In questi giorni, leggo dell’approvazione (alla Camera e con la fiducia, ora si passa al Senato) di una legge che servirebbe a regolamentare l’uso delle intercettazioni telefoniche e la loro pubblicazione.

Premesso che la legge non è ancora approvata (ed è quindi suscettibile di modifiche) e tralasciando ogni considerazione sull’opportunità di una legge del genere (a chi serva veramente mi sembra abbastanza chiaro), c’è una sua parte che andrebbe ad aggiungere inutile burocrazia e togliere un altro pezzo di libertà a chi scrive su Internet: si introduce, infatti, l’obbligo di rettifica entro 48 ore, con pene pecuniarie da 7.500€ a 12.000€.

Dopo aver letto millemila articoli starnazzanti a destra e a sinistra, non ho capito come funzionerà, nella pratica, il provvedimento. Supponiamo che io scriva “Topolino è basso”. A Topolino questo non piace e, ritenendolo ingiusto e lesivo della sua immagine, mi intima di rettificare scrivendo “Topolino è diversamente alto”: a questo punto, secondo la legge, io avrei 48 ore per pubblicare la rettifica. Ma…

Come va comunicata la richiesta di rettifica? Una e-mail non credo vada bene, potrei sempre dire di non averla mai ricevuta. Rimane quindi la PEC (per chi ce l’ha, a meno che non la vogliano rendere obbligatoria per tutti) o la classica raccomandata. Tempo e carta, quindi.

Sono veramente obbligato a pubblicare una rettifica? Se scrivo una cosa vera e mi si chiede di rettificare, posso rispondere semplicemente “no, grazie, il testo va già bene così?“? Dopo una risposta del genere, la sanzione pecuniaria arriva d’ufficio e sta a me chiedere i danni, o ci sarà qualcuno (presumibilmente un giudice) che dovrà valutare la correttezza della richiesta di rettifica?

Giuristi all’ascolto, spiegatemi!


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7 commenti per questo articolo

  1. 12/06/2009, 14:08Daniel Londero (permalink)

    Credo proprio che ne vedremo delle belle! Tornando invece alla domanda non so proprio come possa funzionare quindi resto qui in attesa che qualcuno ci illumini :)

  2. 12/06/2009, 15:07Tooby (permalink)

    Leggendo la legge in un’ottica di sistema, l’obbligo di rettifica vale per le testate online registrate.

  3. 12/06/2009, 15:10Matteo (permalink)

    Anche dopo la 62/2001 c’erano state ampie rassicurazioni (a parole, ovviamente) sulla sua non applicabilità ai blog, però.

  4. 13/06/2009, 10:53Matteo G (permalink)

    Direi che proprio tramite carta non possa arrivarti nulla in quanto se non pubblichi il tuo indirizzo di casa come fà topolino a comunicare con te? Idem vale per la casella di posta elettronica.
    La PEC non è valida se dall’altra parte non c’è pec….
    Rimane solo la comunicazione tramite form!
    Vedo la cosa assai macchinosa e ardua. Vedremo che caxxate verranno fuori.. all’italiana.

  5. 13/06/2009, 17:54Jack (permalink)

    Io credo semplicemente che sia dai commenti che dalle mail la cosa possa essere valida. Punto e basta per i blog con i commenti approvati in automatico, e per i sitisenza commenti (e c’è ne sono!)? Potrebbe essere solo con le mail?

  6. 14/06/2009, 10:50Matteo (permalink)

    @Jack:
    Quindi chiunque potrebbe lasciare un commento firmandosi come “Topolino” e chiedendo una rettifica entro 48 ore? Mi pare strano… :-P

  7. 14/06/2009, 12:13Jack (permalink)

    @Matteo
    le mie sono solo supposizioni che rientrano nell’area della semplicità (?), è ovvio che appena la legge verrà approvata dal Senato si sapranno le modalità con cui chiedere la rettifica. Per adesso – ammesso e non concesso che qualcuno voglia già usufruirne senza legge – l’unico modo sarebbe questo. Ai posteri l’ardua sentenza diceva quel tipo ;)

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  1. 12/06/2009, 13:28diggita.it (permalink)

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