Provenienza degli utenti: più della metà arrivano da Google, ma gli altri?
24 settembre 2008, scritto da Matteo
L’analisi dei visitatori è importante per capire i punti di forza e di debolezza di un sito. Uno degli elementi da prendere in considerazione è la provenienza degli utenti e permette di rendersi conto dell’efficacia dei sistemi che usiamo (anche) come strumenti di marketing: motori di ricerca, social network, forum, raccoglitori di notizie.
Per iniziare a capire da dove le persone arrivino su questo blog, ho preso in considerazione gli ultimi quattro mesi di statistiche con Google Analytics e ho suddiviso i domini di provenienza in tre macro-categorie: motori di ricerca, siti di provenienza, traffico diretto. Ho poi diviso queste categorie in sottogruppi, per analizzare a livello un po’ più fine i dati.
Non è un’analisi particolarmente raffinata, ma mi ha dato qualche spunto per capire dove le cose vanno bene e dove, invece, è necessario cambiare qualcoa.

Motori di ricerca
La prima cosa che noto, è che quasi il 60% degli utenti arriva dai motori di ricerca, gran parte dei quali da Google: questo significa, secondo me, un buon posizionamento. Un’analisi sommaria delle parole chiave usate per la ricerca mi fa notare anche una certa omogeneità: a parte “poste mobile” che è in leggero vantaggio, le altre sono distribuite in modo uniforme e sono tutto sommato coerenti con i contenuti del blog.
Mi preoccupa, però, la dipendenza da Google: se da un giorno all’altro dovessi sparire dai risultati di ricerca, se ne andrebbero più di 5 utenti su 10. Per un blog personale come questo non sarebbe una grande perdita: se però si trattasse, ad esempio, di un sistema di e-commerce i danni sarebbero considerevoli.
Siti di provenienza
Rispetto all’analisi fatta a fine gennaio, la percentuale di utenti che arrivano dai motori di ricerca è calata, a favore degli altri siti di provenienza, più che triplicati.
Questo significa da un lato una (leggermente) minore dipendenza da Google, dall’altro una maggiore popolarità. Utenti che arrivano da altri siti significa citazioni e link. Attenzione però a distinguere tra l’auto-promozione (servizi di Social News e Raccoglitori tematici) e i link spontanei.
Dando un’occhiata ai dati, quindi, si può vedere come un 15% del totale arrivino dall’auto-promozione mentre un altro 12% sia il risultato di link spontanei (siano essi su blog, forum, newsgroup o altri mezzi). Una percentuale comunque buona, trattandosi di un blog personale che non ha l’obiettivo di diventare punto di riferimento in qualche campo. Tra i raccoglitori tematici, nel mio caso, merita una segnalazione a parte ZioBudda.net: dedicato agli articoli su Linux e Open Source, è in grado di portare qualche centinaio di utenti in caso di articoli interessanti.
Nel mio caso, il ruolo dei social network è talmente marginale da essere solo una piccola parte di quel 10,44% di “altri siti” da cui arrivano gli utenti: un aspetto sicuramente da migliorare, mantenendo comunque un certo equilibrio fra comunicazione interpersonale e spam, spesso divisi da una linea molto sottile.
Traffico diretto
Il traffico diretto merita qualche considerazione: a prima vista si tratta di coloro che hanno digitato www.matteomoro.net nella barra degli indirizzi del browser: un 13% sarebbe dunque un signor risultato, ma la realtà è leggermente diversa e difficile da misurare.
Rientrano in questa categoria anche tutti gli utenti che non arrivano da una pagina web: sistemi di messaggistica istantanea, client di posta elettronica, Twitter se seguito non via web e cose del genere. Non essendo disponibile la pagina di provenienza, è impossibile suddividerli in base alla reale provenienza, per cui il dato va considerato molto indicativo. Si può dire, con ragionevole certezza, che il 13% degli utenti arrivano da “altre fonti”, senza azzardare cifre che non si hanno a disposizione.
Dove migliorare?
- Social Network: a partire da Facebook, che in questo periodo sta vedendo una notevole espansione in Italia anche verso persone che normalmente utilizzano poco la rete, dovrò cercare di capire come fare “marketing” sui social nwteork. La prima regola è evitare lo spam, ma dovrò iniziare a documentarmi.
- Raccoglitori tematici: a parte ZioBudda, che per gli articoli sul software libero fornisce un buon numero di utenti, sarà bene cercarne altri (in base agli argomenti di cui parlo).
- Forum e NG: compatibilmente con il (poco) tempo libero, dovrò ricominciare a partecipare attivamente a forum e newsgroup che trattano gli argomenti che mi interessano. Non solo come attività promozionale, ma anche semplicemente per discutere e tenermi informato.
Se avete qualche suggerimento o esperienza personale, i commenti sono sempre qua sotto eh!
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Ho letto con interesse il tuo articolo, visto che pur in versione autodidatta cerco di coltivare il mio piccolo pascolino.
Io distinguo gli accessi tra ‘istantanei’ e ‘coda lunga’.
Nel primo caso provengono quasi esclusivamente dal circuito di aggregatori SN (OKNotizie, kipapa, ZicZac….) nei quali mi ‘autosegnalo’, nel secondo da Google come nel tuo caso.
Giornalmente potrei dirti che la proporzione è 50/50.
Noto però (attraverso ‘live hits’ di Feedburner) che in molti casi l’user agent utilizza direttamente un browser, indicativo del probabile inserimento tra i suoi preferiti.
Ti consiglio di usare intensivamente il SocialN e commentare su pochi blog autorevoli.
Ciao
Hai ragione su Google, anche io sto pensando agli altri motori ed a soluzioni alternative come quelle che hai citato riguardo i forum. Alla fine forse il segreto è proprio quello di riuscire a far “community” se si vogliono tante visite. Ciò non vuol dire spam sui social, anzi, scrivere contenuti interessanti, ben posizionati e saper stuzzicare la curiosità e la discussione in chi ti legge. Non è facile.
se ti può essere d’aiuto io arrivo tramite collegamento diretto
digito direttamente il tuo indirizzo….
Che strana discussione!
Esiste una ragione per cui dovrei tornare su queste pagine diversa dai contenuti che vi si possono trovare? Possibile che la preoccupazione massima di un blogger debba essere quante persone visitano il proprio spazio?
Forse è il caso di segnalarVi che in queste pagine non ho trovato contenuti che mi invoglino a tornare e che per il mio tempo libero ho progetti migliori dal frequentare l’ego di chi, ai tempi moderni, se lo misura sul numero di visitatori che giungono sul proprio sito.
Matteo, senza offesa, è ora di crescere!
@Christian:
Ok, da quale categoria devo togliere un visitatore?
Io non sono un blogger “professionista”, anzi, diciamo che non sono per nulla un blogger, dico questo per non farmi rientrare tra quelli che contano il numero di visite…
) in favore di matteo…

però vorrei poter spezzare una lancia (telematica si intende
credo che in ogni blog ci siano dei contenuti, delle idee, delle emozioni che valga la pena leggere. Più o meno condivisibili ovviamente, ma non per questo devono essere screditate. Inoltre mi sembra che questo articolo abbia più una vena tecnica che egocentrica smania di apparire… spesso i contenuti non bastano, perchè bisogna riuscire a farsi conoscere per far tornare su un sito. Nel mare di informazioni e di siti che c’è gli utenti, tranne che per pochi siti a cui sono veramente “legati”, devono essere un po’ “invogliati” diciamo così
L’articolo può rappresentare uno spunto per comprendere come monitorare gli accessi al proprio sito (guardare le statistiche è semplice, analizzarle no!!!) e come fare un’analisi di social engineering o traffic engineering (vabbè questa è un pò esagerata, ma filosoficamente può essere vista anche così…)
Almeno secondo me
Ah, io arrivo direttamente da twitter, così puoi catalogarmi