Sistema anti-pianisti: per molti, ma non per tutti

La presidenza della camera dei deputati fa una cosa giusta: fa realizzare un sistema che impedisce ai deputati di votare per i loro colleghi assenti. A parte l’ovvia questione etica, va detto che una parte della retribuzione dei parlamentari deriva dalla loro presenza alle votazioni: un deputato che vota per un altro equivale, quindi, a un collega che mi timbra il cartellino quando non mi trovo al lavoro.

Il nuovo sistema, che ha bisogno delle impronte digitali dei parlamentari per evitare che la stessa persona voti più volte, partirà il prossimo 10 marzo (dopo una prova effettuata con un gruppo di giornalisti al posto dei deputati, per dare una dimostrazione del funzionamento).

Sembrerebbe tutto a posto, ma non è così: l’adesione al nuovo sistema di votazione è volontaria. Ad oggi sono 19 i parlamentari che hanno rifiutato l’utilizzo del nuovo sistema e un altro centinaio non si è ancora espresso.

Paradossali le dichiarazioni di Fini in proposito: “Se dovessero restare un numero ridotto, non si determinerà alcun caso significativamente politico. D’altronde, nessun capogruppo finora mi ha preannunciato posizioni negative di interi gruppi e ho quindi motivo di continuare a essere ottimista sul numero finale delle adesioni” (Corriere.it)

Numero ridotto? Ottimista? C’è un sistema (pagato, mica è arrivato gratis) per garantire trasparenza e qualcuno decide di non usarlo. Non vedo l’ora di conoscere i nomi e le motivazioni dei cosiddetti “obiettori“: ci sarà prima da ridere, poi da piangere.

Altre interessanti riflessioni sulla questione arrivano anche da Gigi e Antonio:

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7 Responses to Sistema anti-pianisti: per molti, ma non per tutti

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  3. Tambu says:

    come se non fosse mai successo che qualcosa non passa per una manciata di voti :-(

  4. Demiurgo says:

    Sarebbe ancora meglio avere politici più onesti e spendere quei soldi altrove, ma i miracoli ancora non li sa fare nessuno purtroppo… che paccato!

  5. Matteo says:

    Sarebbe bello che non ci fosse la necessità di controllare che almeno i parlamentari rispettino le regole, il paradosso è che qualcuno possa rifiutarsi di utilizzare gli strumenti pagati per fare in modo che le rispettino. Bah… non vedo l’ora di avere l’elenco degli “obiettori”, tanto per farmi quattro (amare) risate.

  6. janaina says:

    e i nomi loro, di questi 19?

  7. Matteo says:

    @janaina:
    Hai proprio ragione, dopo le belle parole sembra che la cosa sia finita nel dimenticatoio… :-P

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