Il 2009 sarà anno di elezioni amministrative, tra cui quelle del comune di Gemona: in qualità di “esperto di Internet“, mi è stato chiesto di organizzare l’eventuale presenza in rete di uno dei candidati. Come prima cosa, però, l’esigenza era quella di capire come funziona questo strano insieme di macchinari e persone.

Annotazione positiva, capire: l’atteggiamento mi è sembrato buono, motivo fondamentale che mi ha spinto a non troncare subito la questione. Dopo un paio d’ore di “lezione”, siamo giunti alla conclusione di aprire un blog e tralasciare la presenza su Facebook.

Blog si e Facebook no?

Il concetto che ho espresso è stato semplice: non mentire. Non sei un uomo della rete, non cercare di convincere la gente di esserlo, sii onesto e spiega con tranquillità come stanno le cose: il blog è uno strumento adeguato per raccontare cosa intendi fare e permettere a chi lo legge di rispondere, senza avventurarsi in cose più grandi delle tue capacità.

Non sarai invasivo, chi vorrà leggere quello che scrivi lo farà: nel peggiore dei casi sarà un buco nell’acqua, in quello migliore avrai dagli utenti-concittadini qualche spunto su cui riflettere.

Un profilo su Facebook avrebbe palesemente contraddetto il primo punto: non mentire. Se non sei un uomo della rete, andrai su Facebook quando vorrai farlo e non quando ti sembra che possa tornare utile. Lasciamo stare quello che dicono in TV, che è meglio. Eventualmente, Facebook potrà essere utile a livello promozionale, ma creare un profilo fittizio (o comunque non utilizzato per il suo scopo originario) mi sembrava proprio una cazzata.

Perchè occuparmene?

Se la cosa avrà un seguito, mi occuperò io delle questioni tecniche: mi dispiacerebbe vedere obbrobri realizzati da qualche sedicente webmaster della zona, di quelli con le pseudo-soluzioni in tasca per tutte le stagioni. Nel caso (per i numerosi malpensanti, che in queste occasioni sono particolarmente abili a manifestarsi quando meno te l’aspetti), lo farò gratis e senza alcun interesse più o meno occulto: sono suo nipote, non un suo dipendente.

Datemi una mano, però…

A questo punto, ho bisogno anch’io di capire qualcosa: i miei consigli sono sensati oppure ho detto un sacco di cazzate? Tempo fa avevo riflettuto sulla presenza in rete dei politici locali e ho letto con interesse un post di Giorgio Jannis sull’argomento: onde evitare di fare evidenti figure di merda, mi piacerebbe sentire qualche opinione sulla cosa. Poi, ovviamente, vi farò sapere come si evolverà la situazione.


Ti è piaciuto l'articolo, eh? OFFRIMI UNA BIRRA! (è sufficiente essere iscritti a Paypal o avere una carta di credito, anche Postepay)

Articoli consigliati...

11 commenti per questo articolo

  1. 15/01/2009, 09:26n3GRo (permalink)

    Sei riuscito a esprimere tutto ciò che il mondo della politica dovrebbe essere.
    Secondo me hai espresso il modo GIUSTO di agire, ma non il VINCENTE. Purtroppo, fin’ora, chi ha dato verità non ha MAI vinto un’elezione politica.

  2. 15/01/2009, 09:30Giovanni Piller Cottrer (permalink)

    A me pare un’ottima pensata.
    Il vantaggio di avere un profilo su facebook però, è che facilita un sacco la diffusione del blog anche tra i giovani. Però sono anche convinto che andrebbe spiegata la sua presenza in modo da limitare le male lingue.
    In tal caso, una descrizione di profilo in cui si ammette l’utilizzo di fb come mero strumento di comunicazione con i giovani (e non), accompagnata dalla verita nuda e cruda (non è un uomo di internet), trovo sia necessaria.

    Mandi!

  3. 15/01/2009, 10:50Giorgio Jannis (permalink)

    Ciao!
    Parti giustissimamente con il “non mentire”, però sappiamo che qui c’è di mezzo la rappresentazione mentale che il politico in questione si fa del suo comunicare pubblico.
    Cioè, se si tratta di una persona che per formazione personale quando “pensa politico” già automaticamente gli vengono le frasi tortuose, l’apparato dell’apparire nella messa in scena, la “sottigliezza” del dire politico, allora in questo caso il mentire sarebbe già nella costruzione del “personaggio” pubblico, sarebbe un mentire inconsapevole per quelli che non riescono a pensare la politica senza un po’ di messinscena. La cosa è accettata socialmente, ma la Rete si fonda su altri valori.
    In Rete la messa in scena viene rilevata più facilmente, almeno in un blog, dove il tono stesso delle risposte e i contenuti espressi devono essere all’altezza dello scambio sociale che il blog stesso presuppone. E la gente si accorge delle incongruenze, ad esempio nella gestione dei commenti da parte del politico bloggante.
    Quindi la cosa migliore, nell’economia dei blog, sarebbe fare veramente un blog trasparente, colloquiale, conversazionale, su argomenti concreti di politica locale, il tutto espresso con plain language: posso forse complicare la struttura sintattica degli scritti, se devo alloggiare nel testo dei contenuti articolati, ma le scelte lessicali, pena l’effetto “comunicato stampa della cellula del partito”, saranno sempre improntate all’utilizzo del corpus di termini individuati ad esempio da DeMauro come quelli maggiormente usati nella conversazione quotidiana.
    Se il tuo politico parla chiaro, gli piace farlo, e intende personalmente condurre il blog in modo dignitoso, il tuo lavoro sarà interessante.
    Se vede lo strumento come un boxino su un quotidiano, allora lo userà per pavoneggiarsi, chiuderà il blog dopo le elezioni, e nemmeno capirà perché ciò gli è controproducente, e tu dovrai fare un lavoro da ufficio stampa molto meno interessante.
    Perché la tua vera missione in questo momento è portare un’altra persona a riflettere sugli ambienti digitali, sulla circolazione dei valori in questo ambiente, sui nuovi significati delle parole “reputazione”, “dialogo”, “progettazione partecipativa” :)
    Se hai già per le mani una persona capace di pensare in questi termini, o se pensi di potergli spiegare qualcosa su cosa sia veramente la Cultura digitale in Rete, allora sei a buon punto.
    Giusto anche il ragionamento su facebook: il politico ha bisogno di un Luogo identitario forte dove alloggiare sé stesso, e dove poter alloggiare editorialmente contenuti stabili, anche magari corposi (relazioni, articoli, pareri, interpellazioni). Tutte cose che su fb finirebbero annacquate, si staglierebbero meno in quella babele di suggestioni; potrebbe andar bene fb per fare cassa di risonanza di ciò che viene detto sul blog, ma c’è il problema della gestione dei commenti (di qua o di là? problema che ben conosci).
    In questo caso, i commenti ovvero l’interazione sono veramente un patrimonio prezioso, e andrebbero mantenuti “centralizzati” sul blog, che in questo modo acquista nobiltà di Luogo politico, agorà pubblica (cosa che su facebook non sarebbe).
    Facci sapere come continua :)

  4. 15/01/2009, 11:48ubuntugame (permalink)

    Ciao, ottima iniziativa. Sono curioso di leggere i commenti dei tuoi concittadini.

  5. 15/01/2009, 14:54Daniele (permalink)

    Bravo, ottimi consigli. Soprattutto il principale: mai mentire! né con gli strumenti usati né con le parole. Mai! Ben presto qualcuno troverà l’incongruenza, la contraddizione o peggio la menzogna, e avrà interesse a porla nella massima evidenza.
    Il blog dovrà essere scritto con linguaggio piano, per facilitare la lettura anche al lettore meno attrezzato, quindi niente acronimi né inglesismi.
    Assolutamente cruciale sarà trovare il modo per far conoscere l’esistenza del blog. Una serata dedicata alla sua presentazione, specie se ripresa dalla stampa locale, potrebbe rivelarsi azzeccata.
    Ciao
    Daniele

  6. 15/01/2009, 23:20Matteo (permalink)

    @n3GRo
    Non ho voluto spiegare (non ne avrei titolo) i metodi per fregare l’elettore e spingerlo a votarti, ma quello che penso sia il modo giusto di comportarsi: se poi questo paghi o meno dal punto di vista elettorale non lo so, quasi certamente sarà abbastanza ininfluente sul breve periodo.

    Nonostante tutto voglio essere fiducioso e sperare che, sul medio-lungo periodo, possa portare dei frutti: non necessariamente in termini di voti, quanto di miglioramento per tutti della gestione della cosa pubblica.

  7. 15/01/2009, 23:22Matteo (permalink)

    @Giovanni:
    Per quanto riguarda Facebook, penso che una pagina potrebbe (eventualmente) avere più senso di un profilo, se non altro per l’uso che ne verrebbe fatto. Per il resto concordo con le tue osservazioni, sono più o meno gli stessi ragionamenti che ho fatto io nel periodo in cui ho iniziato a pensare alla cosa. ;)

  8. 15/01/2009, 23:34Matteo (permalink)

    @Giorgio:
    Considerazioni interessanti, non c’è che dire: il mio intento finale, lo dico onestamente, è quello di far appassionare una persona che la rete non la conosce (perchè non fa parte del suo tempo nè delle sue abitudini).

    Non so se ci riuscirò e non credo che sarà una cosa facile, ma penso che se la cosa avrà successo il risultato sarà doppio: potrebbe diventare un esempio (piccolo) ulteriore delle nuove possibilità di dialogo fra i cittadini e le persone che amministrano la cosa pubblica.

    Un dialogo che passi dall’uno a molti al “molti a molti”, cosa che chi è abituato a stare in rete considera abbastanza scontato ma che, noto sempre più spesso, scontato non è per la cosiddetta “gente comune”.

  9. 15/01/2009, 23:35Matteo (permalink)

    @ubuntugame:
    Lo sono anch’io: a dire il vero sono piuttosto pessimista su questo punto, ma concedo il beneficio del dubbio. :-P

  10. 15/01/2009, 23:36Matteo (permalink)

    @Daniele:
    Grazie per l’incoraggiamento e i consigli, soprattutto dal punto di vista promozionale. Da un punto di vista “locale” conosci questo genere di cose molto meglio di me. :)

  11. 18/01/2009, 17:00Cristiano (permalink)

    Da “perona addetta ai lavori” che lavora “in quell’ambito” ormai da 8 anni (ovvero a stretto contatto con la politica) il mio consiglio spassionato è quello di lasciar perdere.
    In passato ho avuto esperienze del genere e, ti posso garantire, collezioni solo un elevatissimo quantitativo di grane. Il dettaglio relativo al fatto che tu non venga pagato per l’opera prestata è irrilevante, anzi forse è ancora più deleterio, nel senso che avrai ancora più rogne (e ne parlo con cognizione di causa)
    La politica italiana (a parte rarissimi casi) investe in tecnologia solo se ne ha un tornaconto concreto.

    Naturalmente il mio è solo un consiglio: poi tu comportati come meglio credi ;-)

Indirizzo per il trackback | Segui i commenti a questo articolo

Partecipa alla discussione:

Feed RSS Commenti Segui la discussione via RSS! Non sai cos'è un feed RSS? GUARDA QUA!

C'è qualcuno che parla di questo articolo?

  1. 15/01/2009, 11:58diggita.it (permalink)

Indirizzo per il trackback | Segui i commenti a questo articolo



Additional comments powered by BackType