L’85% dei cinesi approva la censura su Internet: siamo sicuri?

Leggo su ZeusNews che, secondo una ricerca condotta dal “Pew Internet & American Life Project“, l’85% della popolazione cinese sarebbe favorevole alla censura sulla rete Internet, o comunque a una sua gestione da parte del governo. Fra i dati di contorno, si legge dell’inaffidabilità delle informazioni trovate in rete, del tempo rubato allo studio e dei molti casi-limite che vengono forzatamente associati all’uso di Internet.

Le motivazioni di questo amore per la censura starebbero nella pessima pubblicità che i media cinesi fanno al mezzo (in Italia, da questo punto di vista, non siamo messi molto meglio).

Secondo me, però, si dimentica un aspetto importante: come sono stati realizzati i sondaggi? E’ risaputo che, in una dittatura, a fronte di elezioni apparentemente libere il governo ottenga maggioranze larghissime, fisiologicamente impensabili in una normale democrazia. Facendo un parallelo con questo sondaggio, una percentuale superiore all’80% mi puzza un po’.

Leggendo il rapporto della società americana, si vede come i numeri siano tratti dalla ricerca di un istituto cinese, la “Chinese Academy of Social Sciences”. Tra le altre cose, la ricerca cinese spiega la metodologia utilizzata per i sondaggi:

The earlier CASS surveys selected larger cities for investigation. Local residential communities for each city were randomly chosen through a Probability Proportional to Size (PPS) sampling method, based on fixed samples. In each local residential community, ten qualified households were chosen isometrically, and one family member was randomly chosen from each household to be interviewed. In recent years, due to growing security concerns among urban residents, and in particular the growing use of access control systems, it has become much more difficult to carry out door-to-door surveys in China. Therefore, taking advantage of the growth in household fixed telephone line, we decided to initiate telephone surveys for the first time in 2007.

Non è difficile immaginare come, in un paese dove esistono i reati di opinione, dare risposte che potrebbero portare in carcere (carcere cinese, non celle con TV Satellitare e bagno privato) può risultare difficile, anche se si tratta di un semplice sondaggio: ecco spiegate (o spiegabili) le sorprendenti percentuali rilevate nella ricerca.

Attenzione dunque a come si citano le fonti:secondo un istituto americano l’85% dei cinesi ama la censura” è molto diverso da “secondo una ricerca cinese l’85% dei cinesi ama la censura“. Non che gli americani siano più autorevoli, ma il senso che si può cogliere dalle due frasi è profondamente diverso, no?

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3 Responses to L’85% dei cinesi approva la censura su Internet: siamo sicuri?

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  3. Spirolone says:

    Anche se l’articolo non è recente aggiungo un commento.
    Concordo pienamente con quanto scritto a proposito della necessità di fare attenzione nell’interpretazione dei sondaggi. Purtroppo ho già notato in passato che quel sito (Zews News) spesso riporta risultati di sondaggi in modo molto superficiale e a volte proprio in modo erroneo, interpretando male i veri risultati. C’è da dire che interpretare male i risultati a volte permette di creare maggior scalpore e questo aumenta probabilmente i commenti associati alla notizia e questo giova alle visite; ho infatti sperimentato personalmente che l’amministratore non gradisce molto che si segnali cosa diceva realmente un sondaggio e arriva addirittura a far sparire i commenti in cui lo si fa, ricorrendo persino al ban dell’utente.
    So che non è l’unico sito a fare cose scorrette nei confronti degli utenti e nemmeno l’unico a dare notizie poco affidabili, ma penso che sia comunque importante tener ben presente la cosa!

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