Gemona e la politica locale su Internet, dopo 4 mesi dalle elezioni comunali

Sono passati più di quattro mesi dalle elezioni comunali e, come nelle peggiori previsioni, su Internet non si legge quasi nulla dal sindaco e dagli eletti al consiglio comunale. Di tutti i siti, profili e pagine su Facebook creati durante la campagna elettorale (troppo in fretta e, forse, con l’unico obiettivo di “esserci” senza una strategia ben precisa) è rimasto ben poco: aggiornamenti fermi ai giorni immediatamente successivi alle elezioni e quasi nessuna continuità nell’uso di strumenti tanto economici quanto impegnativi per comunicare nel modo forse più efficace con i cittadini, soprattutto nelle realtà piccole come la nostra.

Gemona su Google Maps

Oggi come oggi, a parte i soliti articoli sui quotidiani locali (con tutto il rispetto per i cronisti che ci lavorano, è un modello di informazione che non mi soddisfa più di tanto), emerge un solo sito web (contegemona.it, curato da parte dell’opposizione che ha sostenuto Mariolina Patat) su cui leggere opinioni che si discostino dal solito comunicato stampa o dal trafiletto di cronaca.

Ci sarebbe anche “Lis gnovis su Glemone“, che riporta gli articoli su Gemona del Messaggero Veneto e del Gazzettino. Non aggiunge quasi nulla, ma già il servizio che fornisce è interessante (viste le politiche secondo me poco lungimiranti dei quotidiani da questo punto di vista). Magari non verrà apprezzato da Messaggero e Gazzettino (che, probabilmente, ignorano la sua esistenza), ma è molto utile per chi, come me, non ha voglia di aprire ogni giorno due giornali di carta per trovare poche righe che possono, forse, interessare. Come non detto, il blog in questione è diventato “a invito”. Peccato.

Dalla maggioranza e dall’opposizione di centro-destra, invece, silenzio. Non voglio parlare del sito istituzionale del comune (anche perché non mi è mai piaciuto e non sarebbe, comunque, lo strumento corretto da utilizzare) ma di cose che, volendo, sarebbero molto più semplici da creare e gestire in modo efficace. E’ possibile che, nel 2009 e in un paesotto di 10000 abitanti, sia così difficile interagire con quello che fanno e pensano i nostri rappresentanti al consiglio comunale?

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18 Responses to Gemona e la politica locale su Internet, dopo 4 mesi dalle elezioni comunali

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  4. Per come la vedo io questo comportamento era prevedibile. Improvvisarsi sul web non è possibile, una pagina facebook non è nulla e se non viene nemmeno aggiornata è ancora più triste perchè sembra un necrologio. La situazione di Gemona riflette – a mio avviso – una situazione nazionale, in cui si crede ancora poco nel web (anzi si fa finta che non esista) per lasciare spazio ai media più tradizionali tipo giornali e tv. La difficoltà di interazione tra chi governa (a Gemona o anche altrove) e i cittadini sta anche nella tendenza ad evitare questa interazione. E’ anche vero però che almeno un blog poteva essere aperto. Aprire un blog o cercare un contatto con i cittadini non sarà utile al contadino che legge il messaggero e guarda il tg1, ma magari farà vedere al giovane che non va a votare perchè “gli fanno schifo i politici”, per dimostrargli vicinanza e un tentativo di comprensione.

  5. Stefano Marmai says:

    Devo ammettere una certa vergogna di fronte a queste considerazioni che fate in modo assolutamente puntuale ed indiscutibile. E’ vero che Internet è ancora uno strumento per pochi e quindi l’operazione di marketing politico poco ripaga l’amministrazione, ma è altrettanto vero che per instaurare un continuo collegamento con il cybernauta ci vorrebbe costanza e dedizione che tradotto in soldoni significa una persona che ogni giorno verifica, aggiorna, ascolta, risponde, ecc, ecc…
    Per fare un lavoro fatto bene, l’amministrazione dovrebbe occuparsi del sito riportando quelle che sono le attività che si svolgono all’interno del Comune (anche per una questione di trasparenza) e cercare un contatto con il cittadino sviluppando l’e-democracy.
    Sinceramente non vedo la Struttura in grado di rispondere a questa elementare esigenza, forse non siamo ancora maturi per considerare Internet come una risorsa e quindi ci si limita a dire semplicemente che “ci siamo” senza preoccuparci di “come ci siamo”.
    Va anche detto che le nuove tecnologie non sempre vengono incontro agli enti e il digital divide non può essere abbattuto se per una linea adsl, sulla quale trasmettere ad esempio il consiglio comunale, si devono sborsare ben 12.000€ l’anno! Sono costi che, rapportati al numero di fruitori di tale servizio, sono difficilmente giustificabili dall’amministrazione di fronte a chi non riesce ad arrivare a fine mese…
    Comunque, non per cercare scuse, ma sono appena arrivato e sto ancora cercando di capire come si muove la “macchina” e come organizzare un angolo web dove ci possa essere quel contatto al quale fa riferimento Matteo.
    Sinceramente mi piacerebbe farlo in prima persona, ovvero un angolo gestito da me con il rapporto diretto politica-cittadino ma in tutta onestà non ce la faccio; lavoro, vita amministrativa e famiglia (troppe volte sacrificata) mi impediscono di trovare il tempo materiale per mettermi a gestire una cosa del genere che se fatta deve essere fatta bene.
    Già scrivere queste 4 righe significa ritardare il lavoro che stavo facendo e quindi sacrificare il tempo a qualcosa o qualcuno…
    E’ vero anche che se c’è la volontà politica si trovano le risorse ma, come scrivo anche più in alto, non siamo pronti, ovvero chi amministra oggi è ancora poco sensibile al digitale e ad internet in particolare.
    Non disperiamo comunque, le nuove generazioni avanzano e porteranno sicuramente qualcosa di nuovo anche all’interno dell’attuale amministrazione, è solo una questione di tempo. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di un Ente pubblico e quindi per vedere qualcosa di realizzato bisogna attendere qualche mese se non addirittura qualche anno!
    Chiudo dicendo che sto lavorando per cambiare il sito del Comune che avrà una grafica nuova e menù più friendly (lo spero) per i naviganti dove trovare un maggior numero di informazioni e documenti possibile.
    Sto cercando, assieme a Matteo (sono in frenetica attesa di sue nuove), di avviare una web radio dove magari oltre a raccontare ciò che accade a Gemona e dintorni, si possa creare il recipiente dentro il quale il cittadino-digitale possa riversare le sue aspettative, le esigenze, i consigli, le critiche…
    Non sarà l’esempio di Pubblica Amministrazione ed Internet al quale fare riferimento ma qualcosina si muove…

  6. Come riconosce anche Matteo il ns. Gruppo di minoranza (CON TE GEMONA), quotidianamente pubblica sul sito http://www.contegemona.it/ notizie sulla nostra attività politica e su quanto ruota intorno alla politica locale. La potenzialità di questo strumento per comunicare con i cittadini – elettori è elevatissima (Obama insegna) e da noi ancora poco praticata. Il nuov sito in pochi mesi ha già centinaia di contatti quotidiani.
    Credo davvero che una Pubblica Amministrazione efficiente non possa prescindere dall’utilizzo di questo strumento non solo per comunicare ma agevolare l’accesso ai servizi da parte dei cittadini. La TRASPARENZA è davvero la parola d’ordine della nuova PA.
    Non sono un ammiratore del Ministro Brunetta (troppo demagogico!) ma non posso che condividere molti parti della sua recente riforma della PA (in buona parte vicariata dalle proposte del giuslavorista Pietro Ichino, attualmente parlamentare del PD).
    Mi piacerebbe davvero che anche la ns. amministrazione comunale applicasse subito il dettati normativi previsti dalla c.d. riforma Brunetta, che di seguito riporto:

    La trasparenza è intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei princìpi di buon andamento e imparzialità. Essa costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione..

    Al fine di rendere effettivi i principi di trasparenza, le pubbliche amministrazioni provvedono a dare attuazione agli adempimenti relativi alla posta elettronica certificata di cui all’articolo 6,comma 1, del decreto legislativo del 7 marzo 2005, n. 82, agli articoli 16, comma 8, e 16-bis,comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e di cui all’articolo 34, comma 1, della legge 18 giugno 2009, n. 69.

    Sarebbe un bel salto in avanti.

  7. Matteo says:

    @Matteo:
    La “peggiore delle ipotesi”, in questo caso, era tua. E’ ovvio che ti aspettassi una situazione del genere. Sappi che la vedo esattamente come te: non tanto grandi portali e minchiate del genere, quanto piccoli canali di comunicazione veri e più informali possibile. Tutto il resto è utile quanto un santino elettorale: zero. :)

  8. Matteo says:

    @Stefano:
    Capisco i problemi logistici e burocratici nel creare strumenti di comunicazione ufficiali, anche attraverso Internet. Onestamente non credo si spendano 12000€/anno per una linea ADSL, ma so bene che i costi non sono gli stessi delle linee domestiche (a fronte di altre prestazioni, che non sono solo velocità). La questione che pongo, comunque, non è tanto di costi quanto di obiettivi.

    Penso che non sia necessaria una grossa infrastruttura: sarebbe bello invece che ognuno facesse un piccolo sforzo per comunicare qualcosa, quando lo ritiene opportuno, in un modo che permetta agli altri di interagire. Non si tratta di marketing, ma di qualcosa che può essere più simile a un bar o a una piazza. Non è necessario dedicarci moltissimo tempo, ma serve costanza, umiltà e un po’ di coraggio. Soprattutto un po’ di coraggio, perché è qualcosa che non sta nel solito “uno a molti” che aziende e politici sono abituati a usare per parlare con le persone.

    Faccio un esempio stupido: Facebook. E’ uno strumento (con tutti i suoi difetti) semplice e abbastanza diretto per mantenersi in contatto fra persone, senza la necessità di spese o impegni troppo grossi. Come tutti gli strumenti (ho detto FB, ma ne potrei citare molti altri) bisogna però sforzarsi di usarlo in modo decente, tutto qua. :)

  9. Matteo says:

    @Sandro:
    Io distinguerei l’uso istituzionale da quello personale che una figura istituzionale può fare, indipendentemente dal suo ruolo. L’istituzione-PA deve rispettare (giustamente, anche) un sacco di norme prima di poter mettere online progetti di E-Government, ma anche solo qualche paginetta web (la legge Stanca prevede requisiti che ogni pagina web di una PA dovrebbe rispettare): io però mi riferivo più alla seconda questione (in cui rientra anche il vostro sito). Realizzare piccoli canali di comunicazione (interattivi, altrimenti tanto vale usare il solito trafiletto sul Messaggero) fra la persona-amministratore e la persona-cittadino: canali possibilmente informali, senza la necessità di usare slogan o fare continue polemiche su ogni argomento, ma da utilizzare per proporre e capire quali sono le necessità delle persone e cercare di fare le cose per bene. Uno strumento di pubblica utilità, o qualcosa del genere.

  10. Riccardo U. says:

    Visto che siamo stati citati (curo con Sandro Venturini e altri il blog http://www.contegemona.it), apporto il mio pensiero alla discussione. Condivido con Matteo M. l’esigenza di usare il web. In verità non è lo strumento in sé che ci interessa, ma il fatto che, nonostante siamo immersi nella “società dell’informazione”, molto, troppo spesso i cittadini faticano a sapere, a controllare e a esprimersi in merito alle scelte politiche che li riguardano. Può andar bene qualsiasi mezzo. Basta che le notizie circolino e che tutte le voci abbiano spazio. Noi abbiamo scelto internet soprattutto per una questione di costi. Ad esso abbiniamo la stampa locale e – nel caso – qualche volantino. Non sono novità. Ciò che invece a Gemona stenta a decollare è la trasparenza in seno all’amministrazione. Basta vedere il sito del Comune. E non credo sia una semplice questione di costi. Una qualsiasi azienda con 4/5 dipendenti può permettersi siti internet ben più complessi e costosi di quelli di un comune, che di dipendenti ne ha quasi 100. Il punto è la “volontà” di essere trasparenti. Ad esempio, sarebbe tanto complesso, accanto alle delibere, inserire sul web anche le determine del Comune? E’ lì che i cittadini vedono come vengono spesi effettivamente i loro soldi. Per non parlare della web TV. Quanto potrebbe costare l’installazione per trasmettere on line i consigli comunali? Pensate che ogni volta che il sindaco Urbani decide di spedire una lettera ai gemonesi (l’ha fatto per le bollette dell’acqua e per farsi vanto del teatro in questi giorni), spende 2.300 euro. Quattro lettere sono quanto Stefano Marmai – che saluto qui, a distanza, e a cui faccio i migliori auguri – dichiara essere il costo dell’intero servizio internet del comune. E vedremo quando uscirà il bollettino comunale in quadricromia! Insomma, credo che non siano i costi il vero problema. Non nascondiamoci dietro a un dito. Da sempre chi governa – soprattutto chi governa con certi metodi e stili – ha il problema del controllo delle notizie e di ciò che fa. A Gemona, in Italia e nel mondo intero.

  11. Matteo says:

    @Riccardo:
    Qualche osservazione sui siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni. A differenza di tutti gli altri devono rispettare (giustamente in teoria, tecnicamente si potrebbe discutere all’infinito) i requisiti della legge Stanca relativamente all’accessibilità: è un gran bel casino e fa, di conseguenza, lievitare i costi (sia di realizzazione che di manutenzione).

    A parte questo sono d’accordo su molti punti, ma aggiungerei che se da una parte c’è difficoltà (tecnica? culturale? politica?) a fare informazione chiara e più diretta possibile, dall’altra ci sono cittadini spesso disinteressati. Perché informazione di qualità significa impegno “bidirezionale” e un piccolo sforzo per tutti, altrimenti si torna al solito “uno che parla e tanti che (nel migliore dei casi) ascoltano”.

  12. Stefano Marmai says:

    Mi sembra onestamente si facciano troppe chiacchiere senza sapere cosa ci sia in ballo, ovvero cosa l’amministrazione abbia in programma per quanto concerne Internet, il suo sito, la posta elettronica certificata, la firma digitale, le determine on-line, etc, etc e questo fa dire (ovvero scrivere) tante cose superfciali, scontate ed inutili.
    Condivido con Matteo le considerazioni in merito al disinteresse dei cittadini, allo stesso tempo non credo sia questione di umiltà o coraggio l’utilizzo di questi strumenti per comunicare. In questo momento lo sto facendo e non mi sento un’eroe, però sono anche dell’opinione che se si decide di fare qualcosa bisogna farla bene altrimenti è meglio lasciar perdere.
    Detto questo è vero che non servono grosse infrastrutture (per la cronaca riporto un link relativo ai costi di una linea adsl adatta per lo streaming video http://www.ngi.it/F6/f64096.asp) ma riallacciandomi al fare bene le cose, ci vuole costanza e tempo da dedicare che non sempre si riesce a trovare, ovvero la scala delle priorità (nel 2009) è un’altra.
    Ringrazio Riccardo contraccambiando i saluti (per dovere d’informazione gli ricordo che la lettera relativa alla stagione teatrale è stata stampata e spedita a carico dall’ERT), puntualizzando che i costi ai quali faccio riferimento sono solamente una parte di ciò che serve per fare le cose che suggerisce.
    Ad esempio per le sedute del CC live è necessario disporre di un server, attrezzatura internet, software, almeno una telecamera, un impianto audio nuovo e una linea ADSL con certe caratteristiche (totale ipotizzabile 20.000-25.000€). Probabilmente ci vuole anche un tecnico che si preoccupi di controllare, durante le sedute, il corretto e continuo funzionamento delle riprese e successivamente l’editing del video. Questo tecnico va pagato esso sia nell’organico del Comune (ad oggi non c’è) o all’esterno. Siccome lo streaming prevede una linea ADSL performante che ha un canone a mio avviso inacettabile, sto valutando l’ipotesi di fare la registrazione e poi mettere on-line il video che comunque va editato e qualcuno dovrà fare tale lavoro (ovviamente non a gratis!).
    Sono tutte cose sulle quali sto lavorando (non è prerogativa della minoranza), assieme ad altre come il VOIP, il funzionario comunale on-line o gli argomenti che ho evidenziato all’inizio della presente.
    Qualcosa si farà, qualcosa invece non si riuscirà a fare… purtroppo nessuno è perfetto…

  13. Matteo says:

    @Stefano:
    Non lo stai facendo in quanto “personaggio pubblico” (o almeno io non l’ho visto): è in questo che secondo me ci vogliono coraggio e umiltà, ma non prenderla come una critica personale, perché era una considerazione generale. Per fare un esempio, geograficamente vicino, di quello che intendo, potrei citare Debora Serracchiani.

    Per quanto riguarda lo streaming, faccio qualche considerazione. Volendo “fare tutto in casa” quella linea potrebbe addirittura non bastare (oltre a tutte le altre cose che hai nominato). Ci sono però diversi servizi gratuiti (due su tutti: Livestream.com e UStream.tv) che permettono di fare le stesse cose in modo molto più economico e scalabile, con un qualunque PC (anche portatile) e telecamera USB/Firewire.

    Spendendo una frazione del denaro che hai indicato si ottengono trasmissioni di tutto rispetto, oltre alla possibilità di salvare sugli stessi sistemi i filmati trasmessi per rivederli in differita e un sacco di altre funzionalità. Rimane ovviamente il costo relativo alla persona che segua la trasmissione e, possibilmente, organizzi al meglio gli archivi dei filmati nel tempo.

  14. Matteo says:

    P.S. per non parlare di YouTube e servizi simili, per non reinventare continuamente la ruota. Di filmati e cose del genere ho aperto una (piccola discussione) qui, relativamente al nuovo sito di Telefriuli: http://friendfeed.com/mbg/06fd4f1d/da-pochi-giorni-telefriuli-ha-rinnovato-il-suo

  15. Riccardo U. says:

    @Stefano
    Non avendo letto nessuna notizia in merito ai progetti che state mettendo in cantiere come amministrazione comunale, è naturale che “spingiamo” sulla necessità della trasparenza. In questi anni, non certo per colpa tua (ché anzi mi sembra lavori in netta controtendenza), il Comune di Gemona non si è dimostrato certo attento alla comunicazione con i cittadini (né sul web né in altro modo). Da parte nostra – parlo del sito “Contegemona” – assicuro che daremo appoggio e massima visibilità – per quanto vale, ovviamente – a ogni iniziativa che produca maggiore “rete” tra istituzione comunale e cittadinanza.
    Non sono proprio alle prime armi in merito alla gestione di siti internet (sia in ambito commerciale che culturale) e credo – pur concordando con te sulla necessità di fare le cose per il meglio – che una realtà importante come un Comune abbia tutte le risorse che vuole per gestire in modo più che dignitoso la propria comunicazione con l’esterno. Temo che alle volte – ma, ripeto, non è certo il tuo caso – i politici si nascondano dietro ai costi per celare la loro scarsa volontà di trasparenza. Forse sono “chiacchiere” – condivise del resto da molti -, ma mi sembra siano confermate nei fatti, nell’assenza cioè di azioni politiche congruenti con le affermazioni di principio.

  16. Luca says:

    La politica deve sempre e solo assecondare le richieste, magari insistenti, del cittadino o a volte dovrebbe prendersi il lusso di anticiparle?
    Rispetto alla trasparenza, ricerca di partecipazione, al fornire più informazione una Pubblica Amministrazione può o meno avere degli intenti educativi/formativi nei confronti dei propri cittadini?
    Forse anche a queste domande come cittadini (e non come maggioranza o minoranza) dovremmo rispondere.
    All’assessore Marmai, al quale riconosco il merito di non giocare continuamente al minimo, come era usanza nell’ultimo decennio (prima non mi esprimo per ignoranza) mi permetto di fare una leggera osservazione: lei oggettivamente ha molte attenuanti (è assessore solo poco 4 mesi, ha dovuto capire a che punto stanno le cose ecc.) ma se non è noto a cosa sta lavorando non è colpa non è certamente del cittadino.

    Relativamente all’utilizzo di internet e derivati io farei la distinzione tra due macro settori:

    A) Internet e nuove tecnologie per ottenere efficienza, risparmi e migliore organizzazione: e qui possiamo parlare di Voip, Pec, e-procurement, e-government ecc….

    B) Internet e nuove tecnologie al servizio della trasparenza e partecipazione: determine online, verbali di gare pubbliche e pubblicazione di tutti gli atti, pubblicare in un modo o in un altro dell’operazione Trasparenza di Brunetta, pubblicità ai consigli comunali e al loro odg e moltissime altre cose….

    In seconda battuta c’è un’altra distinzione importante da fare: ciò che costa e ciò che non costa nulla di più da un po’ di buona volontà (ovvero ciò che magari esiste già ma è migliorabile con un mimino sforzo).

    Per concludere dico all’assessore Marmai che, in una realtà in cui l’amministrazione comunica apertamente con i suoi cittadini, mi piacerebbe molto poter leggere quali sono i progetti a cui sta lavorando e quali obiettivi si è posto nel breve e medio termine (magari lo facessero tutti gli assessori) e soprattutto qual è la scala delle priorità.
    Potrebbe così accadere che un buon lavoro di un amministratore si trasformi in un lavoro ancora migliore…

    Mandi
    Luca

  17. Matteo says:

    Ho appena notato che “Lis gnovis su Glemone” è visibile solo agi utenti invitati. Ho corretto l’articolo, peccato.

  18. Mariolina says:

    A 8-9 mesi di distanza dalla lunga e articolata discussione che compare qui sopra, ma soprattutto a tredici mesi abbondanti dall’insediamento della giunta Urbani, mi sembra che non sia cambiato granché sul sito del comune. Le delibere sono visibili solo in parte ed inoltre mancano regolarmente gli allegati, delle determine si leggono solo i titoli…

    In consiglio comunale succede di tutto, anche di sentire Qualcuno dire di non aver detto quanto ha detto e per di più sta scritto a verbale.
    Proprio per testimoniare qual è la “vera natura” di questo consiglio comunale sarebbe a mio giudizio indispensabile riprenderne e trasmettere a chi ne ha interesse le sedute. Mandi

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