Il nucleare in Italia: a chi credere?

In questi giorni si è sentito parlare, per l’ennesima volta, di un possibile ritorno dell’energia nucleare in Italia. Dopo il referendum del 1987, che ha sancito l’abbandono del nucleare in Italia, si è parlato spesso di un ritorno a questo genere di centrali per far fronte alla dipendenza energetica verso gli altri paesi. E’ probabile che il risultato del referendum sia stato influenzato dall’ondata di paura successiva al disastro di Cernobyl dell’anno precedente, ma l’abbandono delle centrali nucleari ha, oggi, anche motivazioni di altro tipo: il miglioramento delle tecnologie per produrre energia da fonti rinnovabili, gli studi sulla gestione delle scorie radioattive e l’effettivo bilancio energetico della produzione di energia atomica.

Centrali nucleari

Il nuovo governo ha dichiarato che, entro la fine del suo mandato, inizierà la costruzione di una centrale nucleare in Italia, quindi mi sembra il caso di parlarne. Non sono un esperto di fisica, ma quando si parla di energia nucleare si pensa ad una enorme quantità di energia prodotta da una quantità minima di combustibile, in pochissimo tempo e senza impatti ambientali immediati, una gestione semplicistica delle scorie, che andrebbero semplicemente sotterrate in un sarcofago di cemento.

Sarà che tendo a credere più agli scienziati che ai politici, ma ho deciso di informarmi un po’. Su Repubblica, circa un anno fa, è stata pubblicata una doppia intervista a Carlo Rubbia e Umberto Veronesi. Rubbia è uno dei migliori fisici viventi al mondo, ex direttore del CERN di Ginevra e dell’ENEA di Roma (poi rimosso dall’incarico dopo aver criticato il presidente del consiglio di allora, i cui edìtti non riguardavano, evidentemente, solo l’informazione), premio Nobel per la fisica nel 1984 ed esperto a livello mondiale di questioni energetiche. Veronesi, oncologo di fama internazionale, senatore della repubblica ed ex ministro della salute.

Secondo Veronesi, lo sfruttamento dell’energia nucleare “non comporta rischi per la salute e per l’ambiente” e rincara la dose: “basta con il panico da primitivi spaventati dal fuoco“. Uno di questi primitivi, però, sembra essere proprio Rubbia. Le scorie radioattive non sarebbero poi così innocue per la salute e, aggiungo io, la loro gestione sarebbe abbastanza difficoltosa in Italia, dopo l’esperienza campana anche con i rifiuti normali. Come se non bastasse, le centrali nucleari contribuiscono solo per il 6% al fabbisogno mondiale di energia, quindi l’immagine di una centrale potentissima che risolve tutti i problemi viene spazzata via dalle cifre.

C’è poco da dire, per quanto riguarda l’energia nucleare tengo in maggiore considerazione le idee di un fisico rispetto a quelle di un medico, soprattutto quando quest’ultimo rilascia dichiarazioni che sanno più di politica che di scienza. Non dimentico la sua idea che i fumi di scarico degli inceneritori (si, inceneritori e non “termovalorizzatori”) non sarebbero nocivi alla salute, figuriamoci quindi una centrale nucleare.

Rubbia ad Annozero, febbraio 2008:

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3 commenti per questo articolo

  1. 26/05/2008, 09:48Alessandro (permalink)

    Tema molto scottante quello dell’energia (un po’ come le pensioni :-) …)
    Non sono favorevole al nucleare per questo motivo: lo stoccaggio delle scorie. Anche se è “pulita” come energia, la fissione nucleare produce scorie troppo nocive e di lunghissima durata (millenni) prima che il potenziale di pericolosità si dimezzi (dimezzi no scompaia, quindi vuol dire che ci vorranno altri millenni prima che diventi inerte). Per non parlare poi del costo assurdo per allestire e mantenere una discarica di scorie radioattive: luogo sicuro da sismi, che in caso di rottura di un barile la struttura tenga le radiazioni dentro la cavità, sorveglianza a vista per evitare che rubino materiale radioattivo, controlli sullo stato di salute dei barili…. Insomma una spesa enorme.
    Ed il costo per acquistare l’uranio?? Questo non lo dicono, ma si deve acquistare materia prima (come il petrolio) per produrre energia (in Italia siamo un pelin carenti di materie prime).
    Mi chiedo perchè non portano avanti la ricerca sulla fusione invece della fissione.

    ps: una delle motivazioni che Rubbia è stato allontanato dall’ENEA era anche per questo:
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/05/nucleare-fusione-fredda.shtml?uuid=d215abee-2803-11dd-9bec-00000e25108c&DocRulesView=Libero

  2. 06/02/2010, 11:43Daniele (permalink)

    Seguo le vicende del nucleare dal tempo di Tree Mile Island e ancora non sono riuscito a farmi un’idea definitiva, pur tendendo al favorevole. Dice bene Rubbia, il problema energetico non ha una solizione univoca, ma richiede un approccio ad ampio ventaglio. Esattamente il contrario di ciò che si è fatto in Italia. No al nucleare perchè è rischioso, idem i rigassificatori (?), no a nuovi invasi idroelettrici, l’eolico ha un impatto visivo eccessivo, del carbone neanche parlarne. Ormai dipendiamo prevalentemente dal gas russo, e grazie agli accordi occulti Berlusconi Putin, lo saremo sempre di più. Questo si vero scandalo berlusconiano di cui non parla né sinistra né verdi, perchè ridurre la dipendenza russo- algerina significherebbe dare il via libera a 7/8 rigassificatori e perdere facile consenso.

  3. 06/02/2010, 12:25Deda (permalink)

    C’è un altro problema di tipo tecnologico.
    Le centrali non sono di ultima generazione, il direttore dell’ENI diceva che prima del 2018 non possono finirle, nel 2018 saranno già obsolete. Non è possibile prevedere l’andamento del mercato dell’uranio e nessuno si fionda sulle nuove alternative sperimentate (che sono anche più pulite).
    L’altro problema è il fattore sicurezza… io sono cresciuta accanto alla vecchia centrale sul Garigliano. Nella mia zona siamo tutti malati di tiroide, leucemia e i tumori non si contano. Senza contare il fatto che nascevano vitellini con due teste…. dunque… la questione non è tanto nelle scorie quando nel fatto che sono maneggiate da Italiani – Italia Paese dove la sicurezza sul lavoro è pressoché ridicola e le morti bianche non si contano.
    Dove vogliono aprire la centrale? In Sicilia? Cioè la regione dove si supera a destra, a sinistra e si va in giro senza cintura di sicurezza e, se posso dire una cosa, sono 3 settimane che non raccolgono l’immondizia!!! (e qui oggi c’è un sole che spacca il culo ai passeri, ragazzi la puzza dell’immondizia che fermenta sul marciapiede – eeeh già perché il sindaco del paese ha tolto i cassonetti – è insopportabile).

    Sapete cosa passa in questi giorni sul canale locale, il TGS? La pubblicità di una ditta tedesca che sta comperando terreni ed aprendo centrali fotovoltaiche, qui in Sicilia, e cerca operai e gente disposa a lavorarci. I tedeschi, quelli che insieme agli inglesi, hanno deciso di tenersi le centrali nucleari quando hanno visto quanto costava smantellarle!!!! Non per altro le tengono! La signora Merkel ha detto che nel giro di 6 anni, se il bilancio sana, le smantella… tanto stanno vagliando fonti alternative (riciclando l’immondizia, facendo gas con gli escrementi degli animali – hanno già diversi paesini autosufficienti) e ovviamente aprendo centrali fotovoltaiche in Sicilia! Queste ultime probabilmente creeranno energia che i tedeschi ci rivenderanno usando il NOSTRO clima! XDDD

    Il vicino di mia sorella, in Piemonte (grande regione soleggiata eh), ha il tetto fatto coi pannelli fotovoltaici… non solo è autonomo, ma quello che produce in più glielo pagano. Certo è il rimborso e gli incentivi statali è ancora là che li aspetta….

    Chist’è o Paese d’o sole… diceva la canzone. Secondo me se mettessimo pannelli su tutti i tetti al posto delle antenne televisive potremmo trovare una bella soluzioncina… è che certa gente è amica del cuore dell’ENI e non investe in pannelli!

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  1. 26/05/2008, 11:24diggita.it (permalink)

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