Concludo il brevissimo ciclo di post “elettorali” con qualche riflessione (numerica e non) sui risultati delle elezioni comunali a Gemona.
Per chi mi segue anche su Facebook, ci sono alcuni interessanti commenti nella nota collegata a questo post. Li trovate a questo indirizzo: http://www.facebook.com/note.php?note_id=91765028772 (è necessario avere un account FB, purtroppo)
Partiamo dal presupposto che sono moderatamente contento dell’elezione di Paolo Urbani. Contento perché, negli incontri a cui ho partecipato e nei due confronti fra i candidati, mi è sembrato il più equilibrato fra i tre. Moderatamente perché c’è qualcosa che non mi convince nel cambio di candidato a qualche settimana dalle elezioni. Non ho ben capito se si sia trattato di una strategia o altro, dovrò informarmi meglio.
Sono molto contento per l’elezione, in consiglio comunale, di Roberto Revelant e Giulio Ragalzi: persone semplici e, per come li conosco, abbastanza al di fuori dalle logiche di partito per fare bene il loro lavoro. Sono contento anche per Barbara Zilli (nonostante lo schieramento) e per la non elezione di Enore Picco (mi chiedo che senso avesse eleggere in consiglio comunale un consigliere regionale in carica, per di più neanche gemonese).
Mi spiace che siano rimasti a casa, fra gli altri, Matteo Bellotto e Lorenzo Iogna Prat: peccato, sarà per la prossima volta. Mi è piaciuta poco anche l’affluenza: il 62% con le elezioni comunali mi sembra poco, troppo poco. Se più di un elettore su tre non va a votare, c’è qualcosa che non va.
Non mi è piaciuto vedere, su Facebook, per sette volte in meno di 24 ore (tra sabato e domenica, a urne aperte), questo messaggio da parte di uno dei candidati per il consiglio comunale: “Caro/a concittadino/a ti esorto in questo fine settimana a votare e a far votare da amici e conoscenti {CANDIDATO} per {LISTA} e per il nostro candidato {CANDIDATO_SINDACO}.Per una gemona forte e concreta nelle opere e nel sociale. Da quando è iniziata quest’avventura politica che per me ,non lo nascondo, è una novita ma da lunedì sarò fiero ,come faccio da sempre, essere portatore delle parole di tutti voi…Grazie“. Si chieda poi il motivo, questo candidato, per cui di preferenze ne ha prese sei.
Finite le opinioni, qualche considerazione numerica. Le liste che hanno sostenuto Paolo Urbani sono arrivate terza, quarta e ultima: nonostante questo, la vittoria è andata a lui. Per capire da dove sia arrivata questa vittoria, ho provato a fare qualche calcolo abbastanza semplice. Ho ordinato ogni lista in base alle preferenze ricevute dai candidati e fatto una media per posizione in lista, raggruppando per candidato sindaco.

Il grafico mostra chiaramente come le liste a sostegno di Urbani perdano voti nelle prime tre posizioni, per poi recuperarli dalla quarta in poi.
Nel grafico mancano i voti espressi al candidato sindaco senza indicazioni di preferenza. Facendo qualche rapido calcolo sui numeri forniti dalla regione FVG, dovrebbero essere 391 per Mariolina Patat, 361 per Paolo Urbani e 218 per Gianpaolo Londero. Considerando la Patat fuori dai giochi già da metà pomeriggio, anche la differenza fra questi ultimi voti ha contribuito alla vittoria di Urbani su Londero nonostante i risultati di lista sembrino dire il contrario.
Anche stavolta, gradirei che si evitassero inutili polemiche. Grazie.




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