L’importanza di un link
11 luglio 2008, scritto da Matteo
Capita, ogni tanto, che io scriva qualcosa di utile. Non la solita guida per installare una stampante, il confronto fra le tariffe degli operatori mobili o le possibilità per guadagnare con un blog.
Qualcosa che ai più sembra irrilevante, ma che può avere ripercussioni su una bella fetta degli ADSL-dotati in Italia, anche se percepito da pochi nella sua gravità.
Succede che quel post venga citato un po’ in giro, e a quel punto mi accorgo della differenza fra chi è nato online e chi, invece, ci è arrivato quasi controvoglia.
Il link è semplice: mi piace quello che hai scritto, filmato, fotografato? Ne parlo e dico dove si trova, in modo che sia semplice da raggiungere. Semplice come un click.
Quando leggo un articolo su Repubblica.it in cui si cita un mio post e il link non è cliccabile, devastato da spazi che rendono improbabile anche il copia/incolla al 90% dei lettori, mi girano le palle.
Mi girano per i visitatori persi (perchè vedere il picco nel grafico di Google Analytics dà una certa dose di adrenalina), ma anche per altri motivi: perchè se da Punto Informatico possono arrivare 500 persone, da Repubblica.it quante potrebbero arrivarne? Migliaia, forse. E fra queste migliaia, quante persone interessanti ci saranno? Persone che avrebbero potuto aggiungere qualcosa al post, persone che magari scrivono a loro volta qualcosa di interessante, persone che avrei potuto conoscere e che probabilmente non conoscerò mai. Tutto per un semplice link. Bizzarro, no?
P.S. C’è da dire che Alessandro Longo mi ha risposto nel giro di mezzora, quando gli ho fatto notare via e-mail la cosa. Dubito comunque che l’articolo verrà in qualche modo corretto.
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ma smettila!
ciao matteo,
capisco perfettamente la tua frustrazione e sono pienamente d’accordo con quello che hai scritto.
Dal mio punto di vista la faccenda dei dns di Alice non finisce qui e sto cercando di fare qualcosa affinchè tale servizio venga bloccato (spero di poter fornire un valido contributo entro poche ore/giorni). Se gli utenti italiani di mamma Telecom accettano senza proferir parola tale servizio o non contenti utilizzano DNS per aggirare il problema ciò non può e non deve essere la soluzione.
Se Telecom la passerà liscia per questa cosa nulla le impedirà di poter applicare altri “servizi” ai propri utenti. Non vorrei essere catastrofico ma un domani ci potremo trovare con filtri per il P2P, per l’instant messaging e così via. Tutto perchè magari in Telecom pensano di “pompare” i propri servizi a discapito di altri. Tutto questo non va bene e non lo posso accettare.
Io non mollo!
@invincibile:
Mandami una mail o un sms, che devo dirti cose urgenti!
Effettivamente, da utente sfigata, posso dire che ho letto l’articolo su Repubblica, ma non ho avuto voglia di fare un copia/incolla. Se ci fosse stato il link cliccabile, l’avrei cliccato…. W la pigrizia!
Sono d’accordo con te, soprattutto perché nel post da te scritto sono linkato io
“Celebre blogger”, ahahaahahah
Mi dispiace, non è dipeso da me e non è cattiva volontà di Repubblica.it, che a volte i link li mmette… sono giorni incasinati
@alessandro longo:
Vai tranquillo, che in fondo è una questione da nulla. Però dalla redazione di un quotidiano delle dimensioni di Repubblica mi sarei aspettato qualcosa in più, tutto qua.
O.o
senza parole