Blog e rettifica entro 48 ore: come funzionerà nella pratica?
12 giugno 2009, scritto da Matteo
In questi giorni, leggo dell’approvazione (alla Camera e con la fiducia, ora si passa al Senato) di una legge che servirebbe a regolamentare l’uso delle intercettazioni telefoniche e la loro pubblicazione.
Premesso che la legge non è ancora approvata (ed è quindi suscettibile di modifiche) e tralasciando ogni considerazione sull’opportunità di una legge del genere (a chi serva veramente mi sembra abbastanza chiaro), c’è una sua parte che andrebbe ad aggiungere inutile burocrazia e togliere un altro pezzo di libertà a chi scrive su Internet: si introduce, infatti, l’obbligo di rettifica entro 48 ore, con pene pecuniarie da 7.500€ a 12.000€.
Dopo aver letto millemila articoli starnazzanti a destra e a sinistra, non ho capito come funzionerà, nella pratica, il provvedimento. Supponiamo che io scriva “Topolino è basso”. A Topolino questo non piace e, ritenendolo ingiusto e lesivo della sua immagine, mi intima di rettificare scrivendo “Topolino è diversamente alto”: a questo punto, secondo la legge, io avrei 48 ore per pubblicare la rettifica. Ma…
Come va comunicata la richiesta di rettifica? Una e-mail non credo vada bene, potrei sempre dire di non averla mai ricevuta. Rimane quindi la PEC (per chi ce l’ha, a meno che non la vogliano rendere obbligatoria per tutti) o la classica raccomandata. Tempo e carta, quindi.
Sono veramente obbligato a pubblicare una rettifica? Se scrivo una cosa vera e mi si chiede di rettificare, posso rispondere semplicemente “no, grazie, il testo va già bene così?“? Dopo una risposta del genere, la sanzione pecuniaria arriva d’ufficio e sta a me chiedere i danni, o ci sarà qualcuno (presumibilmente un giudice) che dovrà valutare la correttezza della richiesta di rettifica?
Giuristi all’ascolto, spiegatemi!
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Credo proprio che ne vedremo delle belle! Tornando invece alla domanda non so proprio come possa funzionare quindi resto qui in attesa che qualcuno ci illumini
Leggendo la legge in un’ottica di sistema, l’obbligo di rettifica vale per le testate online registrate.
Anche dopo la 62/2001 c’erano state ampie rassicurazioni (a parole, ovviamente) sulla sua non applicabilità ai blog, però.
Direi che proprio tramite carta non possa arrivarti nulla in quanto se non pubblichi il tuo indirizzo di casa come fà topolino a comunicare con te? Idem vale per la casella di posta elettronica.
La PEC non è valida se dall’altra parte non c’è pec….
Rimane solo la comunicazione tramite form!
Vedo la cosa assai macchinosa e ardua. Vedremo che caxxate verranno fuori.. all’italiana.
Io credo semplicemente che sia dai commenti che dalle mail la cosa possa essere valida. Punto e basta per i blog con i commenti approvati in automatico, e per i sitisenza commenti (e c’è ne sono!)? Potrebbe essere solo con le mail?
@Jack:
Quindi chiunque potrebbe lasciare un commento firmandosi come “Topolino” e chiedendo una rettifica entro 48 ore? Mi pare strano…
@Matteo
le mie sono solo supposizioni che rientrano nell’area della semplicità (?), è ovvio che appena la legge verrà approvata dal Senato si sapranno le modalità con cui chiedere la rettifica. Per adesso – ammesso e non concesso che qualcuno voglia già usufruirne senza legge – l’unico modo sarebbe questo. Ai posteri l’ardua sentenza diceva quel tipo