: rame, fibra o piccioni? Finchè si parla di fibra è tutto ok, ma in molte zone questi signori partono da rame (il chè non è proprio un punto di forza per la banda e la qualità fornita).

  2. 25/04/2008, 09:52Matteo (permalink)

    @Daniel:
    In effetti, quella che all’inizio mi è sembrata una cazzata ha invece un suo fondamento tecnico. Il fatto di immaginarmi in giro per il paese a chiamare con skype dal cellulare, però, mi aveva esaltato. :)

    Per quanto riguarda la rete che sta “dietro” ai ripetitori, pare che sia fibra ottica, o almeno così dicono loro. :)

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  1. 24/04/2008, 08:14diggita.it (permalink)

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