Le discussioni sul fatto che le versioni mobili di Repubblica e Corriere della Sera siano diventate a pagamento (oggi solo per gli utenti Tre Italia, domani chissà) sono ormai vecchie di qualche giorno ma non sembrano morire:

Vediamo se ho capito bene: quando si accede alle versioni mobili di Corriere.it e Repubblica.it si viene informati (solo la prima volta, continuamente o con quale frequenza?) che proseguendo la navigazione si pagheranno 0,09€ a pagina visitata. In tutta questa storia, l’unico non-problema è il fatto di pagare per accedere ai contenuti: se l’editore ritiene opportuno non distribuire gratis le sue cose, è liberissimo di farlo.

Quello che mi preoccupa è la modalità di pagamento: cerchiamo di capire perché la penso in questo modo.

  • Non è colpa di Tre, è una decisione degli editori: probabile, e immagino la forza con cui l’operatore si è opposto a un’imposizione degli editori che, in fin dei conti, è economicamente vantaggiosa sia per entrambi.
  • Vieni avvisato prima di pagare, quindi alla fine è un tuo problema: certo, vengo avvisato, ma siete sicuri che chi legge l’avviso e chi paga la bolletta siano la stessa persona? E poi, vengo avvisato continuamente, solo la prima volta o con quale frequenza? Se oggi accetto di pagare, domani verrò avvisato di nuovo? Se oggi accetto di pagare dal cellulare e domani, con la chiavetta, finisco “per sbaglio” sulla versione mobile di Corriere/Repubblica verrò avvisato?
  • E tutti gli altri servizi a pagamento allora? Ripeto, il problema non è il fatto di pagare ma la modalità. Normalmente stipulo un abbonamento, pago e mi vengono fornite delle credenziali che utilizzo per accedere alle zone a pagamento. Chi riscuote è un soggetto terzo rispetto al fornitore della connettività, e questa è una garanzia per chi usa le tariffe flat anche per non avere sorprese in bolletta.
  • Ok, ma si tratta solo di Tre e solo delle versioni mobili di due siti! Un precedente pericoloso: immaginiamo che un domani l’operatore coinvolto sia Telecom Italia, la connettività coinvolta sia quella ADSL (si, anche le flat) e i siti siano tutti quelli dei quotidiani online (o tutti i blog *.wordpress.com, o www.facebook.com). Devo continuare a immaginare?

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2 Comments

27 commenti per questo articolo

  1. 04/03/2010, 09:17Salvio (permalink)

    non credo che sarà una cosa solo di 3: è che 3 è stata probabilmente la più veloce ad implementare la pagina di avviso (e riscossione). Immagino negli altri operatori interminabili riunioni con 40 consulenti, discussione sul canvass, piani operativi, AF, ST, AT, portal freeze, businness simulation, rollback plan, risk assessment … e via discorrendo. E lo dico perché certe cose le ho viste. Da dentro.

  2. 04/03/2010, 10:00Stefano (permalink)

    Ne avevo parlato anche io sul mio blog un mesetto fa quando la cosa era uscita. Il problema non riguarda solo 3: a breve arriveranno anche gli altri.
    I problemi a mio modo di vedere sono due.
    Il primo è chi riscuote il pagamento, che deve essere separato dal fornitore di connettività. Tutta questa moda di fare le “cose semplici” per l’utente poi rischia di generare come hai detto anche tu solo delle “sorprese” in bolletta, oltre che confusione nella mente degli utenti su chi è responsabile del contenuto fruito.
    Il secondo problema è che non è possibile far pagare da un giorno all’altro qualcosa che era gratuito. O meglio, puoi farlo, ma la gente devierà verso altri lidi. Non è il modo corretto di porre la questione, ed è un errore degli editori, come è un errore far pagare le news “a pagina”. Se invece si offrisse un buon prodotto “premium”, con impaginazione adatta per i device mobili, senza pubblicità, e con articoli e inchieste interessanti, la gente disposta a pagare sarebbe molta di più.
    Il dibattito quindi secondo me non deve essere sul futuro delle news a pagamento, ma sulla qualità del giornalismo. E questo gli editori devono ancora capirlo…

  3. 04/03/2010, 11:15massimo cavazzini (permalink)

    [disclaimer: lavoro in 3, ma intervengo a titolo personale]

    Matteo, come già chiarito più volte, gli editori (alcuni editori se ti piace, ma in realtà il tema è che l’editoria in genere ha deciso di percorrere un modello di business diverso da quello applicato fino ad oggi) hanno deciso di far pagare i contenuti. Sulla carta, c’è l’edicola che fa il billing. Su cellulare, il metodo più rapido era un accordo commerciale con le telco (anche qui, gli editori hanno stretto accordi con tutte le telco è solo questione di tempistiche di implementazione diverse). Su iPhone, le app sono diventate a pagamento. Su eredaer, alcune cose a pagamento ci sono altyre ne arriveranno. Su Web, ci stanno ragionando sul come far pagare i contenuti (il microbilling è facile su mobile, su fisso no) ma prima o poi ci arriveranno.

    La strategia degli editori è corretta? si no forse
    Il fatto che chi ha un tuo ‘credito’ ti permetta di acquistare servizi di terzi, invece, succede da anni per cui non vedo il problema. Nel momento in cui ti avviso (e sei avvisato) e ti dico i costi (chiaramente espressi), tu decidi se acquistare.

  4. 04/03/2010, 23:52Matteo (permalink)

    @Salvio:
    Che sia l’unica o solo la prima, dal mio punto di vista, cambia poco. Il problema, secondo me, è il metodo di pagamento, non chi lo mette in atto.

  5. 04/03/2010, 23:55Matteo (permalink)

    @Stefano:
    Il pagamento del contenuto (anche se fino a ieri era gratis e lo è anche oggi su altre piattaforme) non è niente di scandaloso, secondo me: le abitudini si cambiano. Il punto del mio discorso è invece sul primo problema: chi fornisce la connettività deve (dovrebbe?) essere ben distinto da chi riscuote i pagamenti per i fornitori dei servizi che usano quella banda.

  6. 05/03/2010, 00:03Matteo (permalink)

    @Max:
    Abbiamo evidentemente punti di vista inconciliabili sull’argomento. Se io acquisto una flat, lo faccio (anche) per non avere sorprese in bolletta e questi sistemi sono la via più rapida per averne. Il quarto punto del post è un esempio lampante di una situazione che domani potrebbe non essere così improbabile, ed eccoci ripiombare negli anni bui dei dialer che si sperava essere definitivamente scomparsi.

    Si vuole che la telco riscuota per conto di terzi? Bene, assegni username/password al titolare della SIM (o dell’ADSL, se mai a qualcuno venisse la malsana idea di fare cose del genere sulle linee fisse) e si sostituisca la pagina di avviso con un login. Facile e molto meno subdolo, non credi?

  7. 05/03/2010, 00:04Salvio (permalink)

    @Matteo
    ok, d’accordissimo, è che il titolo sembra portare una critica soprattutto a Tre. Premesso questo condivido che è una strada molto, molto pericolosa. Qui, piano piano, potrebbe essere messa in pericolo la neutralità della rete. Portando all’estremo, cosa impedisce a Telecom Italia di far pagare/oscurare – chessò – le pagine di un competitor?
    Il Corriere della Sera avrebbe dovuto mettere una semplice pagina dove chiedeva un’iscrizione ad un abbonamento..

  8. 05/03/2010, 09:58massimo cavazzini (permalink)

    @matteo: non sono inconciliabili, semplicemente sono due punti di vista diversi sull’argomento :)

    tu vedi l’operatore telefonico come pure tubo, in realta’ cosi’ non e’ mai (e sottolineo mai) stato: le telco sono un incrocio di piu’ competenze. dal mettere in piedi una rete (towerco) ad offrire connettivita’ a offrire servizi b2b e b2c a offrire hardware ecc ecc. sono un hub, la fornitura di connettivita’ e’ una minima parte delle attivita’. il fatto che il carrier debba solo dare connettivita’ e’ una visione limitatissima del business mobile, imvho: la direttiva ue sui micropagamenti ha anche sdoganato la cosa a livello normativo, per cui pagherai parecchi servizi usando il cellulare… la sim non e’ un cavo ethernet, la sim e’ un abilitatore di vari servizi (tra cui la connettivita’). trvi strano donare 1 euro via sms? e televotare? troveresti strano pagare un quotidiano in edicola mandando un sms? e’ solo questione di abitudine ma ci arriveremo e non ci vedo nulla di male, se le regole del gioco sono chiare.

    la storia delle sorprese in bolletta, sinceramente, mi sembra la foglia di fico. tu continui ad avere il traffico internet incluso nella flat o tariffato come da contratto (anzi, nel caso specifico e’ gratis perche’ non erode soglie della flat e non fa billing a parte), poi navigando ti puoi imbattere in siti che danno cose gratis e siti che fanno pagare i contenuti. a quel punto vieni avvisat a decidi.

  9. 05/03/2010, 15:38fallensick (permalink)

    Cazzi loro si perdono clienti :D

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  10. 05/03/2010, 22:35Kaeel (permalink)

    il problema è che nel frattempo inculano tanti soldini :( (PS: non è che puoi cambiare il sistema dei commenti su blogger? sto diventando metto a rispondere :)

    This comment was originally posted on FriendFeed

  11. 06/03/2010, 16:46Matteo (permalink)

    @Max:
    Il punto è proprio “vieni avvisato e decidi”: se fino a qualche tempo fa ero entusiasta dell’esistenza dei router 3G (ne propone la stessa Tre, http://www.tre.it/public/scheda_prodotto.php?idp=27&idOF=150&type=27_1) oggi non lo sono più, e ti spiego perché.

    Accendo SIM e router, con il mio smartphone mi collego alla rete Wifi e provo ad accedere al sito mobile di Corriere/Repubblica. Mi viene proposta la pagina di avviso, accetto e inizio a pagare un tot a pagina. Da quel momento in poi, se non ho capito male, si assume che da quella SIM si abbia accettato per sempre di pagare per quel sito, quindi la richiesta non arriverà più. In realtà, però, non è così perchè quella SIM fornisce connettività a una LAN.

    Potrebbe anche succedere l’inverso, con qualcuno che non sono io (ma a cui permetto l’accesso alla rete wifi) che accetta il pagamento. A quel punto, quando sarò io a provare ad accedere non mi verrà chiesto nulla e potrei “navigare a pagamento” senza nemmeno saperlo (fino alla prima bolletta).

    Ripeto, se proprio il gestore vuole divernare esattore per soggetti terzi, fornisca username/password o altre credenziali ai titolari delle SIM e trasformi la pagina di avviso in un login.

  12. 06/03/2010, 17:06massimo cavazzini (permalink)

    “non è così perchè quella SIM fornisce connettività a una LAN”: comportamento se non ricordo male vietato sulle sim consumer…

  13. 06/03/2010, 17:10Matteo (permalink)

    @Max:
    Cioè Tre mi fornisce il router (la mia SIM ha Tre Dati in abbonamento postpagato, che potrei convertire in Tre Time Large a parità di prezzo, se non ricordo male) e non mi consente da contratto di usarlo per connettere più apparati? E sulle SIM business non si applica il pagamento per Corriere/Repubblica?

  14. 06/03/2010, 17:35massimo cavazzini (permalink)

    il punto di vista non cambia: paghi i contenuti perchè l’editore vuole così (il resto era una domanda OT… andando a memoria chiedo, il router è in listino consumer?)

  15. 06/03/2010, 17:38Matteo (permalink)

    @Max:
    Il punto non è pagare i contenuti, ma come li si paga. E come li si paga è dovuto all’editore E al gestore (Tre in questo caso, ma potrebbe essere chiunque). Il router l’ho trovato su http://www.tre.it -> Internet Mobile. Guardando rapidamente, non trovo nulla che mi faccia pensare al fatto che sia riservato all’utenza business: anche se lo fosse, mi pare di capire che lo scenario che ho ipotizzato sarebbe comunque possibile, giusto?

  16. 06/03/2010, 17:48massimo cavazzini (permalink)

    matteo, abbiamo capito che non sei d’accordo sul come li si paga. su questo ho già detto la mia ampiamente per cui per me argomento chiuso tanto ci diciamo sempre le stesse cose :)

    sul router: leggi il contratto della tua sim…
    sullo scenario: se fai un contratto con telecom italia per *una* linea telefonica e dietro ci installi un centralino per fatti tuoi (quindi tutte le chiamate escono su una linea e hai una sola bolletta), la responsabilità di cosa combini con quella linea (ad esempio se una delle sim che *tu* hai abilitato chiama un 899) di chi è, di telecom? ma dai…

  17. 06/03/2010, 17:55Matteo (permalink)

    @Max:
    Se mi dici “paghi perché l’editore vuole così” io devo per forza rispondere con cose che ho già scritto, no? :-P

    Sul router/scenario: non ho quel router, ma immagino (spero, a questo punto) che Tre me lo fornisca con una SIM contrattualmente ailitata a fornire connettività a N dispositivi. Se è così il mio scenario è più che verosimile, se invece non è così, l’utilità del router è poca e (opinione personale) bello schifo…

  18. 06/03/2010, 17:58massimo cavazzini (permalink)

    matteo, un consiglio: leggili i contratti…

  19. 06/03/2010, 23:56Salvio (permalink)

    Secondo me da questa storia abbiamo imparato una cosa: che la connettività 3G non sostituisce la connessione ADSL.
    Ma poi, se uno si connetto con una chiavetta interne al sito corriere.it o repubblica.it appare la pagina di pagamento? O è a pagamento solo il sito ridotto mobile? Che poi, se permettete è una enorme stron@@@ta: pago una cosa che è offre un contenuto ridotto rispetto a quella gratuita: un abominio.

  20. 07/03/2010, 00:16massimo cavazzini (permalink)

    Salvio, entro il 2010 io dico che anche le versioni web ‘standard’ saranno a pagamento: gli editori devono ‘solo’ capire come far pagare, ma ormai la strada è intrapresa

  21. 07/03/2010, 10:42Anonimo (permalink)

    Massimo, io dico che ti sbagli. Il dibattito è ancora molto accesso, e anche nella patria dell’innovazione e del mercato, gli States, in cui la maggior parte dei siti più prestigiosi sono gratuiti.
    La pista giusta a mio avviso è quella de IlFoglio: sito accessibile gratuitamente, alcune sezioni a pagamento altre consultabili da tutti.
    Se il corriere.it diventasse a pagamento semplicemente gli utenti guarderebbero un altro sito: pensi davvero che la massa che consulta il sito, che legge in preminenza gli articoli stile “Cambridge, studenti conducono nudi il tg online: è un successo” (guarda la classifica degli articoli più letti) siano disposti a pagare?

  22. 07/03/2010, 10:43Salvio (permalink)

    ps: l’anonimo precedente sono io :)

  23. 07/03/2010, 11:32massimo cavazzini (permalink)

    salvio, non ho detto che la strada intrapresa è quella giusta :) ho detto che gli editori hanno deciso di percorrere la strada dei contenuti a pagamento, sul mobile (già detto e ridetto: entro primavera/estate pagherai con tutti gli operatori la maggiorparte delle testate) e sul fisso (la mia previsione è che entro fine anno – appena trovano il modo di gestire i micropagamenti – anche via web fisso pagheremo). nessuno sa se sia la strada giusta, ad aprile modererò una sessione sul futuro delle news mobili durante il festival del giornalismo di perugia e sarà l’occasione per approfondire :)

  24. 07/03/2010, 12:07Matteo (permalink)

    @Salvio:
    Così come lo fa il gestore mobile, potrebbe farlo anche la Telecom di turno con i suoi abbonati ADSL, quindi la questione non si pone tanto sul 3G vs ADSL quanto sui soliti metodi subdoli per far transitare denaro dalla tasche del cliente a quelle del fornitore di servizi.

    Subdoli per due motivi: primo perché spesso riescono nel loro intento senza che il cliente se ne accorga, secondo perché quando se ne accorge escono le clausole contrattuali (che, certo, sono tenuto a leggere e ho firmato) per ribaltare la “colpa” sul cliente stesso.

  25. 07/03/2010, 12:10Matteo (permalink)

    @Max:
    Ovviamente non è niente di personale nei tuoi confronti (e neanche nei confronti di Tre, sarebbe lo stesso con qualunque altro operatore), ma parliamo di cose diverse. Io di correttezza, tu di contratti. :-P

  26. 01/04/2010, 16:00Michele Bologna (permalink)

    Trovo anche io che sia sbagliato, perché se ti colleghi da Wifi, non devi pagare questa “tassa”.
    Il workaround esiste, e consiste nel cambiare User-Agent del browser da 3G/EDGE.
    Il rovescio della medaglia, ovviamente, è che il sito visualizzato non sarà ottimizzato per dispositivi mobili.

  27. 04/04/2010, 18:20Matteo (permalink)

    @Michele:
    A parte eventuali workaround, io non trovo che sia sbagliato il fatto di rendere a pagamento un servizio, nè il fatto che sia a pagamento solo per determinate tipologie di utenza. Vedo però un problema nel modo in cui la cosa viene realizzata, tutto qua.

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  1. 04/03/2010, 13:19diggita.it (permalink)

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