Olimpiadi e diritti umani: gli atleti e i politici

Ormai le Olimpiadi cinesi sono finite e, presumibilmente, già subito dopo la cerimonia di chiusura è tornato tutto come prima. Non che durante i Giochi fosse cambiato qualcosa.

In questi giorni, diversi atleti italiani hanno deciso di regalare al Dalai Lama qualche loro cimelio dell’Olimpiade (la maschera di Margherita Granbassi, il body di Josafa Idem e Antonio Rossi), in segno di solidarietà. Regali che in sè potrebbero significare poco, ma che rappresentano molto più di quanto fatto dai governi europei.

In tutto il casino derivato dall’intersezione tra Olimpiadi e diritti umani in Cina, la cosa più intelligente credo l’abbia detta Josafa Idem (canoista e medaglia d’argento nel K1): “Non dimentichiamoci che quando il Dalai Lama ha girato l’Europa, è stato ricevuto da un solo capo di stato in veste ufficiale. Tutto questo perché il mondo ha degli interessi legati alla Cina: poi mandano avanti noi atleti per fare delle dichiarazioni. Noi siamo qui per fare sport“.

Avere un ministro degli esteri che se ne sta alle Maldive mentre è in corso un conflitto piuttosto pericoloso fra Russia e Georgia non aiuta a smentire le dichiarazioni della canoista, no?

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