Tutto è iniziato da un post di Gaia Baracetti (in cui ho pure sbagliato a commentare, ops…) sull’arrivo di EPolis in Friuli: i due neuroni che, incontrandosi raramente, giocano a rincorrersi nella mia testa hanno iniziato a suonare i piatti e ho partorito una delle mie solite idee del cazzo. Una di quelle idee non particolarmente innovative e che probabilmente non vedranno mai la luce. Irrealizzata per irrealizzata, butto qua uno spunto: non si sa mai che a qualcuno interessi e ne faccia un business. Nel caso, il pulsante per offrirmi una birra è a fondo-post
Il Friuli Venezia Giulia è una piccola realtà: l’intera regione conta qualche abitante in meno del solo comune di Milano con 1/50 della densità di popolazione, tanto per capirsi. Nonostante questo, come immagino sia in molte zone d’Italia, ci sono un sacco di mezzi di informazione locali: quotidiani generalisti, riviste, radio, televisioni (Telefriuli non si vede via satellite ma pare esista ancora
) e diversi siti internet, più o meno personali.
Spesso queste realtà hanno delle redazioni e spendono dei soldi per fare in modo che i propri contenuti arrivino al pubblico, che già di per sè non è numerosissimo. A parte i tre principali quotidiani (Messaggero Veneto, il Gazzettino e il Piccolo, storicamente presenti sul territorio), credo che a tutti gli altri arrivino solo le briciole di una torta non proprio abbondante.
Le forze ci sono, ma sono sparpagliate dentro iniziative che, da sole, fanno fatica a crescere e a raggiungere un pubblico che forse (o forse no, chi può dirlo…) sarebbe interessato ad avere informazioni locali diverse dal trafiletto del Messaggero Veneto o del Gazzettino e, soprattutto, ad averle con modalità diverse.
Mi chiedo se sia davvero impossibile raggruppare iniziative come Gorizia Oggi, Udine20 o Effe Mag (tanto per citarne tre che leggo regolarmente, ma non sono certo le uniche) in un sistema che possa arrivare in modo semplice a un numero maggiore di persone, senza necessariamente trovarsi in concorrenza uno con l’altro.
Mi chiedo anche se sia impossibile che chi oggi scrive per i quotidiani, da corrispondente locale, possa abbandonarli a favore di un progetto indipendente, o anche solo affiancare le due cose.
Mi sono chiesto quanto si guadagni a fare il corrispondente locale: le risposte sono state le più diverse, da 10€/articolo a 30k€/anno, se interessa c’è un preciso tariffario dell’ordine dei giornalisti per il 2007. I soldi non sono tutto nella vita, ma aiutano e possono essere uno dei motivi per non abbandonare un lavoro più “tradizionale” per un’idea che potrebbe anche non portare a niente.
Se sei un corrispondente locale (meglio se per un giornale del FVG), se scrivi per passione, se hai esperienza di radio o televisione anche a livello amatoriale, se hai qualche idea mi puoi dire cosa ne pensi? E’ veramente irrealizzabile o ci si può bere una birra sopra e parlarne? Io la butto lì, non si sa mai che interessi…




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Lavorare per i giornali è sempre più difficile per molti motivi…io scrivo per alcune piccole testate locali e non…la concorrenza è enorme e l’editoria sta cambiando…io credo che la possibilità di accorpare diverse realtà sia auspicabile e mi piacerebbe molto e nel futuro vorrei farlo e non credo sia irrealizzabile anche perchè molte persone che conosco sono specializzate ognuna nel loro campo…il progetto effemag è anche questo…:-)
Matteo, mi chiedi un’opinione. È un tema su cui sto ragionando da qualche tempo e di cui spero di riuscire a scrivere presto in modo un po’ più approfondito. In sintesi, credo che – soprattutto in regioni dalle scarse vette giornalistiche come la nostra – ci siano ampi margini per una nuova informazione “iperlocale”. Non solo la regione o la città, ma il quartiere, la via, il condominio. Su questa base di voci spontanee, urban blog, social network e corrispondenti giornalistici al passo con i tempi, io credo si potrà lavorare molto di aggregazione. Penso che in questo senso siano maturi i tempi per un progetto nuovo e indipendente, che lavori di rete e con la rete. Se poi questo progetto arrivasse prima di un eventuale risveglio delle grandi aziende editoriali, oggi terrorizzate e immobili, potrebbe diventare un laboratorio interessante.
@Matteo:
Infatti, quello che ho notato è che le esperienze amatoriali non sono (per forza di cose) generaliste. Proprio per questo penso che si possano integrare, ovviamente non è una cosa facile, ma neanche impossibile.
@Sergio:
Pensavo proprio a un’aggregazione delle voci già presenti sul mercato, soprattutto a quelle amatoriali o comunque con piccole strutture dietro. Non però un’aggregazione meccanica, che non dà nessun valore all’insieme delle voci, ma una specie di aggregazione “ragionata”, decisamente più complessa da realizzare.
Penso anche che le aziende editoriali, grandi o piccole che siano, non muoveranno un dito prima di aver visto i risultati di un’eventuale esperienza indipendente, che avrebbe forse poco da guadagnare ma anche quasi nulla da perdere.
@Matteo…è sul quasi nulla da perdere che bisogna lavorare! E poi le aggregazioni di tipo “amatoriale” solitamente hanno molto più entusiasmo perchè vogliono crescere ed acquistare credibilità e come tu sai anche meglio di me, la credibilità in rete è tutto!
Sono d’accordo Matteo. E ci stiamo anche provando: forse tra qualche mese si vedranno i primi risultati di una collaborazione tra goriziaoggi.info e bora.la. Ovviamente è solo un inizio e, a proposito, speriamo in ulteriori collaborazioni ed “espansioni” territoriali
Io son sempre più convinto che nella vita dovevo fare il carpentiere o il muratore, altro che l’informatico, sono talmente specializzato che il 90% delle persone non capisce di che cazzo parlo quando lavoro, figuriamoci a scriver per “il pueblo”.
p.s.: commento fuori campo ma alle 22.50 cosa volete?
Saluti
@diablo666:
Però lavorare con le chiappe al caldo d’inverno e al fresco d’estate non è malaccio, eh
Unire diverse realtà in un solo grande contenitore sarebbe molto bello ma ci sono molte cose che dovrebbero essere analizzate, ognuno dei siti ha un suo stile, bisognerebbe trovare una linea comune, e quando il numero di “amministratori” aumenta ed entrano in gioco i soldi le cose si complicano. Il progetto di fare un sito principale che aggreghi l’informazione dei siti locale mi è capitato di farlo più volte ma senza arrivare a conclusione per svariati motivi
Per quanto riguarda la CARTA STAMPATA, di giornalini di poche pagine, settimanali o mensili distribuiti gratuitamente ne girano un sacco per il Friuli… ma li non è quello che c’è scritto che conta.. ma quando è bravo il venditore a vendere gli spazi… perchè spesso i contenuti lasciano il tempo che trovano.. (non mi riferisco al nuovo free press cmq, che è un caso a parte)
BLOG: Nell’ultimo anno ho visto nascere diverse piccole realtà che cercano di informare, ma manca qualcosa di davvero innovativo.. gira e rigira siamo sempre fermi li..
e approfitto, leggendo i commenti.. Annalisa ti avevamo contattato circa due settimane fa senza ricevere risposta
@Matteo
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La prossima volta ti mostro le chiappe altro che.
Ah, quella era la faccia?
dov’è il tastino INOLTRA nel video che lo mandiamo in ufficio al suo capo…
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E’ interessante la vostra idea. Io non appartengo alla vostra cultura friulana, sono solo stata “presa in prestito” da qualche mese per motivi di lavoro. Ma sono un giornalista pubblicista, qualche esperienza in giornalismo ce l’ho (scrivo dal 2000). Se vi serve una mano, o meglio, una penna, anche gratuita (e che volete di più???!) mi presto volentieri.
@Pansie:
Se vuoi ti metto in contatto con i vari commentatori “interessati”, non si sa mai che ne possa nascere qualcosa.