Referendum sulla legge elettorale: meglio parlare del cosa che del quando

Potrebbero essere rinviati al 2010 i referendum sulla legge elettorale, già programmati per il prossimo giugno: si parla spesso, strumentalmente, della data di svolgimento ma pochi si sono preoccupati di spiegare i quesiti referendari.

Per maggiori informazioni sui referendum, si può fare riferimento al sito ReferendumElettorale.org. Ecco i tre quesiti su cui saremo chiamati a votare, a meno di un rinvio:

  • PRIMO QUESITO: se si raggiungerà il quorum e dovesse vincere il SI, il premio di maggioranza per la Camera dei Deputati, attualmente assegnato alla coalizione vincente, verrà trasferito esclusivamente alla lista più votata. Soglia di sbarramento al 4%.
  • SECONDO QUESITO: se si raggiungerà il quorum e dovesse vincere il SI, il premio di maggioranza per il Senato della Repubblica, attualmente assegnato alla coalizione vincente, verrà trasferito esclusivamente alla lista più votata. Soglia di sbarramento all’8%.
  • TERZO QUESITO: se si raggiungerà il quorum e dovesse vincere il SI, diventeranno impossibili le candidature multiple. Ogni candidato dovrà presentarsi in una sola circoscrizione.

Avevo già scritto le mie idee sulla legge elettorale e, in base alle mie riflessioni, avevo fatto qualche calcolo relativo alle ultime elezioni politiche.

Siccome continuo a pensarla allo stesso modo, voterò solo per il terzo quesito. Fossi io a decidere, il premio di maggioranza non esisterebbe proprio: se una lista o una coalizione vuole la maggioranza dei seggi, inizi a conquistarsi la maggioranza dei voti. Credo che assegnare questo premio a una lista anzichè a una coalizione peggiori la situazione attuale: significherebbe, nella pratica, mandare da soli al governo il PdL o il PD, azzerando di fatto il peso parlamentare di tutti gli altri. Se oggi ci sono quasi 5 milioni di elettori che, nonostante abbiano espresso un voto, non sono rappresentati in parlamento, il passaggio del premio di maggioranza da coalizioni a liste aumenterebbe questo fenomeno con altri milioni di elettori rappresentati solo formalmente. Le soglie di sbarramento non fanno altro che accentuare il problema: hanno un senso per evitare un’eccessiva frammentazione, ma credo che fissarle oltre l’1% sia più un danno che un beneficio. Per la democrazia, intendo.

Il terzo quesito, invece, mi trova perfettamente d’accordo: mi sembra paradossale che ci si possa candidare in più collegi. In questo modo, il candidato eletto, oggi, può decidere chi andrà in parlamento scegliendo il collegio in cui accettare l’elezione. Eletto mi pare poi una parola grossa, non essendoci il voto di preferenza, ma questa è un’altra storia…

Per quanto riguarda la data del referendum, mi pare ovviamente logico accorpare la consultazione al primo turno delle elezioni europee e amministrative: sarebbe la scelta che consentirebbe il maggiore risparmio. Che si tratti di migliaia, milioni o miliardi di euro non fa differenza: sono soldi anche miei, e sprecarli per le bizze di qualcuno che guarda più alle sue tasche che a quelle di chi dovrebbe rappresentare mi dà fastidio.

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17 Responses to Referendum sulla legge elettorale: meglio parlare del cosa che del quando

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  3. Hotel Viserbella says:

    Anche io non vedo bene i primi due quesiti , mentre son d’ accordo con il terzo , si tratta di un trucco per prendere più voti e per garantire il posto a qualcuno , mettendolo primo la dove si sa già di vincere. Vi pongo pero una questione , un referendum abrogativo vuol cancellare una certa legge , ciò non vuol dire che se il governo il giorno dopo ripropone una legge simile tutto rimane come prima , non è bello ma non è illegale e seconda cosa dal 87 ad oggi (quello sul nucleare ) pochissimi referendum hanno raggiunto il quorum vanificando la consultazione. Ne vale la pena? Non sarebbe meglio usare altri strumenti? Io non ne conosco ma questo non mi sembra molto efficace.

  4. Matteo says:

    Secondo me bisognerebbe semplicemente abolire il quorum, in modo che le campagne referendarie si basassero su un confronto SI/NO anzichè SI/astensione.

    Detto questo, penso che ci sia poca chiarezza sulla validità nel tempo dei risultati di un referendum, non so se esista una norma che stabilisce la durata di una decisione referendaria.

  5. Jack says:

    Non c’è un tempo massimo per la durata di un referendum, esiste però la possibilità del Governo di fare una legge che ne vanifichi la validità a vita. Un esempio è quello approvato sul nucleare e che Berlusconi sta eliminando cercando di riproporre le centrali. Può farlo perché un referendum, dopo un determinato periodo, può essere stralciato se le basi sociali siano cambiate/migliorate. Berlusconi crede siano cambiate e sia arrivato il momento propizio per sviluppare energia dal nucleare.

  6. Matteo says:

    @Jack:
    Appunto, non c’è un tempo massimo di validità ma il risultato può essere annullato in base a regole molto “elastiche”: c’è poca chiarezza. In Italia si fanno leggi per qualunque cosa, sarebbe ora di scriverne qualcuna semplice :)

  7. Jack says:

    Sarebbe… ora? In Italia? No Matteo, ti illudi che siamo un paese dove certe cose siano ancora possibili, ma non è così. I politici ci campano con le leggi lunghe, complicate e pronte per essere stracciate per far posto ad un altra ancora peggio della precedente.

  8. Matteo says:

    @Jack:
    Non mi illudo di niente, ma smettere di parlare delle cose è una vittoria per chi non vuole che vengano fatte

  9. Jack says:

    Non si deve mai smettere di parlare di cosa possono e devono fare per la gente comune i nostri politici: solo così possiamo cercare di cambiare le cose, o farlo capire anche ai nostri governanti ;)
    Oggi pensavo che fino a qualche anno fa l’Italia era uno Stato di diritto, adesso stiamo diventando – se non lo siamo già – uno Stato di Doveri. In tv o sui giornali i politici, riferendosi al cittadino, non dicono altro che il nostro dovere è questo, il nostro dovere è quest altro, ma il cittadino deve avere sempre doveri e mai diritti? Quando arriverà il momento in cui il nostro governo potremmo chiamarlo Stato!

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  12. Ciao Matteo, grazie per essere passato sul mio blog. Complimenti per questo post ma, purtroppo, i miei dubbi rimangono su questo referendum. Come ho scritto nel mio post cambio idea ogni giorno… da un lato non voglio che il nostro parlamento diventi bipolare ma, secondo me, non è nemmeno possibile che dei partiti piccoli condizionino un governo.

    Ad ogni modo sarà difficile raggiungere il quorum se nessuno parlerà di questo referendum al di fuori della rete…

  13. Matteo says:

    @Federico:
    Non è che non se ne parli, è che le “discussioni” televisive sono più sul quando (per questioni di opportunità) che sul cosa.

  14. Discussioni televisive? A me sembra solo che si insultino e si parlino uno sopra l’altro…

  15. Matteo says:

    Era un eufemismo :)

  16. giulio mancabelli says:

    Al referendum vota in modo SEMIALTERNO! Un modo strategico per scucire la pervasiva autoreferenzialità della casta!
    Dato che ad ogni elezione vince ineluttabilmente il progetto politico più votato quale “contenuto” del contendere diventando così programma di governo effetto della “sintesi” della mediazione della compagine vincente. Sostanza – programma governativo che messo in attuazione dovrebbe dare risultati consuntivi di fine legislatura possibilmente più coerenti al proposto programma elettorale. Ovviamente affinché tutto questo processo possa concretizzarsi al meglio e/o venga messo in attuazione il più velocemente possibile ogniqualvolta si rinnova la legislatura, molto dipende dal quanto efficiente risulta il dispositivo preposto alla designazione – delle rappresentanze che determina la compagine di governo nel renderla la più omogenea possibile in consistenza nel confermare, alternare e/o cambiarne le rappresentanze. Affinché questo possa effettuarsi nel modo più coerente e confacente possibile alle volontà della maggioranza che l’ha espresso determinante risulta essere la capacità del sistema che dovrebbe essere conseguente nel dare l’opportuna forza alla compagine governativa per metterle d’attuare il programma di governo che per legittimazione il corpo elettorale gli ha consegnato!
    Modalità da cui discende tutto il contenzioso tuttora aperto del come far sì che ciò avvenga nel modo più appropriato possibile senza ogniqualvolta doversi rimettere al solito gioco dell’oca fatto di quegli abusati speculativi “pitstops” costituiti da inutili referendum ed infruttuose inconcludenti bicamerali. Tutte assurde ed inconcepibili modalità per ulteriormente mantenere parziale quanto transitivo il meccanismo elettorale per rendere semplicemente sempre più intransitiva ed autoreferenziale la sola casta che così facendo cerca in continuazione d’innalzarsi la posta in gioco e per aumentarsi ulteriore autoreferenziale nello spazio tempo e, così facendo magri rendere questo processo sempre più irreversibile! Quando, con un sistema più completo “idealtipo” si potrebbe semplicemente meglio risolvere rendendo più fisiologici i processi di designazione delle rappresentanze politiche quanto con il SEMIALTERNO si propone! In quanto oggigiorno, servono nuovi paradigmi gestori! Proprio perché al cittadino elettore poco importa che i membri di un governo sia la risultanza di una coalizione di partiti o venga conformato da elementi di correnti di partito purché sappiano governare e decidere dando le migliori risposte efficaci possibili alle prossimità che il contingente richiede quanto in altrettanto modo sappiano designare i migliori scenari per dare l’opportuna sicurezza nel futuro!
    Per l’appunto il referendum del 21-22 c.m. rappresenta uno dei prossimi appuntamenti e, dovremmo esserne maggiormente consapevoli del fatto che si “voterà” su un residuo di una legge elettorale dichiarata e considerata esplicitamente “porcata”!
    Pertanto al referendum ad ognuno dei tre voti possibili sarebbe dargli la più opportuna valenza per ottenere il più proficuo tornaconto a favore del miglioramento della nostra democrazia nel suo complesso!
    Quindi, per rendersi incisivi e poter smantellare l’inerziale autoreferenzialità con la quale la casta intende avvolgersi e blindarsi serve smascherala ed obbligarla a rendere i meccanismi elettorali non più limitati e limitanti bensì completi e funzionali per trasformare il nostro sistema paese strutturalmente e glocalmente più competitivo!
    Pertanto, si propone di scegliere: un secco “Sì” al 3° quesito per abrogare e mettere fine alle candidature multiple anche se questo voto non permetterà di far sparire il vizio di propinarci liste blindate! (Caratteristica che sembra imperversare ad ogni latitudine e che la casta comodamente vorrebbe in ogni dove imporre quando attualmente, nemmeno più i cittadini Iraniani sembrano accettare siffatte “malsane intenzioni!”… dimostrato dai loro slogan di protesta “this is not election this is selection!”)
    Inoltre, risulterebbe strategico votare in modo opposto per gli altri due quesiti in modo da obbligare la classe politica a comunque cambiare… Quindi, converrebbe scegliere un “NO” al 1° quesito elettorale (oppure astenersi) ed invece rispondere con un “Sì” al 2° quesito per ingenerare quella contraddizione necessaria a spezzare il solito perverso gioco del mantenere l’intransitività ad una siffatta casta ed obbligarla a cambiare in senso migliorativo quanto con il suddetto sistema SEMIALTERNO si va proponendo! Giacché democrazia e libero mercato incontrovertibilmente sono facce della medesima medaglia che si presidiano quando vigono regole “a check & balance criterio semplici, complete e cristalline” e non parziali bensì chiare e trasparanti che effettivamente tutelino la concorrenza ed implementino la qualità… questo affinché se ne possano effettuare incisivamente i fisiologici controlli, giocando d’anticipo, preventivamente prima d’arrivare alla frittata e/o quando siano già scappati i buoi… nei paradisi fiscali!
    Pertanto, servono indeclinabili adeguamenti per aggiornarci ad una siffatta nuova realtà senza rischiare di incorrere nei soliti precedenti errori e rimanere in mezzo al guado appesi a modelli “zattera” rigidi, intermittenti del compassato frutto di statuizioni formalmente corrette che ci mantengono in una peritura Odissea fatta di cicliche inefficaci ricorsivi referendum ed inutili bicamerali costituite quest’ultime dai soliti “Penelopi croupier di casta” che ripristinano il solito gioco dell’oca!
    Quindi, anacronistico risulta continuare mollare la transitoria zattera di galleggiamento del Porcellum (essendo già di per sé un residuo di una precedente legge elettorale) per attaccarsi a quella del Guzzettum per poi magari come già taluno afferma volersi riattaccarsi a quella del Mattarellum quando la realtà reclama nuove e più complete soluzioni per affrontarla! Realtà che ha già nuovamente iniziato ad iperbolicamente correre su tutti fronti e livelli in modo diverso e sempre più cangiante rispetto al compassato in modo sempre più fluido che reclama un salto di qualità abbracciando sistemi più completi per risultare strutturalmente (endo- ed eso-) competitivi quanto il SEMIALTERNO propugna sistema volto a dissipare sia la deterrenza speculativa che per contrastare l’insorge di partitini –“nanetti – famigerati ricattatori – ago della bilancia”! Giacché con un sistema più completo ogni processo otterrebbe sistematicamente beneficio, in una costante virtuosa ricorsiva funzionale accelerazione nel suo complesso per implementare efficienza e riverberarla in tutta la galassia di cui si compone: politics, policy and polity. In quanto il SEMIALTERNO si esprime attraverso un sistema…
    1) a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia)
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico MAGGIORITARIA (es. in collegi plurinominali) od a PREMIO di MAGGIORANZA (anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale – idealmente non a base “regionalista”).
    4) Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”- il termine SEMIALTERNO deriva dal fatto che diventa automatico il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale ma, non per inverso, in quanto la modalità proporzionale può ininterrottamente continuare a ripetersi quando la legislatura si concluderà nei suoi fisiologici tempi ovvero dopo 5 anni come attualmente accade!
    5) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” si manterrà distinta rispetto a quella sua complementare rappresentata dal “maggioritario” per così far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione e così ingenerare quell’effetto concorrenziale indispensabile ad agevolare la suddetta governabilità – decisionalità…
    Pertanto, il criterio di equilibrio, di chiarezza, di controllo e di trasparenza devono risultare strutturalmente insiti nello stesso meccanismo elettorale, quali aspetti e criteri indispensabili per poter ottenere sempre più efficienti e efficaci responsabili risposte di ritorno. Questo, al fine di agevolare in modo ricorsivo l’implementazione della qualità anziché dissiparla. Poiché “in fondo nessun ordine è mai definitivo, in quanto le risposte passano da una generazione all’altra ed il senso di conquista sarà rimesso all’uso che ne fa chi viene dopo!” Quindi, non ci rimane che lavorare per rendere più completo il sistema elettorale affinché enuclei questa incontrovertibile modalità volte ad implementare qualità totale!
    Questo appunto reclama una più confacente architettura del meccanismo delle leggi elettorali – istituzionali preposte ad svolgere questo compito facendo in modo che “accada” nel modo più fisiologico ed efficiente possibile rispetto a quanto per effetto di modelli incompleti antiquati ed obsoleti anacronisticamente succede rispetto alle esigenze che i nostri tempi pretendono articolazioni più pertinenti quanto con il SEMIALTERNO si propone.
    Poiché importante risulta che il ciclo si mantenga potenzialmente integro, quale vitale necessità indispensabile ad innescare concorrenza tale da imbibire più pervasivamente l’insieme nel suo complesso e mantenere perennemente costante l’effetto concorrenziale permanente per ingenerare quella autotutela di “feed back” necessari al controllo nello spazio tempo sia orizzontalmente che verticalmente quale latente “check & balance criterio” da contestualmente indurre effetti dissipativi nei confronti del rischiare autoreferenziali speculativi degenerativi incestuosi autoavvitamenti, deterrenze e/o quant’altra viziosa rendita speculativa di posizione tesa a corrompere la democrazia in autoreferenziale oligarchia anziché dissiparla!

  17. Matteo says:

    @giulio:
    Breve ed efficace :)

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