Dichiarazioni per i posteri
21 agosto 2008, scritto da Matteo
Quest’uomo è il ministro per le riforme, mica l’ubriacone del paese. A sentire certe dichiarazioni non si direbbe, ma tant’è…
Speriamo che questo incontro non sia solo simbolico, che sia la volta buona per realizzare il federalismo. La devolution ce l’hanno bocciata, hanno trovato la strada per bloccarla. Mi auguro che questo non accada di nuovo, altrimenti bisognerà procedere coi mezzi più sbrigativi, quelli che il popolo conosce bene e sa usare (Corriere.it, 19/08/2008)
Forse non ricorda che la bocciatura è arrivata da un referendum, uno di quei mezzi sbrigativi che il popolo consosce bene e ha dimostrato, ogni tanto, di saper usare.
(Il dito medio) Non è un insulto ma una memoria storica. Ma l’inno nazionale non c’entrava niente. (Corriere.it, 16/08/2008)
Forse farebbe bene a preoccuparsi della sua di memoria, prima di pensare a quella storica.
(La legge elettorale per le europee) Va fatta entro il prossimo mese. Dobbiamo tener conto anche di quello che vuole il presidente della Repubblica. Vuole che partiti, formazioni politiche troppo piccole di inesistente capacità politica e organizzativa alla fine non vadano a finire in Europa. Ne terremo conto e faremo una legge adeguata (Corriere.it, 16/08/2008)
Prontamente smentito dal Quirinale.
Il ministro delle Riforme è intenzionato a reintrodurre l’Ici. “La rimettero” dice spiegando che bisogna passare da un sistema di finanza derivata, in cui è lo Stato a dare i fondi agli enti locali, a una forma di autonomia finanziaria, in cui loro stessi prendono direttamente le tasse (Corriere.it, 16/08/2008)
Chissà cosa ne pensa il suo diretto superiore, che nelle ultime due campagne elettorali ha sbandierato ai quattro venti l’idea (malsana, ma questo è un altro discorso) di abolire l’ICI (per i ricchi).
Tutte le altre cazzate sulla repubblica italiana, da cui si dissocia tranne quando si tratta di incassare lo stipendio, non serve neanche ricordarle, vero?
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Beh anche gli italiani hanno la memoria corta, tra l’altro l’ICI era davvero una tassa federale…..
Nel tuo precedente post sull’ici avevo già espresso le mie opinioni su quello che questo governo fà. Dice che l’aria e azzurra e con una bomboletta la colora di marrone… Dire e fare in politica da anni è ormai sotto i piedi. Altro che fatti, quì ci vuole prima di tutto coerenza..
Se desiderate aderire al movimento nolega-ici ed altro fatelo subito prima ch siano esauriti i posti perchè se va avanti così oltre alla reintroduzione dei dazi comunali potremmo insistere sulle mezzadrie da reintrodurre per avere ancora il benessere e lo sviluppo degli anni del boom!
Mi dichiaro apertamente nordista el alega non ha mai assolto il suo compito facendo solo una gran confusione di ruoli e doveri e diritti salvaguardando sempre i peggiori come le quote latte di opersone ch esnza vere amore per la terra e il territorio si inventavano allevatori con allevamenti fantasma e la ferrari sotto la cascina con incontributi euroèpei!!
Ciao Matteo,
premettendo che vivo in affitto, non capisco proprio perché mail l’ICI debba essere una tassa giusta. Ma perché dovrei pagare una tassa sulla prima casa (in cui vivo) come se ne avessi un reddito invece che una spesa?
Non bastano le addizionali comunali che allegramente compaiono sul mio stipendio? No, ne vogliono di più. E più ne hanno – attenzione! – più li spendono. Male.
Piuttosto sarebbe più corretto devolvere una parte dell’IVA al territorio dove viene prodotta, cosicché, ad esempio, quando vado in vacanza in Calabria parte dei soldi li spesi li rimangano.
Bisognerebbe leggere tutti “La Deriva”. La “bestia” – ovvero la politica e la pubblica amministrazione – va lasciata affamata, non continuamente sfamata. Perché alla “bestia” non è mai sazia.
@Salvio Di Maio:
Ciao Salvio,
non ho un’opinione ben precisa sul fatto che l’ICI sia una tassa giusta o ingiusta. Ho solo alcune idee sparse in proposito.
Un comune fornisce (dovrebbe fornire) dei servizi in qualche modo complementari alle abitazioni: mi vengono in mente le strade e l’illuminazione pubblica. Questi servizi hanno un costo e i proventi dell’ICI mi sembrano quelli “semanticamente” più adatti a sostenerlo.
Le tasse (a mio parere) dovrebbero essere progressive: maggiore è il reddito (o il patrimonio immobiliare, in questo caso), maggiore è l’apporto percentuale alle spese pubbliche. Non tanto per una questione di giustizia in senso lato, quanto per una questione in qualche modo di equità. In questo senso, esistono molti sgravi fiscali che vanno ad agire proprio sull’ICI e che consentono a una certa percentuale di popolazione di non pagarla per niente.
La citazione che trovi nell’articolo, però, non vuole riferirsi tanto alla correttezza o meno di una tassa come l’ICI, quanto alla totale mancanza di coerenza da parte di chi continua ad accusare l’avversario politico proprio di incoerenza e conflitti interni.
Visto che “non mi piace X” viene spesso interpretato come “mi piace l’avversario di X”, preciso che non mi piacciono nè Berlusconi nè Veltroni, per una serie di motivi che sarebbe lungo e noioso elencare.