Dopo tanti anni in cui sono andato avanti a forza di upgrade, nel fine settimana mi sono finalmente deciso a cambiare completamente il PC fisso di casa: il nuovo arrivato è un Wellcome Creator V756BP, acquistato dal mio spacciatore hardware di fiducia.
La prima cosa da fare, per un utente Linux come me, è piallare il sistema preinstallato per passare a Ubuntu 8.10 (la cui versione definitiva uscirà a giorni). Avendo una licenza di Windows Vista Business (di cui è possibile anche fare il downgrade a Windows XP Professional), probabilmente la installerò all’interno di una macchina virtuale, ma di questo parlerò in un altro post, un giorno.
Il primo, vero problema di una nuova installazione è la scelta del partizionamento: pensarci bene fin dall’inizio ci risparmia un sacco di problemi futuri, sia in caso di aggiornamenti che di prove che volessimo fare.
Lo schema che uso ormai abitualmente è questo:
- 20GiB: filesystem Ext3, montato su /
- 20GiB: filesystem Ext3, montato su / in alternativa al primo
- 8GiB: swap (memoria virtuale)
- resto del disco: filesystem Xfs, montato su /home
Perchè due partizioni di root? questo schema mi permette di provare agevolmente nuove distribuzioni (installandole sulla partizione root inutilizzata) o di gestire i passaggi di versione di Ubuntu senza perdere la versione precedente, che rimane utilizzabile in caso di necessità.
Per fare un esempio, nel momento in cui esce una nuova versione di Ubuntu (o comunque considero la alpha/beta abbastanza stabile) cosa faccio?
- Faccio un bel backup della mia home (giusto perchè non si sa mai).
- Installo da zero la nuova versione nella partizione root inutilizzata, che riconoscerà e inserirà nel boot loader anche quella vecchia. La partizione /home sarà sempre la stessa.
- Avvio la nuova distribuzione: il mio utente dovrebbe già avere le impostazioni corrette (visto che stanno in /home), o quasi.
Nel momento in cui mi accorgessi che la nuova versione non mi piace, o non è abbastanza stabile, o comunque per qualche motivo volessi tornare a quella vecchia, non dovrei fare altro che ripristinare il backup fatto in precedenza (salvando eventuali nuovi dati creati) e ripartire dalla vecchia partizione di root, che non è stata toccata dalla nuova installazione. Semplice, vero? Con Windows come si fa?





cavolo 8 giga di swap?
la storia dello swap grande il doppio della memoria ram è obsoleto (risale al kernel 2.4) adesso con 8 gb di swap incappi nela frammentazione della memoria virtuale con equivalente peggioramento delle prestazioni
adesso (dai primi kernel 2.6) basta 1 GB di swap
@Kenshemo:
Che fosse obsoleto lo sapevo, ma non avevo mai pensato alla frammentazione. Con un disco grande, quindi, non mi sono mai posto il problema e ho abbondato. Buono a sapersi, grazie, anche se spero di usare lo swap MOLTO raramente
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Sembrerà una domanda scema ma pensavo che la frammentazione colpisse le partizioni divise in files ma la swap non ha un file system, no? se gestita come una ram con un sistema di paginazione non dovrebbe subire la frammentazione. Cosa ne dite?
@Marco:
Dico la verità, lo pensavo anch’io. Adesso che mi è venuto il dubbio, dovrò informarmi meglio…
@Marco Antonio:
è proprio il fatto che lo swap viene gestito come memoria in più che crea frammentazione. Ma mentre la memoria ha un accesso “istantaneo” in ogni uso punto, per l’hd c’è il tempo di riposizionamento della testina e di riallineamento della traccia.
Sono curioso di leggere un tuo articolo su una macchina virtuale con Vista incorporato
A proposito bella bestia il pc, anche se la cpu montata non è proprio il massimo…
Hai mai pensato l’opzione piattaforma SPIDER di amd?
Bah, nelle guide su ubuntu danno chiari consigli per la dimensione swap:
in computer dotati di poca ram, meno di 1 GB, si consiglia di dimensionare la swap uguale o il doppio della ram; per i computer dotati più di 1 gb si consiglia la stessa dimensione di swap.
Io ho 2 GB di ram e 2 GB di swap mai utilizzata (dato che non iberno mai il notebook).
8 GB di swap sinceramente fanno ridere, anche se tu avessi 4 GB di ram nel computer. Comunque ognuno è libero di sprecare lo spazio del proprio disco come gli pare.
@Alessandro:
A dire il vero ho pensato solo a qualcosa di meglio del vecchio Athlon 2000, con un po’ di ram e un prezzo onesto. Non sono un giocatore, alla fine una macchina del genere è quasi sovradimensionata per me
@Il Recidivo:
Non sarà lo spreco dell’1,7% di spazio su disco a mandarmi in rovina. Il punto è che pensavo fosse ininfluente, mentre sembra che sia peggiorativo per le prestazioni.
Sono d’accordo con quanto detto da CDF relativamente al tempo di riposizionamento della testina e di riallineamento della traccia. Tuttavia, mi soffermerei sul punto precedente della questione:
- Quali sono le necessità (applicazioni, etc) reali dietro a 8GB di swap, se vi sono? (Mi vengono in mente Java apps..)
Ho letto rapidamente le caratteristiche dell’hardware da te utilizzato e considerato l’alto I/O della RAM, ma anche un sufficiente I/O rate/s del disco rigido, direi che potresti creare una partizione SWAP di 1-2GB max e, unicamente in caso dovesse servirti, uno swap file (che ricordo essere performante, nei kernel 2.6.x, quanto una partizione vera e propria).
In quanto alla deframmentazione, non credo (verificherò al più presto) la stessa causi i problemi descritti da Kenshemo, se non irrisori.
Un vecchio post su LWN potrebbe chiarirti le idee: http://lwn.net/Articles/83588/
Ti faccio sapere
@Gianluca:
Le applicazioni che necessitano di 8GiB di swap sono, nel mio caso, nessuna. Avendo spazio ho preferito abbondare pensando che, nel caso peggiore, non sarebbe cambiato nulla.
Vado a leggermi l’articolo, grazie.
Usare LVM no?
@Ork:
Su singolo disco non ne vedrei il senso, onestamente
LVM e RAID non è che debbano andare per forza a braccetto.
Si parlava di partizionare il disco in modo da non doverci rimettere le
mani in futuro. LVM serve anche (principalmente) a usare una parte di disco
senza doversi preoccupare nei dettagli di come utilizzare lo spazio all’interno
di quel disco.
Scusa una cosa,piu che altro un chiarimento……….:-)
Ma quando installi diciamo la versione di linux che vuoi provare,ad un certo punto ti chiederà di creare un nuovo utente,giusto? e questo non ti va a sovrascrivere la home dell’altra installazione ? cioè coma fai ad installarlo senza formattare questa partizione? e senza che ti vengano sovrascritti dei file?
Scusa se ti sembra banale come domanda ma mi piacerebbe capire come fai,così eviterei di cambiare sempre HD e risettarmi tutto il sistema,quando voglio provare una distribuzione nuova
Grazie
ciao
@Land:
Se crei un utente diverso da quello esistente non viene sovrascritto nulla, viene semplicemente creata la home per il nuovo utente. Non dovrebbe sovrascrivere nulla neanche creando un utente con lo stesso nome, ma con distribuzioni diverse e/o versioni diverse dei programmi potrebbe crearsi della confusione nei file di configurazione.
ciao Matteo.
Ma quando installi una nuova versione come indichi la seconda partizione di root?
Ovvero come si distinguono le 2 partizioni se hanno lo stesso mount point?
Buona giornata
@carlo:
Non le monto mai contemporaneamente. Adesso, ad esempio, sto usando sda1 come root, sda3 come swap e sda4 come home. Ad aprile, quando uscirà Ubuntu 9.04, la installerò su sda2 e userò sda2/sda3/sda4. All’installazione successiva di nuovo sda1/sda3/sda4 e così via. home e swap rimangono sempre quelle, root si alterna.
Per quanto riguarda il tenere /home separato, tieni sotto controllo eventuali regression che potresti portarti dietro nel caso alcuni file di configurazione in ~/.*/ non fossero più compatibili con il bump di versione di svariate applicazioni (ad esempio gtk e relativo gtkrc, o KDE e relativi ~/.kde/share/config/* ) da una release all’altra.
@Gianluca:
E’ vero, quello che faccio in realtà è anche usare due utenti diversi (alternativamente, come le partizioni di root) in modo da partire ad ogni installazione da un utente pulito in cui importare, eventualmente, dati e impostazioni da quello precedente.
@ Matteo: Allora direi che è la scelta più azzeccata! Magari in serata posto anche io quali schemi di partizionamento generalmente adotto per le mie macchine (desktop/laptop/server).
Ottimo blog comunque, aggiunto nei feed =)
@Gianluca:
Quando lo fai segnala il post, mi raccomando. Grazie
disquisizione tecnica su partizione si swap un pò prestestuosa, lo swap viene usato quando super la dimensione massima della tua memoria fisica, con prcessi che altrimenti non andrebbero;fa il fare e il non fare meglio il fare
@invincibile:
Non necessariamente: capita anche che la RAM assegnata a qualche processo venga messa nello swap a favore della cache, per velocizzare operazioni di IO.
Io sono d’accordo con ork ed avrei usato LVM.
Io creo una partizione /boot da 256MB perchè grub non è ancora in grado di funzionare con LVM.
Il resto lo assegno tutto ad LVM e ci creo di solito 3 volumi logici:
1) / da circa 5GB (se mi serve più spazio la posso espandere anche “a caldo”)
2) swap da 512MB (vale lo stesso discorso per quanto riguarda l’espansione)
3) /home molto grossa.
Creando /home ho la cura di non riempire tutto il disco, ma di tenerne una parte non allocata proporzionale alle dimensioni del disco.
Questo spazio non allocato poi lo posso usare per creare dei nuovi volumi per esperimenti, installazioni di test, oppure per espandere quelli esistenti in caso di necessità.
Anche io usavo la tecnica di Gervy nel mio vecchio PC. In questo momento col laptop non ho molta voglia di installare partizioni di prova quindi preferisco aspettare la Ubuntu stabile e poi fare l’upgrade. Se proprio devo provare qualcosa uso o una live o vmware.
Anche io uso una partizzione (relativamente piccola) / da 7 GB mentre la home e’ di 100 GB .
La swap è di 2 GB (cosa che sinceramente non gradisco molto).
I due utenti sono molto comodi per qualunque tipo di modifica la fiesystem.
Non ho capito come gestisci il boot.
Io ho una partizione di /boot separata dalle due /.
Pertanto dal menu di grub (installato su /boot) posso scegliere cosa far avviare…
Ma nella tua configurazione ti ritrovi anche due /boot…
non capisco…
LuCa
Pingback: Windows Vista: le mie prime impressioni, a quasi due anni dal rilascio - Matteo Moro
@Alessandro:
Vista dentro Virtualbox? Ecco qua:
http://www.matteomoro.net/2008/10/13/windows-vista-impressioni/
Pingback: Ubuntu e VirtualBox: configurare un bridge a cui collegare le macchine virtuali - Matteo Moro
Ottimo articolo….sto per cambiare anch’io il fisso e chiaramente installerò ubuntu…ormai uso esclusivamente ubuntu e debian, ci farò un bel pensierino a fare come te…
Bell’articolo! Sto installando Intrepid giusto ora e voglio provare questo setup (alla fine ho notato che l’update non mi soddisfa troppo).
Circa il discorso degli LVM, non mi fido troppo dal momento che potrei avere bisogno di accedere al disco in caso di emergenza da una distro che non lo supporta. Cosi’ invece resta sufficientemente compatibile e accessibile anche da un eventuale altro sistema!
Interessante il fatto della doppia partizione di root, ma dovresti anche spiegare perché usi XFS, così le persone sono invogliate a provarlo
(io utilizzo XFS su tutte le partizioni, ho abbandonato definitivamente ext3)
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Perchè il resto partizioni in xfs e non ext ??
@Claudio:
Perché XFS è decisamente più figo