Università di Udine, disservizi e regole da rispettare

Ho un buon ricordo dell’Università di Udine: durante la mia lunga e travagliata carriera universitaria non ho mai avuto grossi problemi né dal punto di vista burocratico né da quello dell’organizzazione dei corsi. Le regole erano ben chiare e rispettate quasi da tutti.

Ultimamente, però, succede sempre più spesso che mi vengano raccontate storie alle quali, vista la mia esperienza, faccio fatica a credere: aule senza sedie, obbligo di firma (a discrezione dei docenti) in corsi che non prevedono obbligo di frequenza, rifiuto da parte dei docenti di utilizzare le strutture messe a disposizione dall’università.

Chi deve ancora laurearsi, purtroppo, non va a cercarsi rogne e preferisce ignorare queste situazioni: ho quindi deciso di scrivere al rettore (Cristiana Compagno), al preside di facoltà di Scienze della Formazione (Franco Fabbro) e ad alcuni dei docenti interessati alla questione (quelli di cui sono riuscito a trovare un indirizzo e-mail) per segnalare, in modo ben circostanziato, alcuni dei disservizi che mi sono stati raccontati. A rettore e preside ho inviato la stessa segnalazione anche in forma cartacea, giusto perché non si sa mai.

Mi chiedo però se queste cose, in Italia, siano la norma. Non so a voi, ma a me queste cose mettono una gran tristezza.

AGGIORNAMENTO #1

Noto ora con piacere come il prof.Bagni abbia voluto dare la sua “versione dei fatti” nei commenti. Lo scopo del post (e della segnalazione nel suo insieme) voleva essere qualcosa di costruttivo, altrimenti avrei fatto prima a mantenermi anch’io anonimo. In altri commenti mi si chiede chi me l’abbia fatto fare (non avendo nessun interesse nè a favore nè contro l’Università di Udine e vista la mia esperienza universitaria tutto sommato positiva): questo aggiornamento prova a spiegarlo.

In una conversazione privata con il prof.Bagni gli avevo assicurato che, entro la serata, avrei provveduto ad aggiornare il post con la “sua versione”. Avendolo fatto direttamente lui, non mi resta che inserire un link al commento in questione, in cui potete leggere “l’altro punto di vista” sulla questione.

Aggiungerei qualche precisazione:

  • Il corso del prof.Bagni non rientra nella questione delle firme obbligatorie a discrezione del docente, ma in quella degli appelli non ufficiali.
  • Lo stesso discorso vale per il corso del prof.Guaran (anch’egli mi ha risposto via e-mail).
  • Come specificato nella lettera allegata al post, le firme richieste in maniera non ufficiale si riferiscono al corso di Metodologia dell’Educazione Musicale I.
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35 Responses to Università di Udine, disservizi e regole da rispettare

  1. carlo says:

    Bravo Matteo.
    Magari colgo l’occasione pure io e scrivo a Lino: chiedendogli se si fa ancora fare le ricerche x la nipotina e catalogare miLLioni di CD/DVD delle MSDN dai sistemisti di turno :)
    Buona giornata

  2. Matteo says:

    @Carlo:
    Ahahah, le ricerche della nipotina :) Me n’ero dimenticato!

  3. Daniel says:

    Grande Matteo! Ora sai che devi aggiornare il C.V. vero? Non hai più una laurea :P

  4. Matteo says:

    @Daniel:
    Spero che non lo scoprano al lavoro, non vorrei passare da apprendista a zerbino… :)

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  7. Marco says:

    Benfatta! Hey, ma chi sono quei due tizi su una BMW nera fuori casa tua col passamontagna? Non mi sembra siano solo due membri della community FON…

  8. Oh, finalmente sono tornate le GRANDI INCHIESTE di matteomoro.net al posto delle ultime news sulle cazzate 2.0.
    Queste sono le cose che fa piacere leggere!

  9. Matteo says:

    @Gervystar:
    in effetti stavo perdendo la vena del giornalista d’assalto. Vedremo, anche se onestamente ne dubito, se qualcuno si degnerà di rispondere…

  10. Alessandro says:

    Posso mettere che anche a TWM succedeva così per certi corsi?

  11. Riccardo says:

    :D Lodo l’intento, ma che te ne viene scusa? Tu l’università l’hai finita no?

    Cmq bravo, ciao

  12. Matteo says:

    @Riccardo:
    Non me ne viene niente, ma la disorganizzazione mi infastidisce

  13. Gentili Signori,
    visto che sono uno dei “cattivi” chiamati in causa, eccomi qua. Sono il titolare di Istituzioni di Matematica I a Scienze della Formazione, Università di Udine (e di altri sei esami). Non entro nel merito delle valutazioni del Dott. Moro sull’organizzazione universitaria (io peraltro uso sempre la videoconferenza e nessuno ha mai dovuto rinunciare a seguire una mia lezione). Ma vengo personalmente citato sulla base di una grave inesattezza riguardante un corso da me tenuto che sono obbligato a rettificare.
    È assolutamente falso che la possibilità di sostenere le prove parziali dell’esame di Istituzioni di matematica I sia riservata ai frequentanti, tant’è che il docente (il sottoscritto) non ha mai richiesto firme di frequenza. Gli studenti che sostengono l’esame con le prove parziali (l’anno scorso 148 con esito positivo) sono ben di più di quelli che frequentano (mediamente 90–100). Se la matematica non è un’opinione, una cinquantina di studenti hanno potuto sostenere l’esame di Istituzioni di Matematica I senza frequentare. Il fatto poi che l’esame sostenuto con le prove parziali sia più facile di quello “tutto insieme” è una valutazione soggettiva; comunque gli studenti possono scegliere liberamente, in quanto tutti i materiali dei miei corsi, preparati e aggiornati quasi quotidianamente (e, credetemi, non è un servizio da poco), sono in rete in formato PDF al sito http://www.syllogismos.it – a volte metto perfino le schermate delle lezioni “chiave”.
    Tutti gli episodi genericamente citati dal Dott. Moro non sono riferibili a corsi da me tenuti: mai, ad esempio, è stato impedito ad uno studente di sostenere una mia prova d’esame alla quale si sia presentato, né per mancanza di spazio in aula né per altro motivo.
    La lettera del Dott. Moro, inviata a Presidenza e Rettorato e pubblicata in rete, costituisce dunque una presa di posizione grave e del tutto falsa con riferimento a me e all’esame del quale sono titolare: da essa non si evince a quali corsi si riferiscano le varie accuse mosse, mentre la più elementare correttezza (quel “rispetto delle regole” tanto invocato!) imporrebbe invece che un’accusa a qualcuno di qualcosa sia sempre motivata chiaramente e indirizzata senza genericità. Altrimenti si “spara nel mucchio”, e questo è davvero inaccettabile.
    Con i migliori saluti a tutti i lettori da un vecchio matematico (ormai cinquantenne) ancora appassionato, nonostante tutto, del suo lavoro di insegnante.
    Giorgio T. Bagni
    bagni@dimi.uniud.it

  14. Nell’aggiornamento n. 1 il Dott. Moro afferma che il mio corso si avvarrebbe di “appelli non ufficiali”. Ancora una volta, purtroppo, quanto sostiene è falso. Le prove parziali (si chiamino “compitini”, “preappelli” o come si vuole) hanno un’esistenza del tutto ufficiale nell’Università, tant’è che il Regolamento di Facoltà prevede che in caso di presenza di prove parziali il calendario degli appelli abbia una struttura particolare. I risultati di tutte le mie prove parziali vengono esposti all’albo ufficiale della sede dei corsi della Facoltà (Udine, via Margreth). Più ufficiale di così! A tutt’ora non capisco di che cosa il Dott. Moro si lamenti.
    Ancora una precisazione: questa non è “la mia versione”, come il Dott. Moro scrive lasciando intendere che ci sono… delle opinioni in contrasto. Non ho portato alcuna opinione (ce l’ho e la tengo per me), ma dei fatti rigorosamente verificabili: numero di frequentanti, numero di esami sostenuti con i compitini e risultati affissi all’albo.
    Il Dott. Moro concludeva il suo primo intervento dicendo che a lui “queste cose mettono tristezza”. A me invece mette tristezza che ci sia chi accusa gli altri sulla base di chiacchiere senza verificarne il fondamento. Sarebbe bastato che il Dott. Moro mi avesse telefonato o mandato un messaggio e-mail (io rispondo sempre): gli avrei fornito tutti i dati e lui avrebbe evitato una brutta figura.
    Giorgio T. Bagni

  15. Matteo says:

    La mia esperienza universitaria mi ha insegnato che gli appelli ufficiali sono (erano) quelli presenti su Sindy (Sistema Informativo per la Didattica, all’Università di Udine). Se le cose, nel frattempo, sono cambiate o se le informazioni che ho avuto sono errate, può ben vedere che non mi faccio problemi nel rettificare, evitando (in corner) le brutte figure.

    “La sua versione” non era virgolettato a caso, così come “l’altro punto di vista”. Come ulteriore rettifica, direi di sostituire “queste” con “alcune”, fra le cose che mi mettono tristezza.

    Ho però una riflessione da fare: se vedo (o credo di aver visto, o mi raccontano di aver visto) qualcosa che mi sembra al di fuori delle regole, mi sembra corretto segnalarlo sia ai diretti interessati che ai responsabili del settore. Se questo viene visto come un’accusa diretta alla persona anzichè alla situazione (giusta o sbagliata che sia), a mio parere si commette un errore di fondo.

    Naturalmente, come tutto quello che c’è scritto su questo blog (che non è un “prodotto editoriale”, anche se la pericolosa legge 62/2001 sembra dire il contrario), anche questo è una mia opinione. Condivisibile o meno.

  16. Studentessa Temeraria says:

    Sono una studentessa iscritta al primo anno di Scienze della Formazione Primaria a Udine e sto frequentando le lezioni. Sono quindi una testimone diretta del funzionamento e dell’organizzazione di un certo numero di corsi – ovviamente solo di quelli che mi riguardano direttamente – e mi fa piacere poter riportare qui la “mia versione”.
    I problemi di sovraffollamento delle aule esistono, e sono acuiti dal fatto che gli studenti, nelle aule in cui si svolgono i corsi del primo anno, siedono in lunghi banchi con sedili fissi e non possono trasportare in aula sedie aggiuntive, per questioni di sicurezza; il sistema di videoconferenza non funziona sempre ed è, quindi, difficile seguire le lezioni quando il numero di presenze è elevato (cioè molto spesso).
    Nessun docente ha mai chiesto e raccolto firme nei corsi che non prevedono l’obbligo di frequenza.
    Ed ora un parere personale sulla questione della pretesa “facilità” dei pre-appelli per chi segue le lezioni, rispetto alle prove per i non frequentanti. Di esami, in vita mia, ne ho fatti davvero molti, in vari ordini di scuola, da interna e anche da privatista, e so che chi si presenta come “esterno” teme sempre di venir penalizzato, sospettando disparità di trattamento. In realtà, un esame sostenuto da frequentanti non è più facile per il contenuto, ma proprio grazie alla frequenza, che consente una preparazione basata esattamente sul programma svolto dal docente e grazie alla conseguente, precisa conoscenza delle sue aspettative. Chi si presenta da non frequentante ha per forza di cose una preparazione più “generica” (non intendo dire più superficiale!), e ogni docente che si rispetti lo esaminerà quindi in modo consono, più generale. La differenza – e la difficoltà maggiore, condita da insicurezze psicologiche – sta proprio in questo.
    Per finire, un’attestazione di stima per quasi tutti i docenti, e in particolare per i due professori citati nella lettera dei quali sto seguendo i corsi: il professor Guaran e il professor Bagni (il corso di Metodologia dell’Educazione Musicale non fa parte del primo anno).

  17. studentessa universitaria says:

    Salve,
    sono una studentessa iscritta all’ultimo anno di Scienze della Formazione di Udine..io mi chiedo innanzitutto come si possano muovere certe accuse dal momento in cui tu, Matteo,non hai mai frequentato la facoltà anzi ne sei stato ben lontano frequentando i Rizzi! mi pare che siano state mosse accuse troppo gravi per essere solo cose riportate per “sentito dire”. Alla studentessa che ha mosso queste accuse evidentemente stanno bene quelle che lei definisce “preappelli, compitini ecc”anche perchè se le cose fossero vere,che paura avrebbe di dire il suo nome almeno ??non vengono mossi detective..anzi,la gente ha ben altre cose da fare nella sua vita!
    Semmai son da muovere ben altre accuse all’università,come per es, che i corsi si sono ridotti a 25ore da 30 che erano fin l anno scorso comportando un taglio vigoroso ai programmi, considerando che le tasse universitarie sono aumentate…e come mai,invece, si moltipilcano i “bidelli”che alla fine stanno semplicemente sul computer e di li non si schiodano ed ancora rispondono male o sbuffando quando si chiedono loro informazioni. Il diritto allo studio e ad una buona informazione vanno richiesti non stupidaggini di persone che evidentemente hanno la coda di paglia e si nascondono dietro persone già fuori e che quindi non vivono quello che viviamo noi ora..
    Il motivo del mio anonimato non vuol dire nascondersi ma bensi dar il giusto peso alle mie parole che sono la cosa che ritengo più importante.

  18. Marta DT, 4 anno della facoltà "in disservizio" says:

    Ciao a tutti,
    voglio rendere pubblica la mia idea sulla lettera citata nell’articolo e sulla versione reale di come stanno le cose.
    Io sono iscritta al 4 anno di scienze della formazione primaria; ho seguito quasi tutti i corsi da frequentante tranne due corsi (pediatria e igiene del secondo anno) da non frequentante per motivi di salute.
    Ciò che ho letto di tutto quello che è stato scritto mi pare a dir poco sconcertante.
    Innanzitutto ho trovato il fatto di rendere anonima la lettera un gran gesto di “paraculismo” (se posso osare il termine), in quanto chi si lamenta di fatti presumibilmente reali, dovrebbe sempre avere il coraggio di identificarsi.
    Altra cosa che mi ha allibita, è stata la presunzione di poter scrivere di una facoltà, di corsi, di professori e studenti che lei Dott. Moro, non ha mai visto o conosciuto.
    Il fatto di scrivere “per sentito dire” è una presunzione bella tosta, in primis perchè produce quasi sempre falsità sugli argomenti trattati e in secondo luogo, perchè coinvolge persone che non c’entrano assolutamente nulla e situazioni che non sono mai esistite.
    Non voglio mentire sul fatto che alcuni professori di facoltà prendano le firme dei frequentanti di un corso, ma questo è stato fatto sempre sotto previa richiesta agli studenti e con lo scopo di CAPIRE QUALI FOSSERO I FREQUENTANTI PER LO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’ PRATICHE UTILI AD UNA PARTE DEL CORSO. Ovviamente un non frequentante di Educazione Musicale come può svolgere le attività pratiche se non può frequentare? In questo caso la presa delle firme è stata fatta in soli due corsi e per i non frequentanti è SEMPRE STATA PREPARATA UNA PARTE DI PROGRAMMA SOSTITUTIVA CHE RISPONDESSE ALLE LORO ESIGENZE.
    Ci tengo anche a precisare che i non frequentanti CAMBIANO IL LORO PERCORSO SOLAMENTE QUANDO NON POSSONO USUFRUIRE DI MATERIALI RIGUARDANTI ATTIVITA’ PRATICHE O SVOLTE IN CLASSE. Del resto, sarebbe assurdo proporre ad un non frequentante un programma creato in classe e che non capirebbe perchè non lo ha seguito e non ha partecipato.
    Altri professori che raccolgono firme lo fanno SOLAMENTE A LIVELLO STATISTICO E CON IL CONSENSO DELL’UNIVERSITA’, ma è capitato in un solo caso.
    Ci tengo in oltre a precisare che MAI UN PROFESSORE HA NEGATO L’ESAME AD UNO STUDENTE! E’ una cosa innammissibile e assolutamente falsa. L’unica cosa che potrei “criticare” degli esami è il rispetto degli orari che a volte non viene rispettato.
    A proposito della negazione degli esami e del sovraffollamento delle aule le faccio un esempio.
    Il 19 luglio 2007 ho sostenuto l’esame di Storia delle Istituzioni scolastiche; eravamo più di 80 e visto che non stavam in un aula SIAMO STATI SUDDIVISI IN DUE AULE E CONTROLLATI DA PROFESSORE E ASSISTENTE.
    Torniamo al discorso del sovraffolamento delle aule. A me non è mai capitato di trovare aule affollate nemmeno al 1 anno, in quanto frequentavo le lezioni nel polo infermieristico di Viale Ungheria e l’aula era abbastanza grande per tutti.
    Oltre a ciò, non mi è mai capitato di DOVERMI SEDERE PER TERRA (???) PER ASSISTERE AD UNA LEZIONE!!
    E le lezioni di Educazione Musicale I e II sono state tenute sempre tenendo conto degli spazi e senza “scenate per l’affollamento”, ottenendo sempre ottimi risultati.
    (Se le dico che nella stessa aula che viene giudicata “troppo piccola” facevamo le corse, i salti e gli esercizi teatrali durante la lezione di Attività motorie ed Espressive??)
    Altra precisazione (ma quante ne sarebbero da fare!): non è vero che i frequentanti sono agevolati rispetto ai frequentanti perchè fanno le “provette”….Innanzitutto confermo ciò che ha detto il prof. Bagni sul fatto che le prove parziali vengano affisse in bacheca e ufficializzate; inoltre ci tengo a precisare che le facoltà non hanno tutte lo stesso tipo di organizzazione e che il sitema Sindy è diverso dall’organizzazione interna di facoltà.
    Inoltre, non è vero che i frequentanti passano gli esami “perchè hanno frequentato”… Il messaggio che passa da quella lettera è “lo scopo del frequentare le lezioni è quello di fare l’esame facile”… Ma scherziamo? Lo scopo di frequentare le lezioni è quello di capire meglio ciò che una materia presenta e se uno studente non può o non ritiene di frequentare è libero di farlo (esclusi i laboratori obbligatori), non viene “scorticato vivo” dall’insegnante e nemmeno discriminato.
    Penultima cosa… Al posto di criticare e lamentarsi di cose mai viste (dal momento che, matematicamente parlando, OGNI TEORIA DEVE ESSERE VERIFICATA E PROVATA!), provate a parlare (magari anche più civilmente) di problematiche REALI interne alla facoltà, ma GUARDANDO VOI STESSI CON I VOSTRI OCCHI ciò che succede realmente alla nostra università.
    Ultima cosa, una piccola postilla alla portineria: mi scusi, Dott Moro, ma forse lei non sa che la portineria non è tenuta a rispondere di queste problematiche, anche perchè non sa niente, ma davvero niente, di come sia la situazione all’interno della facoltà.
    Io ringrazio per l’ascolto e colgo l’occasione per dimostrare il mio sostegno ai professori citati che non hanno nessuna colpa e SVOLGONO EGREGIAMENTE IL LORO LAVORO CON PASSIONE E FACENDO (A VOLTE) ANCHE PIU’ DI CIO’ CHE DOVREBBERO FARE.
    E questo non lo dico per “lecchinaggio” ma perchè ho seguito tutti i corsi citati (in particola modo quelli del prof Bagni) e non ho mai visto situazioni simili a quelle descritte nella lettera.

  19. Anonimo says:

    ciao..sono anch’io una studentessa di Scienze della Formazione Primaria dell’Univ. di Udine..
    leggo il blog..
    e sono sinceramente dispiaciuta per le accuse che riguardano il prof. G.T.Bagni..ho seguito già alcuni corsi tenuti da lui e posso assicurarvi che è SEMPRE stato corretto con noi studenti, puntuale a lezione(cosa veramente da pochi!!) e disponibilissimo…
    e non mi è neanche mai capitato di assistere a scene nelle quali, per mancanza di spazio/sedie, veniva negata a qualcuno la possibilità di sostenere l’esame..
    non posso però negare il fatto che ci siano dei professori che raccolgono firme in corsi dove non è previsto l’obbligo di frequenza…
    Mi è successo invece di dover seguire una lezione in piedi per mancanza di sedie. Certo, potevo andare a prendere le sedie in un altra aula..ma non ho potuto farlo perchè sono stata fermata dal portinaio che mi ha detto che “per motivi i sicurezza non è possibile aggiungere sedie nelle aule”..così ho dovuto riportare la sedia esattamente dove l’avevo presa e seguire la lezione IN PIEDI..
    Altro problema:perchè nel terzo e nel quarto anno le lezioni si accavallano???è possibile che in un ora ci ritroviamo a dover seguire contemporaneamente due o addirittura tre corsi????? non dovremmo avere il diritto di seguire tutte le lezioni??
    è logico che se seguo un corso non posso seguire l’altro!!!!

  20. Elisabetta del IV anno (il cognome non serve, avete capito chi sono...) says:

    come studentessa lavoratrice ritengo di dover dire la mia in questo scempio a controbattere alla maggior parte delle infamie proposte!
    io come studentessa lavoratrice posso, e spesso mi costringo per una questione di tempo materiale, a seguire solo una parte dei corsi per dedicare le poche ore libere allo studio. e guarda un po’! sono perfettamente in regola con gli esami! Tanto da considerare questo quarto anno come un periodo relativamente facile. e se sono arrivata a questo devo ringraziare i famigerati pre-appelli che mi hanno consentito di smaltire e diluire meglio gli esami nel tempo ( lo scorso semestre ho dato 11 esami! e la relazione di tirocinio!) . il pre-appello è una possibilità che viene fornita a noi studenti, non un’occasione di discriminazione. la nostra facoltà ci porterà in futuro a lavorare molto sul lato pratico e quindi apprezzo l’intento dei docenti di rendere il più possibile verosimile alle fasi di progettazione scolastica le nostre lezioni. d’altronde è questo quello che noi andremo a fare in futuro! (anche se persone come quelle che le hanno chiesto di rivolgere questo reclamo sarebbe meglio che prima ci riflettessero un po’ su!) ovviamente, se questo da un lato ci agevola per il futuro, da un altro non può prevedere che tutti siano in grado di parteciparvi appunto per la non frequenza obbligatoria. è solo una possibilità che ci viene fornita! sta a noi vedere se possiamo o vogliamo sfruttare le occasioni! D’altro canto nessun professore di scienze della formazione si è mai rifiutato di proporre a chiunque ne richiedesse la necessità ( frequentanti e non) approfondimenti teorici o pratici dai quali trarre spunto.
    vorrei inoltre sottolineare quanto la visione di una persona ai primi anni possa essere limitata. infatti, i corsi dei primi due anni sono molto generici(non tutti ovviamente… altrimenti che noia!) e tendono a fornire una preparazione di base, ciò che poi costituirà le fondamenta per una trattazione più ampia e specifica negli anni a seguire.
    inoltre, l’opera di diffamazione fatta ai corsi elencati è stata oltremodo offensiva e poco giustificata, radicandosi infatti in ben poche certezze ma prediligendo pettegolezzi.
    il prof Bagni mi ha accolta senza problemi alle provette di istituzioni I al primo anno benchè non avessi frequentato (io arrivavo da un’altrà facoltà). si è sempre dimostrato disponibile per fornire materiali, esemplificazioni, spiegazioni straordinarie (in presenza o via mail) a chiunque richidesse il suo aiuto.
    Va inoltre sottolineato che il docente di musica 1 e 2 non è più quello degli anni passati, ma è stato sostituito quest’anno. quindi le accuse sono ricadute in modo offensivo sulla persona sbagliata. i percorsi svolti in aula dal prof Francescato erano decisamente pratici e illustravano strumentazioni possibili da utilizzare in qualsiasi contesto scolastico che purtroppo non si trovano in modo organico su un testo unitario… per fortuna che esistono persone che ci mostrano cosa fare realmente in una sezione della scuola dell’infanzia o in una classe della primaria impedendoci di fare danni o scena muta!!!
    probabilmente sarebbe meglio che si lasciassero le critiche costruttive a chi conosce ciò di cui sta parlando e ne fa parte in modo tale da poterne capire limiti e possibilità!

  21. Anto M says:

    Ciao a tutti,
    anch’io sono una studentessa al quarto anno, ho voluto verificare di persona quello che era scritto sulla lettera prima di esprimermi e dare giudizi…ci sono alcune cose che mi hanno particolarmente colpito e partirei proprio citanto alcune tue frasi per farti capire che forse ti sei sbagliato!
    1) “Ultimamente mi VENGONO RACCONTATE sempre più spesso situazioni alle quali faccio ) fatica a credere..”: saprai meglio di me (visto che sei già laureato..) che molto spesso ciò che si sente non è esattamete corrispondente alla realtà ed è sempre meglio verificare personalmente se quello che ci è stato detto è effetivamente vero!
    2) “Ho deciso di scriverle x segnalarle alcuni disservizi relativi alla facoltà di Scienze della Formazione Primaria..”: io mi chiedo, con tutto il rispetto…ma tu ci sei mai entrato in questa facoltà????hai mai seguito una lezione???assistito ad un esame di Scienze della Formazione Primaria?
    3) “..segnalati da una studentessa che rimane anonima perchè deve conseguire la laurea..”: ma che razza di persona è? e soprattutto…tu hai una tua testa o sei un robot?? se questa persona è fermamente convinta che qualcosa non va e che c’è un problema deve essere LEI E SOLO LEI ad occuparsene perchè è troppo comodo nascondersi! Le persone che ci aiutano ad intraprendere il nostro percorso sono persone mature e credo, anzi sono sicura, che se sbagliano sono disposti a riconoscerlo…ricordati che si impara sempre! anche se loro sono insegnanti sono perfettamente consapevoli di poter imparare e crescere grazie e con i loro studenti.
    Su questo punto porterei una mia esperienza personale (che potrebbe essere utile alla diretta interessata): quest’estate ho fatto un esame che non avrei dovuto dare in quanto, secondo il professore, la relazione non rispondeva alla consegna che lui aveva dato. Io però ero fermamente convinta del contrario e mi sono presentata all’esame sostenendo la mia tesi e portando la mia visione (COMPLETAMENTE OPPOSTA ALLA SUA) e ti posso garantire che il professore non mi ha ne sbattuto fuori ne bocciata anzi… ha ascoltato, ci siamo confrontati e alla fine mi ha fatto passare l’esame con un voto più che rispettabile!
    4)”ho pubblicato questa mia segnalazione sul blog..”: scusa, ma se questa cosa ti stava così a cuore perchè non ti sei rivolto hai diretti interessati (solo a loro..) e non al mondo intero…è troppo facile parlare e agire per vie indirette, non c’è bisogno di cercare il consenso degli altri per sostenere le proprie idee…esiste la libertà di opinione e non serve che altri la condividano!
    5) ” Molti corsi non hanno l’obbligo di frequenza ma su richiesta dei docenti viene fatto firmare un foglio…ai frequentanti viene riservato un preappello di gran lunga più facile rispetto agli appelli ordinari”: molti insegnanti prendono le frequenze anche se il corso non è obbligatorio…sì è vero, per svariati motivi che ti hanno già spiegato altre mie compagne ma è assolutamente falso che i preappelli vengono riservati solo ed esclusivamente ai frequentanti, se tu avessi accompagnato la ragazza ad uno di questi ti saresti accorto che il numero di persone era “enorme” mentre a lezione le aule sono quasi vuote (o comunque ha più o meno la metà delle studentesse). Inoltre il preappello non è sinonimo di facile e sicuramente superato, è invece un’opportunità che i professori danno agli studenti per venirci incontro e che non sono obbligati a fare, viene stabilito in classe e chiunque con un minimo di contatti può avere la possibilità di sapere il giorno: questo è un altro consiglio alla diretta interessata…chiedi alle ragazze che frequentano un numero di riferimento, non credo che te lo negheranno o per lo meno io non l’ho mai fatto con le persone che me lo hanno chiesto…!
    Ultima cosa sui preappelli: io seguo da 4 anni la maggior parte dei corsi e questo comporta sacrifici e rinunce perchè come la diretta interessata saprà gli orari non sono così leggeri, ma lo faccio volentieri (perchè ci credo, perchè mi piace e perchè in quel periodo non lavoro).
    Frequentare i corsi ti permette di crescere ed approfondire determinati argomenti e non è che gli esami sono più semplici…semplicemente le parole scritte su un libro sono “filtrate dai professori” che sanno trasmettere la loro passione per la materia e che ti lasciano quel qualcosa in più che il libro non dà…e l’esame è più facile…tutto quello che ci piace risulta essere più facile! Io ho dato esami anche da non frequentante e, purtroppo i risultati non sono stati sempre gratificanti…seguire aiuta molto!
    Il discorso sulle ingiustizie e discriminazioni, va da sè…non sta in piedi! L’università non è una passaggiata impegna quanto un lavoro, purtroppo se uno prende la decisione di lavorare e studiare contemporaneamente deve essere consapevole della scelta e sapere che non sarà facile!
    Il resto lo hanno già espresso altre colleghe per cui ti invito a riflettere, almeno per le prossime volte prima di parlare!

  22. molto ORGOGLIOSA del I anno says:

    Frequento il primo anno di Scienze della Formazione Primaria e provengo da un’altra facoltà; desidero rivolgermi non al gestore del blog ma alla STUDENTESSA che l’ha condotto alle (ormai palesemente erronee) informazioni:
    cara studentessa, posso immaginare che lo stato d’animo che i commenti sopra riportati ti creino un forte senso di IMBARAZZO e VERGOGNA, tuttavia ritengo si tratti di un effetto EQUO (detto brutalmente ” è IL MINIMO!!!”).
    Le tue parole non hanno urtato solo i docenti interessati ma anche noi studenti; personalmente ritengo che il prof. Guaran e il prof. Bagni (unici che per ora conosco personalmente) siano degni di stima e gratitudine per l’impegno e la passione con cui affrontano le loro rispettive materie e trovo il tuo un atto VILE E SCORRETTO.
    Per quanto concerne le difficoltà tecniche della struttura posso affermare, per esperienza personale, che nessuna sede ne è “immune”: allo stesso polo scientifico ho affrontato problemi di capienza delle aule e di gestione degli orari.
    Sperando che quanto detto possa aver suscitato in te il dubbio di essere caduta il fallo (MISERAMENTE IN FALLO PER LA PRECISIONE) e la necessità di rivolgere le tue scuse personalmente ai docenti, al preside di facoltà ed al Rettore, ti auguro di laurearti al più presto, nella speranza che tu trovi lavoro molto lontano dal Paese in cui educherò i miei figli.

  23. Matteo says:

    Leggo con piacere ben sette commenti da parte di studentesse, che hanno avuto l’opportunità di smentire o confermare quanto scritto. Con meno piacere ho notato l’uso di parole come “accuse“, “scempio“, “infamie” e “diffamazione” per definire qualcosa che a me sembra una via di mezzo (visti i diversi media utilizzati) fra una “segnalazione” e una “discussione” su fatti che, leggendo i commenti precedenti, sembra che effettivamente avvengano. Magari non tutti, non sempre negli stessi corsi, con finalità particolari, ma sembra che avvengano.

    Da questo a un attacco alla persona (o alle persone) ce ne passa, secondo me.

    Nei commenti (oltre che nelle mail private che ho ricevuto) sono stato invitato a riflettere e a documentarmi: ho dunque deciso di fare entrambe le cose.

    Ho provato a immaginare la situazione al contrario, in cui qualcuno (anonimo o meno, per me non fa molta differenza) decida di segnalare al mio datore di lavoro qualche disservizio (vero o presunto) riconducibile alla mia attività lavorativa o alla sua organizzazione. In un mondo ideale (o normale, a seconda dei punti di vista) il mio datore di lavoro mi chiederebbe spiegazioni al riguardo e, date le due versioni (dei fatti, non delle opinioni) si farebbe un’idea il più possibile chiara sulla situazione. A questo punto potrebbe prendere, nel caso in cui lo ritenesse necessario, i provvedimenti più opportuni e comunicarne l’eventuale l’esito a chi ne ha fatto richiesta. Nel mondo reale capita spesso che le cose non vadano in questo modo: il vero problema, in questo caso, sta nei datori di lavoro (o responsabili di servizio), non in chi segnala. Una segnalazione, per quanto forte, non è una condanna: sarebbe grave se lo fosse.

    Oltre a riflettere, ho provato anche a documentarmi: ho trovato nelle pagine web dell’Università sia il regolamento della facoltà di Scienze della Formazione che la guida ai corsi di laurea 2008/09. Li ho letti e non ho trovato riferimenti a prove parziali o cose di questo genere. In particolare, a pagina 9 della guida, è scritto testualmente: “5 appelli d’esame. Due appelli nel periodo gennaio–febbraio, due appelli nel periodo giugno–luglio e un appello a settembre“. L’articolo 12 del regolamento di facoltà prevede, però, che i verbali delle riunioni del consiglio di facoltà vengano conservati e resi disponibili presso la segreteria di presidenza: non ho avuto il tempo (né la voglia, onestamente) di andare a consultarli, ma posso immaginare che il riconoscimento ufficiale delle prove parziali possa trovarsi in uno di quei verbali. Se qualcuno fosse in grado di darne conferma (o smentita), farebbe un gran favore a tutti.

    Detto questo, ho nuovamente riflettuto sulle prove parziali: come mi è stato fatto notare, non ho esperienza diretta riguardo a Scienze della Formazione, ma durante la mia carriera universitaria ho svolto esami sia in modalità “completa” che “suddivisa”, sia da frequentante che da non frequentante. Posso dire con ragionevole certezza che, per quanto mi riguarda, le prove parziali erano spesso molto più semplici della prova unica finale, a prescindere dal fatto di aver frequentato o meno le lezioni. Anche considerando che la cosa possa essere normale ed accettata (o semplicemente diversa a Scienze della Formazione), aggiungo che le date di svolgimento di tutte le prove parziali erano indicate su Sindy (utilizzato per la procedura di iscrizione) e sulla bacheca della facoltà al pari degli esami “qualunque”: non solo l’esito, anche le date delle prove. In questo modo lo studente (legittimamente) non frequentante non aveva bisogno di “contatti” per conoscere le date degli esami, che venivano invece comunicate direttamente dall’Università. Che poi i contatti ci fossero comunque, è un altro discorso e penso abbia poco a che fare con la discussione, così come l’utilità (indiscutibile) del frequentare le lezioni.

    Ora, il fatto di concordare le date dei compitini a lezione sarà anche “a norma di regolamento”, ma pubblicarle rendendole disponibili ufficialmente anche ai non frequentanti mi sembra quantomeno un atto di cortesia, oltre che di comodità. Anche in questo caso, se qualcuno potesse confermare o smentire l’assenza delle date dei compitini da Sindy (e dalla bacheca di facoltà), ben venga.

    Per quanto riguarda la raccolta di firme in corsi senza obbligo di frequenza, leggo dai commenti precedenti che la cosa (in alcuni casi) avviene: per fini puramente statistici, mi sembra singolare che si abbia bisogno di nomi e cognomi anzichè del semplice numero dei presenti, ma tant’è.

    Rimane la questione delle prove “riservate” ai frequentanti: da quello che mi è stato riferito, durante un “compitino” di Geografia Umana dello scorso inverno, gli studenti che sapevano di essere non frequentanti (pur senza identificarli personalmente) sono stati invitati a lasciare l’aula. A questo punto, vista la presenza di persone che possono aver preso parte a quella prova, sarebbe interessante sapere se la cosa corrisponda o meno al vero, anche in questo caso.

    Concludo con una richiesta: potete chiamarmi tranquillamente “Matteo”, per quanto mi riguarda è più che sufficiente. Poi, naturalmente, ognuno faccia come preferisce.

  24. Mi ero riproposto di non entrare più nel merito di questa brutta faccenda, ma la sua ultima precisazione, dott. Moro, mi spinge a farlo. Sinteticamente:
    – IL RICORSO A PROVE D’ACCERTAMENTO DURANTE UN CORSO E’ PERFETTAMENTE LEGALE, può stare tranquillo. Per sicurezza ho chiesto conferma in Presidenza di Facoltà l’altro giorno.
    – NON E’ INVECE LEGALE LA DIFFAMAZIONE (articolo 595 del Codice Penale) che si configura come reato anche se effettuata a mezzo Internet (legge n. 62 del 2001, sacrosanta, non “pericolosa” come la definisce lei – e ben si capisce il perché).
    Lei minimizza il suo operato parlando di “segnalazione”. Ma lei ha “segnalato” delle FALSITA’ su di me con lettera raccomandata ai miei datori di lavoro e in una sede assimilata a una pubblicazione editoriale. E’ ridicolo dire (suo intervento del 08/10/2008, 20:43) “tutto quello che c’è scritto su questo blog (…) è una mia opinione”. Lei può scrivere che Bagni le è antipatico (una sua opinione), non che prende indebitamente le firme di frequenza (un fatto, ma FALSO), sulla base di una soffiata anonima che non mi abbasso neppure a qualificare e che lei avrebbe dovuto almeno verificare.
    Lei ha in parte ritrattato, cercando (incredibilmente!) di trincerarsi dietro a una specie di difesa di libertà d’espressione. Avrebbe invece dovuto scrivere (sia in questo suo blog che per ulteriore raccomandata a Preside di Facoltà e Rettore, i quali NON sono tenuti a leggere il suo blog) senza ulteriori chiacchiere: “Gentili Signori, quanto affermato a proposito del Prof. Bagni è falso. Mi scuso con voi e con l’interessato”.
    Mi vedo costretto, a questo punto, a dare mandato al mio legale di sporgere querela nei suoi confronti per diffamazione.
    Et de hoc satis.
    Giorgio Bagni

  25. alias Studentessa Temeraria, ma stavolta firmo col mio nome e cognome says:

    Ripeto e ribadisco che nelle lezioni che sto frequentando, vale a dire Geografia Umana, Istituzioni di Matematica I e Informatica applicata alla didattica – corsi appartenenti al I anno di Scienze della Formazione Primaria – né il professor Guaran né il professor Bagni hanno mai richiesto o raccolto firme di presenza.
    Maria Nice Costantino (alias Studentessa Temeraria)

  26. Elisabetta IV anno says:

    nel momento in cui ha mandato un reclamo ufficiale al rettore e al preside di facoltà, queste sono diventate accuse ufficiali da non confondere con le opinioni.
    Bisognerebbe informarsi prima e non dopo averle fatte.
    capisco perfettamente il prof. Bagni e penso che abbia trovato ancor più la stima di tutti nel aver compiuto questa scelta.
    il blog è sicuramente un buon mezzo per stimolare la discussione, ma bisogna sapere quali sono i limiti di questa e quali sono i limiti di un blog: nel momento in cui la discusione viene portata fuori e presentata a referenti ufficiali, questa non consiste più in un semplice scambio di opinioni.
    Bisognerebbe imparare che , anche se abbiamo un nostro blog e molta gente può leggerlo (rendendoci quasi delle personalità pubbliche…), in realtà non siamo onnipotenti! e non possiamo trascurare la fase della documentazione personale (ritenuta quasi superflua).

  27. Diablo666 says:

    Mi sa che hai cagato fuori dal vaso sto giro, preparo le arance da portarti in carcere :D

  28. Kobayashi says:

    Intravedo quantomeno un eccesso di leggerezza nella lettera di Matteo, sia nel suo modo di porsi sia soprattutto per quanto riguarda una mera questione di sintassi. Spiego brevemente il perché: potrebbe sembrare, ad una prima lettura, che accusi tutti i corsi citati di due irregolarità:
    1) richiesta di firme in corsi senza obbligo di frequenza
    2) pre-appelli non ufficiali (la semplicità o meno di questi ultimi sono evidentemente un’opinione personale dello scrivente)

    quando invece, facendo caso ai punti, si può interpretare (e credo fosse questo il suo intento) come se l’irregolarità 1 fosse contestata a corsi non meglio specificati, e come se l’irregolarità 2 fosse contestata ai soli corsi elencati a fine paragrafo. La differenza sembra piccola e banale, ma non lo è: da qui deriva il mio giudizio di leggerezza nei confronti di Matteo (che, a scanso di equivoci, non conosco personalmente), che ha fatto un calderone di accuse poco comprensibili in uno stesso paragrafo inducendo a credere (smentiscimi pure se ho capito male) che rivolgesse entrambe le accuse a tutti i corsi citati.

    Secondo questa (possibile) interpretazione, allora, il corso del dott. Bagni verrebbe “semplicemente accusato” di contenere pre-appelli non ufficiali, dato che tutti gli altri addebiti non fanno alcun riferimento al suo corso (o si tratta di accuse generali, o si riferiscono a corsi diversi dal suo): una dichiarazione a cui, mi si perdoni l’ardire, mi pare un po’ eccessivo controbattere con una querela legale per diffamazione, aldilà della questione semplicemente sintattica della lettera..
    ..senza contare che dire “non ufficiale” non significa necessariamente infangare la sua persona o il suo buon nome.

  29. l' avvocato says:

    Caro Matteo,
    se ti serve un avvocato sono a tua completa disposizione.
    Hai sollevato una bella questione, ma chi te lo ha fatto fare?
    Combattere contro le istituzioni da solo non serve a nulla, il mio consiglio è quello di trovarti una ragazza e fare quello che sai tu. Comunque sappi che ti sei messo in un bel casino, e se le cose vanno come penso preparati perchè gli avvocati sono PARECCHIO COSTOSI.

  30. Diablo666 says:

    Avvocato, il problema è che ce l’ha già!!!

    Si oh ma a parte tutto vogliono querareralo o state sparando la solita montagna di cazzate?

  31. sara says:

    sono una studentessa del terzo anno. Chiaramente concordo con tutto ciò che hanno scritto le mie colleghe ma vorrei fare due precisazioni e anche se cado nel ridicolo non me ne può importar di meno.
    Come ben sai un credito equivale a 25 ore di lavoro. Detto questo i nostri corsi sono da 3.5 crediti equivalenti quindi a 87.5 ore di lavoro: da questo è chiaro che chi frequenta risulta agevolato in quanto 25 di quelle 87.5 ore le ha già fatte.
    La seconda è il fatto che la cara studentessa anonima che fa parlare qualcun altro al suo posto si è resa ridicola ma oltre a questo ha fatto si che un professore prima di proporre un pre-appello ci pensi due volte mettendo di mezzo persone(la maggior parte degli studenti di scienze della formazione primaria) che non c’entrano nulla.

  32. Annalisa says:

    Mi chiedo: che senso avrebbe avuto, per Matteo, inventarsi tutto?

  33. Diablo666 says:

    E una vittima del sistema! Matteo libero!

  34. sara says:

    nessuno dice che si è inventato tutto..alcune cose sono proprio delle cazzate però(e scusate il termine ma quando ci vuole ci vuole)..

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